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Cavalleria rusticana di Giovanni Verga all’asta a Parigi. Sgarbi: “Importante studiare questi testi”

venerdì 2 Dicembre 2016

“O Lola ch’ai di latti la cammisa, sì bianca e russa comu la cirasa”. La celebre frase della Cavalleria Rusticana sembra riecheggiare nelle menti dei catanesi, compatrioti del geniale drammaturgo Giovanni Verga; impugnando la novella tra le mani ne sottolineano l’appartenenza. La Christie’s, fondata nel 1766 a Londra, è la più grande casa d’aste al mondo: numerose le filiali presenti nel mondo, tra cui anche una in Italia a Milano oltre a Honk Kong, New York, Dubai, Shangai e molte altre grandi metropoli. Il prossimo lunedì 5 dicembre la Christie’s compierà il suo 250° anno di età e nella sede di Parigi si svolgerà l’asta per lo straordinario autografo della Cavalleria rusticana scritta dal catanese Giovanni Verga, primo lotto dal valore di 150 mila euro, oltre ad un secondo lotto formato da un’eccezionale raccolta di ben 300 lettere inedite indirizzate dal grande scrittore siciliano ai familiari riguardanti la genesi e le vicende giudiziarie della Cavalleria rusticana nella causa che ne derivò contro il compositore livornese Pietro Mascagni. Il valore di autografi e telegrammi aggira sui 90 mila euro; sotto la calligrafia in minuscolo del drammaturgo catanese.

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Mascagni infatti venne accusato da Verga per plagio, per l’omonima opera lirica; la versione di Mascagni è, infatti, molto simile alla novella nella storia e nei personaggi di Verga, presa dalla raccolta Vita dei campi, oltre ad alcune parti in cui gli eventi vengono sottintesi.

Già la Christie’s, aveva messo in vendita un terzo lotto di lettere di Verga poi acquistate nel 2008 dalla Regione Siciliana. Le lettere trattano numerosi argomenti; dai suoi problemi di salute alla gestione delle proprietà terriere, oltre ad alcune informazioni sulla vita culturale tra Milano e Firenze. 540 pagine stimate 120 mila euro.

La città di Catania si è subito mobilitata; Maria Grazia Patanè, Soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania ed Enzo Zappulla, presidente dell’Istituto di Storia del Teatro e dello Spettacolo Siciliano di Cataniasi sono mobilitati per un presto ritorno delle opere nella propria regione.

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Enzo Bianco, sindaco di Catania, città che vide il natale di Giovanni Verga nel 1840, ha rivolto un appello al ministro dei Beni Culturali Dario Fransceschini perché si trovino i fondi per far ritornare le opere in Sicilia.  “L’impegno del Comune di Catania in questo momento è massimo – ha esordito Bianco – affinché le lettere e il manoscritto della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga ritornino in Italia. Ho già fatto appello all’Assessore Carlo Vermiglio dei Beni Culturali della Regione Siciliana ed ho informato personalmente il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini in occasione della sua recente visita a Catania, affinché si trovino i fondi per acquistare questi importantissimi documenti. Sarebbe una gravissima perdita se così non fosse”.

Anche il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi si è voluto esprimere nel merito:“La Regione e lo Stato dovrebbero impegnarsi per acquisire questo patrimonio: è assolutamente importante che si abbia la possibilità di avere la riproduzione di questi testi. Che sia una Fondazione privata o lo Stato ad acquistarli è indifferente: fondamentale è la possibilità di averne riproduzione per poterli studiare”.

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