La Città Metropolitana di Palermo: un “vitello dai piedi di balsa“. Non volevamo scomodare Elio e Le Storie Tese. Ma è passato quasi un anno dall’election day del 27 aprile. E ad oggi si è mosso poco nulla. Non è stato nominato il vicesindaco metropolitano. Non sono stati scelti i consiglieri metropolitani. E, come se non bastasse, l’aula consiliare non si è ancora dotata nè di un nuovo regolamento nè dello Statuto. Quest’ultimo, rappresenta la linea guida principale per ogni amministrazione. A dire il vero, il Consiglio Metropolitano il suo lo ha fatto. Ha approvato l’atto a fine 2025. Tuttavia, la necessità di ottenere il via libera dall’Assemblea dei Sindaci ha ulteriormente rallentato un processo andato avanti quasi stancamente.
Lo Statuto Metropolitano di Palermo, un iter macchinoso
Il filone relativo allo Statuto Metropolitano parte da lontano. Praticamente, da inizio consiliatura. Dopo il via libera arrivato dal tavolo tecnico regionale nella primavera 2025, gli uffici della Città Metropolitana di Palermo hanno iniziato a lavorare ad una bozza di documento. L’atto è arrivato nella disponibilità dei consiglieri metropolitani intorno alla metà di luglio. Ma i lavori d’aula sono andati, in generale, a rilento. L’ok dell’aula consiliare è arrivato soltanto tre mesi dopo, ovvero il 25 ottobre. In quell’occasione, furono apportate modifiche importanti sulle commissioni e sui consiglieri delegati. Addirittura nove quelli previsti dalla bozza di Statuto. Fatto che lascerebbe un grande margine di manovra nelle mani del sindaco Roberto Lagalla.
Si attende una risposta dall’Assemblea dei Sindaci
Tutto fatto, pensava qualcuno. E invece, niente di più lontano dalla realtà. A far tornare tutti sulla terra sono stati i tecnici di Palazzo Comitini, i quali hanno segnalato la necessità di dover passare dall’Assemblea dei Sindaci per il varo definitivo dello Statuto. La prima riunione sul tema si è tenuta proprio nella sede istituzionale di via Maqueda il 30 gennaio. Tuttavia, si è trattato soltanto di un passaggio formale. L’organo di controllo, infatti, ha deciso in quell’occasione di nominare una commissione composta da una decina di sindaci per valutare il testo. A farne parte, fra gli altri, i primi cittadini di Cefalù (Daniele Tumminello), Corleone (Walter Ra) e Monreale (Alberto Arcidiacono).
Il gruppo di lavoro ha discusso del tema circa due settimane fa, così come concordato con il sindaco Roberto Lagalla, partorendo una serie di proposte. Ora spetterà nuovamente all’Assemblea dei Sindaci dare il via libera. Poi si dovrà capire se sarà necessario o meno un nuovo passaggio in Consiglio Metropolitano per un ulteriore presa d’atto. A dirimere la questione sarà il segretario generale provinciale. Insomma, un meccanismo macchinoso. Lento. Poco oleato. E qualcuno, dal Consiglio Metropolitano, non manca di esprimere forti perplessità sulla lentezza dell’iter. “Sembra quasi che non si abbia voglia di andare avanti“, sbottano due esponenti di Sala Martorana. Uno per schieramento. Segno che il malessere, in alcuni casi, non ha colore politico.
Impasse generale, le risposte attese da Forza Italia
Un impasse che, come diretta conseguenza, ha provocato un stop anche sul fronte politico. Niente Statuto, niente consiglieri delegati. E senza quelli, nominare in autonomia un vicesindaco metropolitano è diventato complesso per Roberto Lagalla, costretto ad attendere i desiderata dei partiti di maggioranza. Soprattutto quelli di Forza Italia. E proprio dagli azzurri che si attendono le principali risposte per dipanare la matassa. Alla compagine forzista infatti spetterà, con ogni probabilità, la nomina del numero due di Roberto Lagalla. Da quello, tutto sarà chiarito a cascata.
Ma questa risposta non è ancora arrivata. Probabilmente, se ne saprà di più da una riunione di partito attesa in primavera. Intanto però, la Città Metropolitana resta in una formale impasse politico-amministrativa. Segno dei tempi è, fra l’altro, il fatto che proprio Forza Italia non si è nemmeno dotata di un capogruppo al Consiglio Metropolitano. Fatto sottolineato a più riprese proprio da un esponente di spicco del partito, ovvero il consigliere provinciale e comunale Gianluca Inzerillo. Insomma, chi farà il vicesindaco metropolitano? Chi andrà a fare il consigliere delegato? Chi farà il capogruppo? Domande che dovranno avere, prima o poi, una risposta. Intanto, è passato quasi un anno. E lo stallo alla Città Metropolitana di Palermo resta.




