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Il commento sui social

Crisi campo largo a Messina, Antonella Russo: “Candidatura non sostenuta da tutti, non accetto di diventare il capro espiatorio”

lunedì 1 Giugno 2026

A circa una settimana dalle elezioni amministrative la tensione resta ancora alta. Sono ore delicate a Messina, dove non è solo arrivato il momento della resa dei conti nel centrodestra, ma anche nel campo largo. Questa mattina, la candidata Antonella Russo, sostenuta dal centrosinistra, si è lasciata andare ad una lunga riflessione sui propri canali social. Un post in cui analizza la sconfitta, frutto non certamente dell’ultima campagna elettorale, ma di lunghe insofferenze politiche accumulate negli anni. Russo è arrivata terza alle spalle di Marcello Scurria, candidato del centrodestra al 26,9%, e l’eletto Federico Basile, candidato di Sud chiama Nord al 58,42%. L’esponente dem non è andata oltre il 12,22% e anche tra le liste a suo sostegno non tutti sorridono, con il Partito Democratico all’8,52% e il Movimento 5 Stelle con Controcorrente sotto la soglia di sbarramento al 3,05% e senza consiglieri comunali.   

Abbiamo perso. Ed è inutile girarci attorno: il risultato elettorale è chiaro e va rispettato. Proprio per questo credo che oggi serva un’analisi seria, lucida e soprattutto onesta. Un’analisi che guardi tutti i dati e non soltanto quelli che fanno comodo. Senza alibi, senza processi sommari e senza la ricerca ossessiva di un capro espiatorio (anche perché, lo premetto subito: non intendo prestarmi ad alcun rogo, soprattutto se c’è chi aveva già il cerino acceso in mano prima ancora che la campagna elettorale iniziasse). Se c’è una cosa che questi risultati ci impongono è il dovere della verità. E la verità è che questa candidatura non è stata sostenuta da tutti con la stessa convinzione“. Ha dichiarato Antonella Russo.

Lo dicono i fatti. Lo racconta una campagna elettorale nella quale troppo spesso il nome della candidata sindaca è rimasto sullo sfondo. E – ha aggiunto – in alcuni casi nemmeno una labiale citazione, mai! Lo raccontano alcune candidature concentrate esclusivamente sulla propria affermazione personale. Lo raccontano silenzi e assenze che sarebbe ipocrita fingere di non avere notato. Eppure c’è un dato che merita attenzione. Nonostante tutto questo, la mia candidatura a sindaca ha ottenuto un consenso superiore a quello raccolto complessivamente dalle liste che mi sostenevano. E ciò non è successo nel 2022 (nonostante una netta affermazione del voto delle liste rispetto ad oggi) e non è successo nemmeno nel 2018. Capisco che sia un dato che alcuni commentatori non vogliono cogliere e che provoca sofferenza a qualche detrattore, ma i dati numerici non sono un’opinione, sono fatti. E raccontano che, mentre una parte del consenso organizzato e dei voti di struttura non è stata messa pienamente al servizio della candidata sindaca di coalizione, molti cittadini che hanno votato candidati al consiglio comunale appartenenti ad altri schieramenti politici hanno invece deciso di accordarmi la loro fiducia personale; ecco perché, nonostante chi anche dall’interno (inutile nasconderlo) ha “tifato per Basile”, sono riuscita ugualmente a superare di quasi un punto percentuale (secondo i dati attuali) il voto delle due liste a sostegno“.

Questo non cancella la sconfitta. Ma rende impossibile sostenere che il risultato sia il prodotto delle sole scelte effettuate negli ultimi mesi. Ritengo doveroso, inoltre – quando ci si lancia in parallelismi con il passato recente – che lo si faccia in modo puntuale. Anche perché, diversamente, diventa un modo per cercare giustificazioni e non per una critica costruttiva che ci porti a correggere il tiro. Sarebbe opportuno farlo, dunque, tenendo conto delle condizioni politiche, organizzative ed elettorali profondamente diverse nelle quali ci siamo trovati a competere. Nel 2022 – ha scritto sui social – il centrosinistra arrivò alle elezioni amministrative contando su quattro liste. Tra queste vi era anche quella del candidato sindaco, costruita attorno alla sua candidatura da un deputato nazionale che metteva a disposizione una legislatura di relazioni istituzionali, politiche e territoriali. Lo stesso candidato sindaco del Pd, oltre ad essere segretario cittadino del partito, era anche già stato apprezzato deputato regionale, ed ha goduto, all’epoca, anche di una ricandidatura di ben sette consiglieri uscenti del Partito Democratico. Sette. Nel corrente anno i consiglieri uscenti ricandidati erano solo tre, tra cui la candidata sindaca“.

