E’ tempo di bilanci al Comune di Palermo. Con l’arrivo del Natale, dalle parti di Palazzo delle Aquile si fa i conti con quanto è stato in questo 2025 e quello che sarà nel 2026. A cominciare dal rinnovo dei CdA delle società Partecipate. Proseguendo poi con l’iter burocratico per partecipare a Euro 2032 e quindi modificare la relativa convenzione con la Palermo Calcio. E infine gestendo l’avvicinamento alle prossime elezioni amministrative che vedranno impegnate il capoluogo siciliano nel 2027.
Tornata elettorale in cui il sindaco Roberto Lagalla sarà della partita. Intervenuto ai microfoni de ilSicilia.it, uno dei tre fondatori di Grande Sicilia ha analizzato il quadro amministrativo del Comune di Palermo, nonchè lo scenario che si troverà ad affrontare prossimamente la politica regionale. Particolare attenzione viene rivolta alla disgregazione della Democrazia Cristiana. Fenomeno che, secondo il primo cittadino, “produrrà migrazioni“. Anche se le stesse vengono ricondotte a “una costante di qualunque scenario politico“. Panorama nel quale però potrebbero giocare un ruolo chiave i “fenomeni social“. Politici impegnati sui social media, ma anche tiktoker con aspirazioni di candidatura. Un parterrè al quale il sindaco rivolge un preciso monito: “La politica è una cosa seria“.
Cosa c’è sotto l’albero di Natale del Comune di Palermo
Siamo a Natale. E la prima domanda non poteva che essere rivolta a cosa è presente sotto l’albero di Palazzo delle Aquile. “Ci sono i 71 milioni di euro di avanzo vincolato – ha risposto il sindaco -. Risorse che serviranno per proseguire quell’azione di riqualificazione e rigenerazione della città avviata una volta messi a posto i conti. Si stanno asfaltando le strade, stiamo cambiando gli impianti di illuminazione e stiamo realizzando la manutenzione del verde urbano. Cose che nel 2026 godranno di un ulteriore potenziamento. Ci sono poi le grande opere. C’è un investimento da oltre 40 milioni di euro su Borgo Nuovo. Area su cui si è istituita la commissione ispirata al decreto Caivano bis. Sul ponte Corleone invece, pensiamo di poterlo consegnare nella sua nuova veste entro la fine di questa consiliatura“.
Il 25 dicembre è anche un momento di riflessione. A domanda specifica, il primo cittadino illustra le figure in senso lato dei “buoni” e dei “cattivi”. “Il carbone lo darei a coloro i quali, facendo finta di essere interessati al bene comune, perseguono quello personale e particolare. Il pacco di Natale lo darei invece a quanti contribuiscono a migliorare il volto e lo stato di questa città, attraverso il proprio impegno“.
Il problema dei rifiuti
Fra le note dolenti di questo 2025 permane la gestione della raccolta dei rifiuti. La classifica de IlSole24Ore ma anche gli ultimi dati ISPRA pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente, collocano la città di Palermo all’ultimo posto sotto questo aspetto. Eppure, qualcosa è stato fatto. Soprattutto nell’ottica del salvataggio e del rilancio di Rap. Ovvero della società Partecipata del Comune di Palermo incaricata del servizio.
“E’ chiaro che i dati sulla raccolta differenziata fanno riferimento all’anno precedente. Quest’anno abbiamo aumentato considerevolmente il numero di quartieri e di residenti che fanno uso della raccolta differenziata. Pensiamo di poter chiudere quest’anno passando dal 17% attuale almeno al 30%. Speriamo, entro fine consiliatura, di poter superare il 40%, avendo così la possibilità di servire più di 450.000 cittadini“.
Il rinnovo dei Cda delle società Partecipate
Rilancio, quello di Rap, che dovrà affrontare un momento fisiologico nel 2026. Così come altre società infatti (Amat, Reset, Sispi ed AMG), l’azienda di Palazzo Cairoli dovrà rinnovare il proprio CdA. Nomine che spettano alla politica. Un mare mosso quello del centrodestra palermitano, anche se il sindaco mantiene la barra dritta su quelli che saranno i criteri scelti per i futuri attori delle governance cittadine.
“Il Comune di Palermo si prepara a questo appuntamento seguendo i soliti criteri, ovvero individuare persone che abbiano la voglia e la capacità di spendersi in queste società. Mi piace dire che quando abbiamo ereditato le Partecipate erano quasi tutte in perdita, tranne Gesap. Oggi abbiamo invertito la tendenza. Abbiamo fatto un’azione forte di recupero finanziario e ripristino in bonis di Rap. Stiamo aiutando Reset per farla uscire dal guado. Amat ha messo in campo importanti obiettivi di ordine finanziario e un significativo inserimento di operatori e di autobus green, con una politica tariffaria che ci sta dando ragione“.
