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Covid, l’allarme dei parrucchieri e centri estetici siciliani: “La chiusura sarebbe devastante”

sabato 17 Ottobre 2020
parrucchieri

Con la rottura della parete dei 10.000 contagi sembrano profilarsi all’orizzonte nuove strette per il contenimento del Covid-19 dopo quelle imposte dal Dpcm del 13 ottobre in particolare al settore dei matrimoni e dei ricevimenti.

Tra le attività per cui in queste ultime ore si è paventata una chiusura ci sarebbero parrucchieri e barbieri e in generale il mondo del beauty. Una circostanza che ha messo subito in allerta l’intero settore.

Nunzio Reina
Nunzio Reina

Nunzio Reina, responsabile area produzione Sicilia di Confesercenti nonché esponente di categoria in quanto titolare del salone di bellezza “New Man” a Palermo lancia l’allarme in merito ad una situazione che potenzialmente potrebbe avere conseguenze catastrofiche per l’intero settore: “Parto dalla premessa che sarebbe una decisione devastante non solo per parrucchieri, barbieri ma anche per centri estetici e per tutto l’indotto del beauty.  In questo periodo stavamo cercando di risalire la china dopo lo stop di tre mesi con impegno e tanti sacrifici. Abbiamo cominciato a comprare i prodotti usa e getta, che hanno un costo notevole e abbiamo fatto i conti con la realtà che dice che il numero dei clienti si è assolutamente assottigliato. Chiuderci significherebbe decidere di affrontare il problema colpendo un settore che non ha contribuito a creare il problema”.

Reina ha sottolineato come questo favorisca il lavoro abusivo a domicilio che accrescerebbero quei rischi che al contrario nei locali vengono ridotti ai minimi termini: “Inoltre toglierci la possibilità di lavorare porterebbe nuovamente il proliferare di abusivi in giro a lavorare nelle case in condizioni decisamente più rischiose di quelle che si trovano all’interno dei locali. Noi all’interno dei saloni attuiamo regolarmente tutte le norme di sicurezza richieste e ci assumiamo la responsabilità in modo totale della tutela della salute dei nostri clienti. Tutte le forme di assembramento sono scongiurate perché si organizza il lavoro per appuntamento chiedendo ai clienti le loro generalità e controllando le temperature all’ingresso, i locali sono ciclicamente sanificati, il personale è sempre monitorato. Queste condizioni si possono garantire solamente all’interno dei saloni”.

Ora noi capiamo che l’emergenza sanitaria non è sullo stesso piano di quella economica ma noi come categoria ci siamo assunti tutte le responsabilità per lavorare in sicurezza facendo sacrifici enormi dai quali stiamo cercando di recuperare. Non possiamo pagare noi il prezzo di un problema che non abbiamo creato. Non stiamo chiedendo agevolazioni di nessun tipo ma solamente di poter continuare a fare il nostro lavoro come lo stavamo facendo, ovvero in totale sicurezza per i clienti. Un altro stop significherebbe la morte definitiva di quasi tutto il settore: non ce lo possiamo permettere“.

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