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L'intervista

Cinema e audiovisivo, Amata: “Incentivi fino a un milione di euro e ricadute economiche garantite sul territorio”

sabato 7 Febbraio 2026
Elvira Amata

Cinema e audiovisivo tornano al centro delle politiche regionali per lo sviluppo della Sicilia. Tra incentivi economici, servizi alle produzioni e una strategia che intreccia cultura, industria e promozione del territorio, la Regione punta a rafforzare l’attrattività dell’Isola come set cinematografico e televisivo. Un impegno che si traduce nell’Azione Cardine 3.2.1.c – Sostegno agli operatori del settore cinematografico e audiovisivo, inserita nella Linea di Intervento 03.02 “Turismo e Ospitalità, con una dotazione complessiva di oltre 11 milioni di euro per il triennio 2026–2028, finanziata attraverso fondi regionali e il Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027.

Sul tema abbiamo intervistato l’assessore regionale al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo, Elvira Amata, che ha risposto nel dettaglio sulle misure previste, sui bandi già attivi, sul ruolo della Sicilia Film Commission e sulle prospettive legate al location placement e alla formazione delle professionalità locali. Nel quadro tracciato dall’assessore Amata emerge una strategia che punta a consolidare il cinema non solo come strumento di promozione turistica, ma come settore produttivo capace di generare occupazione, competenze e ricadute economiche sul territorio. Una scommessa che ha come obiettivo di rendere l’Isola sempre più competitiva nel panorama cinematografico e audiovisivo nazionale e internazionale.

Nel Programma 2026–2028 si parla di “incrementare gli incentivi” alle produzioni cinematografiche e audiovisive che scelgono la Sicilia: rispetto al triennio precedente, cosa cambia concretamente per chi oggi decide di girare nell’Isola?

“La Sicilia è una delle regioni italiane più attive nel sostegno al cinema, grazie ai fondi nazionali annualmente destinati al comparto. Per il 2026 ed il 2027 il contributo massimo erogabile è stato elevato a un milione di euro. Più in generale, è il caso di evidenziare che, oltre ai contributi previsti, l’Assessorato – attraverso la struttura dipartimentale competente Film Commission – offre alle produzioni servizi e assistenza logistica gratuita, quali il supporto nella ricerca delle location, la mediazione con gli enti locali per l’ottenimento dei permessi di ripresa, nonché l’accesso all’elenco di professionisti e fornitori locali certificati (fondamentale per rispettare l’obbligo di spesa regionale), elementi che consentono un buon abbattimento dei costi”.

Il documento prevede una dotazione di oltre 11 milioni di euro per il triennio 2026–2028: quando saranno pubblicati i prossimi bandi e con quali tempistiche di erogazione dei fondi?

“Il Bando 2025-2027 è stato pubblicato a fine 2024 e prevede una finestra di presentazione delle istanze per il triennio, per ciascuna delle annualità 2025-2027. Per l’anno in corso la finestra si apre il 2 febbraio e si chiude il 16 marzo”.

Nel sostegno alle produzioni, come intendete garantire che le ricadute economiche coinvolgano realmente le imprese e i professionisti siciliani e non soltanto le produzioni esterne?

“Garantire che il sostegno al cinema in Sicilia si traduca in un beneficio concreto per il tessuto economico e professionale locale è certamente una priorità che questo Assessorato persegue attraverso meccanismi precisi inseriti nei bandi di cofinanziamento. Va tuttavia precisato che il ruolo di soggetto pubblico di Sicilia Film Commission e la natura delle agevolazioni concesse (aiuti di Stato) renderebbe illegittima qualsiasi iniziativa che orientasse in maniera univoca l’investimento pubblico o il suo indotto verso operatori economici siciliani.

Ferme restando le regole del libero mercato, l’unico strumento di territorializzazione della spesa (espressamente previsto dal regolamento comunitario 651/2014 ed inserito nel bando) è che una somma pari al 150% o superiore sia effettuata in Sicilia.

