Che 2026 sarà per la politica a Palermo e in Sicilia? Un quesito a cui rispondere è abbastanza complesso. In molti guardano all’anno appena entrato come un’opportunità di consolidamento o di rilancio. L’ultima parola spetterà agli attori protagonisti. Se nel centrodestra si attendono risposte sul rimpasto regionale e sul destino della Democrazia Cristiana, a sinistra il fronte progressista dovrà cercare una quadra se vorrà rappresentare una vera alternativa alle amministrazioni uscenti, sia al Comune che alla Regione. Ma come si sta organizzando l’asse giallorosso e il mondo civico di quell’area politica? Lo abbiamo chiesto alla capogruppo del M5S a Palermo Concetta Amella. L’esponente pentastellata, da otto anni e mezzo fra i banchi di Palazzo delle Aquile, ha provato a dissipare alcuni dubbi rispetto a quanto sarà nei prossimi diciotto mesi, sia dalle parti del capoluogo siciliano che del mondo regionale.
L’opposizione al Comune di Palermo: cosa è stato
Partendo dal Comune di Palermo, Concetta Amella ha analizzato lo scenario di questi tre anni e mezzo di consiliatura a firma di Roberto Lagalla. Sottolineando il ruolo garantista delle opposizioni, la capogruppo del M5S ha evidenziato quelli che, a suo giudizio, sono stati i limiti del centrodestra palermitano.
“Da oltre tre anni le opposizioni svolgono un ruolo essenziale di controllo, vigilanza e proposta, spesso supplendo alle gravi carenze dell’Amministrazione Lagalla, che sistematicamente si è dimostrata incapace persino di garantire il numero legale, con il conseguente blocco dei lavori d’aula. Con una maggioranza di 26 elementi, resa tale dal ripensamento di Ferrandelli e Canto a fine 2023, ci si sarebbe aspettata ben altra capacità di manovra. Invece, abbiamo assistito a una maggioranza numericamente ampia, ma politicamente debole: assente, divisa e incapace di governare i processi e di assumersi la responsabilità di governare Palermo. A volte per ragioni politiche. Altre per mere ragioni numeriche. Qualcuno, dalle parti di Sala Martorana, si è davvero visto con il contagocce“.
Il futuro e le elezioni amministrative nel 2027
Tre anni e mezzo fa si registrò una schiacciante vittoria del centrodestra sia al Comune di Palermo che alla Regione Siciliana. E, nel 2027, con ogni probabilità si potrebbe assistere ad una riproposizione delle medesime candidature. Ma, secondo Concetta Amella, le cose potrebbero andare in maniera diversa rispetto al passato.
“Il quadro sta cambiando, e lo vediamo quotidianamente nei territori e nelle istituzioni – spiega -. A Palermo e in Sicilia cresce una delusione profonda verso governi che avevano promesso normalità e stabilità e che invece hanno prodotto immobilismo, emergenze croniche e scelte spesso incomprensibili. I dati su rifiuti, qualità della vita, servizi pubblici e gestione delle partecipate parlano in modo inequivocabile. La vittoria elettorale del centrodestra non si è tradotta in buon governo e oggi molti cittadini che avevano dato fiducia a Lagalla e a Schifani manifestano insoddisfazione, distanza e sfiducia. Questo apre uno spazio politico che va riempito con proposte credibili, concrete e realmente attuabili, non con slogan, annunci o operazioni di facciata“.
Il campo largo in Sicilia: il ruolo di Controcorrente
Spostandosi sul fronte regionale, l’esponente pentastellata ha analizzato alcuni movimenti sullo scenario siciliano. C’è da conoscere il destino della Democrazia Cristiana, con particolare riferimento all’apertura mostrata nelle scorse settimane dal leader di “Ti amo Sicilia” Cateno De Luca rispetto all’apertura di un nuovo intergruppo a Sala d’Ercole che sarà ufficializzato il prossimo 18 gennaio nella convention di Caltagirone. C’è poi Controcorrente. Nuovo soggetto politico di Ismaele La Vardera, inseritosi nella Rete Civica Italia insieme all’area dell’ex parlamentare Carmelo Miceli. Una possibile “stampella” per il campo largo a sinistra, anche se questo è un termine che non piace alla consigliera comunale.
“Ritengo che ogni soggetto politico vada valutato sui contenuti, sulla coerenza e sui comportamenti, non sulle etichette. Il M5S non ragiona in termini di “stampelle”, ma di obiettivi chiari e programmi condivisi: legalità, diritti, ambiente, giustizia sociale, lotta ai privilegi e alle rendite di posizione. Se Controcorrente, così come altre realtà, intende contribuire alla costruzione di un’alternativa credibile alle destre, il confronto è legittimo ed è parte naturale della dialettica politica. Ma il campo progressista non può essere una semplice sommatoria elettorale: deve poggiare su una visione chiara, su scelte coraggiose e su una reale discontinuità rispetto agli errori e alle ambiguità del passato“.
Il profilo del candidato giusto per vincere
Ogni proposta però, deve giungere ad una sintesi. E in politica tale concetta si fonda su un programma condiviso e su un candidato che riesca a dare unità ad una coalizione. E Concetta Amella ha definito quello che, dal suo punto di vista, potrebbe essere l’identikit vincente a Palermo e in Sicilia.
“Servono candidati competenti e autorevoli, non calati dall’alto, ma espressione di una sintesi politica capace di rappresentare e dare risposte reali ai palermitani e ai siciliani. A Palermo è indispensabile una figura che conosca a fondo la macchina amministrativa, che abbia piena autonomia dai poteri forti e che rimetta al centro i quartieri, i servizi essenziali e la giustizia sociale.Alla Regione occorre un profilo capace di rompere definitivamente con la gestione clientelare della cosa pubblica, con stagioni segnate da scandali e opacità – da Cuffaro alle vicende che hanno coinvolto esponenti di Fratelli d’Italia – e di utilizzare in modo serio ed efficace le risorse europee“.
“Serve una visione di sviluppo sostenibile che parta dalle scuole, dalle strade, da un trasporto pubblico efficiente ed esteso, dal diritto all’acqua e da una sanità finalmente degna di questo nome – ha aggiunto Amella -. Il Movimento 5 Stelle è pronto a fare la propria parte, come forza di garanzia, competenza e coerenza, senza compromessi al ribasso.L’alternativa al centrodestra non si costruisce in campagna elettorale, ma ogni giorno, con il lavoro serio, rigoroso e coerente nelle istituzioni, così come nei territori.Noi lo stiamo facendo a Palermo, senza sconti, senza ambiguità e con il senso di responsabilità che il ruolo che rivestiamo impone“.