Euro 2032 e la nuova convenzione sullo stadio Renzo Barbera
Il 2026 dirà molto anche sulle reali possibilità della città di Palermo di partecipare ad Euro 2032. La competizione continentale calcistica interessa molto l’Amministrazione Comunale. Dopo un avvio dell’iter in salita, il capoluogo siciliano è fra le otto città in corsa per ospitare l’evento. Alla fine ne saranno scelte cinque. Una scrematura che si baserà sugli oltre 130 requisiti imposti dalla UEFA, ovvero le cosiddette “milestones“. Regole che Roberto Lagalla conosce molto bene visto che, proprio il primo cittadino, ha avanzato la richiesta di essere nominato in qualità di sub-commissario cittadino del titolare nazionale Massimo Sessa.
“Palermo si prepara già da un pezzo. Quando sono diventato sindaco, eravamo fuori da questa ipotesi. Oggi siamo nel novero delle otto città fra cui si sceglierà le città ospitanti. Abbiamo lavorato seriamento con Palermo FC, con UEFA e FIGC, assumendo una serie di responsabilità importanti per la manutenzione dello stadio Renzo Barbera. Abbiamo investito cinque milioni di euro per lo scopo, permettendo che questo campionato di Serie B venisse giocato nelle migliori condizioni possibili. La società rosanero ha anticipato le risorse. Noi poi abbiamo fatto la nostra parte“.
Buona parte delle speranze del capoluogo siciliano si basano però sul progetto di ristrutturazione dello stadio Renzo Barbera. L’ultima riunione fra tutte le parti in causa c’è stata ad inizio dicembre. Sul tavolo si è posta la necessità di rispettare i requisiti della UEFA, valutando però la collocazione dell’impianto di viale del Fante. Lo stesso si trova infatti ad un tiro di schioppo dalla riserva di Monte Pellegrino. E ogni intervento dovrà tenere conto di questo aspetto, in particolare sulla copertura dei posti a sedere. “Abbiamo proseguito la convenzione già esistente, come strumento ponte, per arrivare alla data di presentazione del progetto di ristrutturazione. Appuntamento fissato per la tarda primavera del 2026. Poi si procederà alla modifica e alla sottoscrizione della nuova convenzione“.
Lo scenario politico: la disgregazione della DC e le aspirazioni dei tiktoker
Roberto Lagalla non è solo il primo cittadino del capoluogo siciliano. E’ il sindaco metropolitano dell’intera provincia di Palermo. Ma è anche una delle tre colonne portanti di Grande Sicilia. Il nuovo soggetto politico presentato in primavera ad Enna insieme a Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè. Un contenitore che guarda con attenzione anche ai movimenti politici che si stanno avendo a livello regionale. Soprattutto con riguardo alle prossime tornate elettorali. A cominciare da quella del 2027 che vedrà proprio l’attuale primo cittadino impegnato in prima persona. A proposito delle possibili evoluzioni, Lagalla si tiene abbottonato. Aspettando di capire come si muoverà l’acqua del fiume della politica regionale. “Questa è una domanda che, visti i sommovimenti della politica, vi si potrà rispondere il prossimo Natale. Certamente, la situazione determinata dagli effetti giudiziari sulla Democrazia Cristiana creerà delle migrazioni. Ma questo è una costante di qualunque scenario politico“.
Un panorama politico nel quale, sempre più insistentemente, si stanno proponendo influencer di vario genere. Alcuni hanno già annunciato la volontà di candidarsi nel 2027 stand alone. Altri hanno preferito associarsi a correnti già esistenti, come quelle di alcuni deputati regionali. Ma a queste figure il sindaco di Palermo lancia un monito chiaro. Le parole da sole non bastano. Servono fatti e competenze per scendere in campo. “Diffido molto della politica che si fa attraverso la compressione del pensiero o la trasmissione di emozioni, finte emozioni o mistificazioni. La politica è una cosa seria. Deve essere portata all’attenzione dei cittadini per le cose che si fanno e non per quelle che si dicono. Deve essere approfondita nei suoi contenuti e non fermarsi ai titoli o agli epiteti distribuiti sulla rete. In questo mi professo un profondo conservatore del metodo politico inteso con i valori antichi della passione, della responsabilità e della visione“.
La domanda “scottante” finale
Un ‘intervista che si è chiusa con una domanda “scottante”. Roberto Lagalla è originario di Bari. Ma la sua fede calcistica è sempre stata rosanero. Capita spesso di vederlo allo stadio Renzo Barbera per seguire le partite della compagine siciliana. Immancabile, quindi, una battuta sulle possibilità o meno di raggiungere la Serie A quest’anno. “Ehhhh..– sospira -. A saperlo“. Poi la risposta. “Me lo auguro come tutti i tifosi palermitani. Come si dice. Buon Natale e Forza Palermo“.