Oggi il quadro è completamente diverso. Il Partito Democratico non esprime né deputati né senatori messinesi, conta una rappresentanza istituzionale molto più ridotta rispetto al passato e, nel frattempo, ha visto dirigenti, amministratori ed eletti intraprendere percorsi differenti. Dal 2022, non da oggi. A questo si aggiunge il fatto che, in questa tornata elettorale, altre forze della coalizione hanno scelto di non presentare una propria lista, e nemmeno di compiere sforzi tangibili alla causa del campo progressista di cui pure sono parte integrante e verso cui hanno responsabilità precise. Sono fatti. Come è un fatto che avremmo voluto costruire una lista civica della candidata ma non è stato materialmente possibile nella frenesia di una campagna elettorale messa in piedi in tempi e modi urgenti. E persino è noto che avremmo voluto mettere su un percorso civico chiaramente identificabile con una battaglia che è stata al centro del mio programma elettorale, quella contro il Ponte. Ma non sarebbe stato corretto appropriarsi di battaglie che appartengono ad una comunità più ampia, parte della quale, legittimamente, non si riconosce nel Partito Democratico. Tra le intenzioni e la realtà c’è un abisso e bisogna fare i conti con ogni fattore ed elemento, alleato ed equilibrio. Questo ho provato a fare insieme ad altri amici del PD. Ma al rispetto per ruoli, alleanze e posizioni si è ritenuto di rispondere in modo molto diverso“.

Questi sono fatti. Per questo non accetto una narrazione semplicistica. I problemi che vediamo oggi non nascono nel 2026. Nascono molto prima. Pensare che tutto questo sia comparso improvvisamente durante la campagna elettorale significherebbe raccontarsi una bugia comoda. Mi sono assunta una responsabilità che molti altri non hanno voluto assumersi. Persino dovendo sopportare invettive, indiscrezioni, fake news e campagne contro a cui ho dovuto rispondere con il silenzio perché la priorità avrebbe dovuto essere un programma elettorale, passato evidentemente sotto traccia, per dare spazio a polemiche e affondi personali utili giusto come distrattori. Come incassarli è stata una scelta di dignità. Non cerco medaglie. Ma sarebbe poco serio fingere che questa candidatura non abbia comportato esposizione personale, fatica politica e assunzione di rischi che altri hanno preferito non correre. È stata un’esperienza importante e arricchente, intensa e dal valore immenso per me e per i compagni e le compagne, le amiche e gli amici, i sostenitori con cui l’ho attraversata. Ringrazio tutti per questo“.

Ma non accetterò di diventare il capro espiatorio di problemi che vengono da lontano e che riguardano una comunità politica molto più ampia di una singola candidatura. Lo devo a me stessa e soprattutto a chi con me ci ha creduto e l’ha affrontato con grande spirito di squadra ed incontrando l’affetto, il sostegno, gli abbracci e i sorrisi i tanti concittadini. Abbiamo perso. È vero. Le elezioni. Non la credibilità. Grazie a chi c’è stato con onestà, lealtà, senza arretrare di un passo, con fermezza. Grazie soprattutto a tutti i messinesi che hanno riposto fiducia e speranza nel nostro progetto politico. E grazie anche a chi, con le proprie scelte, ha contribuito a rendere questa sfida ancora più difficile. Perché impone oggi di fare quelle valutazioni che per troppo tempo si sono rimandate, e che faremo presto nelle sedi deputate“.

Al netto dei risultati ufficiali – ha concluso – si va avanti come sempre: testa alta e schiena dritta a lavorare per la nostra comunità politica e civica, insieme a chi crede. Per intercettare i bisogni della gente che finora abbiamo colpevolmente rappresentato non a sufficienza. Perché da soli non si è nessuno: chi confonde la politica con il palco mediatico, finisce quasi sempre per applaudire immotivatamente se stesso. E la politica, quando dimentica di essere comunità, smette di rappresentare e comincia soltanto a esibirsi. Si parta da qui“.

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