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La scelta di Mancuso e i possibili scenari

Dall’asse Romano-Cuffaro alla Grande Sicilia di Lagalla: le scaramucce fra i moderati a Palermo

sabato 29 Marzo 2025
Palazzo delle Aquile, piazza Pretoria, Comune di Palermo
Comune di Palermo

Acque agitate nel centro palermitano. L’addio a Lavoriamo Per Palermo di Giuseppe Mancuso, vicepresidente del Consiglio Comunale di Palermo, non è passato di certo inosservato. Una mossa che segue all’uscita di scena dell’ormai ex capogruppo Ottavio Zacco dai ranghi di Forza Italia. Due avvicendamenti in altrettante settimane. Sembra quasi di rievocare i fasti della rovente estate 2023. Periodo nel quale diversi esponenti di Sala Martorana cambiarono schieramento. Fatto a cui seguì un mini-rimpasto in Giunta Comunale nel successivo autunno. E nemmeno questo inizio di primavera 2025 sembra scherzare. Anche alla luce dei prossimi appuntamenti politici. Elezioni provinciali in testa.

L’asse DC-Noi Moderati acquisisce un nuovo pezzo

Ma partiamo dal presente. Ieri, il vicepresidente vicario di Sala Martorana ha deciso di passare a Noi Moderati. Compagine capitanata a livello nazionale dal parlamentare Saverio Romano. Un gruppo che, qui in Sicilia, ha creato da alcuni mesi un asse politico con la Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro. Alleanza confermata ancora una volta dall’ex presidente della Regione che ieri, smentendo un suo incontro con il ministro meloniano Francesco Lollobrigida, ha scritto sui propri canali social: “Continueremo ad impegnarci insieme a Noi Moderati e a chi vuole stare con noi, per la costituzione di un’area di centro, autonoma, ma convinti partecipi della coalizione di centrodestra“.

L’obiettivo è quello di dare un porto franco a tutti coloro i quali sono rimasti privi di una casa politica dai tempi della “balena bianca” siciliana. A ribadirlo è anche la deputata regionale di Noi Moderati Marianna Caronia. La parlamentare di Sala d’Ercole, intervenuta ai microfoni de ilSicilia.it, ha fatto i propri auguri di buon lavoro al neo-entrato nella compagine centrista. Tutto ciò ribadendo però il proprio sostegno alla coalizione di centrodestra e al sindaco Roberto Lagalla. “Essere presenti al Comune di Palermo non può che essere motivo di vanto. Certamente ci sarà una maggiore sinergia a favore della città che ho sempre attenzionato nella mia attività all’Ars. E’ una scelta fatta dal singolo consigliere. Rimane l’appoggio al sindaco Roberto Lagalla. Su questo non ci sono dubbi“.

Duro colpo per Lavoriamo Per Palermo

Uno spazio grande, quello al centro, ma conteso da molti. A cominciare da Forza Italia, passando poi a Grande Sicilia. Patto federativo presentato domenica scorsa e fondato dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla, dall’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e dall’ex governatore Raffaele Lombardo. Due assi. Due gruppi politici che puntano quindi ad ottenere una sorta di supremazia territoriale all’interno del polo moderato isolano. E proprio per questo il passaggio di Giuseppe Mancuso da uno schieramento all’altro rischia di essere più di una semplice scaramuccia. Lavoriamo Per Palermo è rimasta infatti con soli quattro consiglieri comunali (Dario Chinnici, Antonino Abbate, Fabrizio Ferrandelli e Leonardo Canto), a fronte di tre assessori in Giunta (lo stesso Fabrizio Ferrandelli, Maurizio Carta e Salvatore Orlando).

Dall’altra parte invece, l’asse Cuffaro-Romano vanta ora complessivamente sei consiglieri comunali (l’ex di Lavoriamo Per Palermo Giovanna Rappa, Salvatore Imperiale, Domenico Bonanno, Viviana Raja, l’ex Lega Salvatore Di Maggio e lo stesso Giuseppe Mancuso). Una truppa che, all’interno dell’esecutivo del capoluogo siciliano, vanta però un solo assessore (Giuliano Forzinetti). Già nel passato recente, i cuffariani avevano reclamato con forza delle poltrone. Richieste però rimaste prive di risposta da parte del sindaco. Ma senza nuovi ingressi, per il primo cittadino potrebbe essere complicato difendere la sua truppa.

Acque agitate fra i moderati palermitani

Nei giorni scorsi, i microfoni di Radio Palazzo avevano parlato di un possibile approdo di Ottavio Zacco, passato nel frattempo al Gruppo Misto, a Lavoriamo Per Palermo. Un passaggio che però, ad oggi, non si è mai concretizzato. Insomma, le acque al centro sono tutto fuorchè moderate.

E lo dimostra anche l’agone politico avvenuto all’interno del gruppo di Forza Italia. Dopo l’addio di Ottavio Zacco, rimasto però saldamente presidente della commissione Attività Produttive, il gruppo consiliare è tornato ad essere dominato dalla corrente del deputato regionale Edy Tamajo. La stessa ha infatti espresso il nuovo capogruppo, ovvero l’ex assessore Leopoldo Piampiano. Una nomina largamente procrastinata ma che ha ribadito come l’asse forzista si sia nuovamente sbilanciato, lasciando così isolati al momento sia il presidente del Consiglio Giulio Tantillo (al momento in quota del governatore Renato Schifani) che l’ex capogruppo Gianluca Inzerillo (approdato da tempo alla corte del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè). E chissà che, nelle prossime settimane, a Sala Martorana non ci possano essere altri movimenti. D’altro canto, l’acqua cheta (anzi moderata) nasconde i vortici.

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