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Coronavirus, Razza avverte: “Non è finita, non possiamo permetterci un secondo lockdown” | VIDEOINTERVISTA

venerdì 7 Agosto 2020

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L’assessore Ruggero Razza fa il punto della situazione sull’emergenza covid in Sicilia. Il componente della giunta Musumeci allerta i siciliani e tiene a ricordare a tutti che il virus non è sparito fa un appello a tutti i siciliani per rispettare le regole, anche in virtù dell’aumento dei casi negli ultimi giorni.

L’avvocato catanese specifica che l’Isola non si può permettere di avere il secondo lockdown.

Noi abbiamo deciso che chiunque effettui un ricovero in ospedale debba fare prima il tampone. Questo ci ha consentito di recuperare numerosi casi totalmente asintomatici e abbiamo costruito attorno a questi casi alcuni cluster – afferma Razza durante l’intervista a ilSicilia.it – Oggi il livello dei ricoverati è più basso e può dare la sensazione che il virus sia meno cruento. Ma in realtà non è così, come evidenziano i cluster dei migranti il virus resta comunque contagioso

E proprio sui migranti l’assessore tira le orecchie all’esecutivo romano: “Sugli sbarchi a Lampedusa i controlli fortemente serrati, la Regione siciliana direi che è andata persino oltre le sue competenze: abbiamo superato gli ottomila test. Solo a Porte Empedocle abbiamo superato 1500 tamponi. Noi ci mettiamo il nostro, sarebbe utile che lo Stato si occupasse in maniera seria di un fenomeno che esiste”.

Molta preoccupazione ha destato l’assenza dei controlli nei vari scali turistici, preoccupazione condivisa dall’assessore Razza, che ancora una volta punta l’indice contro Roma: “La realtà è che lo Stato ha deciso di non fare i controlli negli aeroporti – ha detto – Io ho raccolto il grido di numerosi sindaci che si sono dotati di termo scanner. Per cui chi arriva in modo particolare negli aeroporti di Palermo e Catania è controllato. Certo ci avrebbe fatto piacere la presenza fisica dello Stato. Quando il presidente Musumeci chiese un controllo su tutti coloro che sono arrivati negli aeroporti lo ha fatto in una fase particolare e lo ha fatto pensando alla salute dei siciliani”.

Parlando dell’economia ai tempi del coronavirus, i dati dimostrano che a causa del lockdown quasi un terzo delle aziende in Sicilia rischia di chiudere le proprie saracinesche. “Noi abbiamo agito con la legge di Stabilità che prevede un forte impatto per le aziende. La Regione sta mettendo in campo attraverso una manovra extraregionale che supera il miliardo e ottocento milioni di euro per le imprese”.

Ed è a questo punto che Razza ribadisce la propria preoccupazione per l’economia regionale se non si proseguirà con il rispetto puntuale delle regole: “La Sicilia non può permettersi una ulteriore chiusura  – afferma – L’Isola ha bisogno di proteggere il proprio sistema economico, i siciliani sono stati straordinari, sono quelli che hanno rispettato più di tutti a casa e sono quelli che hanno rispettato regole di comportamento. Ogni siciliano è responsabile di come si comporta di come vive nel rispetto delle regole. Oggi non dobbiamo fare finta di nulla dobbiamo saper fare il mestiere del cittadino”.

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