Per accedere ai contributi le produzioni devono garantire una ricaduta economica minima sul territorio regionale. Altro elemento è legato alla valutazione non solo di quanto si spende, ma di chi si coinvolge. In fase di valutazione dei progetti, vengono assegnati punteggi più alti a chi dimostra un reale coinvolgimento della filiera locale: dall’impiego di professionisti residenti in Sicilia al coinvolgimento di imprese locali. Entrambi gli elementi fanno parte di un meccanismo premiale ai fini dell’ottenimento dei contributi.

Infine, gli aspetti legati alla qualificazione e formazione: la crescita professionale è un elemento di importanza strategica per evitare che la carenza di figure specializzate in loco spinga le produzioni esterne a portare da fuori l’intero staff. In tal senso la Film Commission funge da ponte, facilitando l’incontro tra domanda delle produzioni e offerta di professionisti attraverso la banca dati regionale online, alla quale possono iscriversi tutti gli operatori siciliani del settore”.

Il Programma indica il “location placement” come strumento strategico: quali risultati concreti ha prodotto finora in termini di occupazione, indotto economico e promozione del territorio?

“Si tratta di una evoluzione di uno strumento ormai ampiamente consolidato nel settore della produzione audiovisiva quale il product placement, ossia una forma di promozione connotata dalla presenza visiva di un determinato prodotto, di un marchio o di un’insegna commerciale, collocata secondo precise strategie di marketing nell’ambito di un’opera audiovisiva destinata allo sfruttamento cinematografico o televisivo.

Il location placement consente, per analogia, di promuovere a fini turistici e culturali un determinato territorio nel contesto scenografico di un prodotto audiovisivo (film o serie tv), con l’obiettivo di trasformare una “location” cinematografica in “destination” turistica.

Questo grande passo in avanti che la Regione Siciliana ha programmato, affiancando tale misura agli incentivi in forma di aiuti di Stato erogati tramite la Sicilia Film Commission, attende l’entrata in vigore del regime di autoregolamentazione degli operatori del settore richiesto dall’AGCOM, sulla scorta delle modifiche introdotte dalla normativa comunitaria”.

Sono previste misure specifiche per rafforzare le competenze professionali locali – tecnici, maestranze, autori – oppure questo obiettivo è affidato esclusivamente all’arrivo delle produzioni?

“Il rafforzamento delle competenze professionali nel settore audiovisivo non è lasciato al caso, ma è oggetto di una strategia che integra obblighi contrattuali per le produzioni e investimenti diretti in formazione. Fatte salve le attività formative del Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede di Palermo (finanziate annualmente dall’Assessorato), non è possibile svolgere attività formative dirette da parte dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, né finanziare enti privati che operano in tale ambito.

È auspicabile una maggiore complementarietà con l’Assessorato Istruzione e Formazione, affinché possa essere allargato alle professioni del cinema il catalogo dei corsi di formazione finanziati con le risorse del Fondo Sociale Europeo. Va infine ricordato che, in sede di Stati Generali del Cinema, è emersa la volontà di creare un’anagrafe digitale aggiornata delle professionalità locali per mappare le competenze esistenti e colmare i gap formativi richiesti dal mercato internazionale”.

Il cinema viene inserito all’interno di una strategia di competitività turistica: come si evita il rischio che l’audiovisivo venga considerato solo uno strumento promozionale e non un’industria culturale autonoma?

il Cinema di San Giuseppe Jato

“Non c’è alcun rischio che l’audiovisivo venga considerato solo uno strumento promozionale. Occorre piuttosto sottolineare che gli interventi finanziari della Regione sono destinati alle imprese del settore con l’obiettivo primario di implementare un comparto strategico rispetto al segmento turistico più in generale.

È evidente che le azioni così orientate determinano effetti significativi e strategici finalizzati a stimolare forme rilevanti di promozione del territorio regionale. In altre parole, sostenere il cinema come industria culturale autonoma significa riconoscere che la sua dignità artistica è la condizione necessaria affinché funzioni anche come motore di sviluppo turistico”.

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