Non può dirsi per nulla soddisfacente il voto finale sul ddl Enti locali. Il disegno di legge è stato approvato, ma oltre metà articolato è stato bocciato, ghigliottinato da Sala d’Ercole. Ancora una volta il centrodestra è scivolato sul voto segreto, evidenziando fratture e crepe profonde. Traguardi importanti sono stati tagliati, come la rappresentanza di genere al 40% nelle giunte comunali e il tagliando antifrode, ma non bastano e i segnali non sono certo positivi per il futuro delle attività parlamentari e delle riforme all’orizzonte.
Il testo proviene dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo. Redatto nel mese di aprile, fu inviato tempestivamente dal presidente Abbate a Sala d’Ercole e messo all’ordine del giorno per la presentazione dei relativi emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. Il tutto si è poi arenato al momento dell’esame degli emendamenti e dell’articolato per le evidenti divisioni all’interno del centrodestra che hanno caratterizzato l’attività tra le mura dell’Ars per tutto il 2025. Tempi stringenti, dettati dalle prossime elezioni amministrative calendarizzate in primavera. A metà aprile, infatti, saranno indetti i comizi elettorali in vista del ritorno alle urne. Vi è dunque la necessità di scongiurare il rischio impugnativa da parte del Governo nazionale prima che vengano indetti i comizi elettorali con la nuova norma.
Ai microfoni de ilSicilia.it, il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, che per mesi ha lavorato sul testo ed è stato relatore in aula, ha commentato: “E’ stato un momento anche di chiarificazione dei ruoli, si è capito che questo Parlamento non è in grado di portare avanti riforme importanti, entrano in gioco gli interessi di parte rispetto a quelli generali“.
E ha affermato: “Sono stati approvati alcuni articoli, grazie esclusivamente al lavoro della I Commissione, che è riuscito a portare in aula un disegno di legge messo a disposizione del Parlamento, dove si poteva entrare nella vita degli amministratori degli enti locali, principalmente per quanto riguarda alcune riforme che andavano in linea con quelle delle riforme nazionali“.
Riguardo alla riforma della dirigenza regionale che approderà, si pensa, nel più breve tempo possibile, il presidente ha aggiunto: “Con il tenore con cui è andata avanti la riforma degli Enti locali, credo che la preoccupazione sia tanta anche per quanto riguarda la riforma dei dirigenti“.




