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L'iniziativa all'Ars

Emergenza ciclone Harry e frana a Niscemi, De Luca presenta un ddl da oltre 2 miliardi per salvare il territorio siciliano

venerdì 6 Febbraio 2026

La Sicilia è stata travolta da una doppia catastrofe nel gennaio 2026, il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha scatenato mareggiate devastanti, venti furiosi e allagamenti lungo la fascia costiera, causando danni stimati in oltre 2 miliardi di euro tra infrastrutture distrutte, erosione costiera, attività economiche paralizzate e agricoltura in ginocchio e, a ruota, la gigantesca frana di Niscemi del 25 gennaio, che ha riattivato un antico fronte franoso, evacuando oltre 1.500 persone, rendendo inagibili quartieri interi e trasformando un’emergenza in dramma strutturale.

Di fronte a uno stanziamento statale da tanti ritenuto irrisorio il deputato regionale Cateno De Luca, insieme a Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, ha depositato all’Assemblea Regionale Siciliana un disegno di legge straordinario. Un intervento finanziario concepito per rispondere a una delle più gravi emergenze ambientali e infrastrutturali degli ultimi anni. È questo l’obiettivo del disegno di legge presentato il 29 gennaio 2026, che prevede lo stanziamento complessivo di oltre 2,1 miliardi di euro per fronteggiare i danni provocati dal ciclone e dalla frana che ha colpito il Comune di Niscemi.

“La Sicilia non può essere lasciata sola di fronte a una tragedia che ha prodotto danni stimati in oltre due miliardi di euro, a fronte dei soli 33 milioni finora stanziati dallo Stato con l’ordinanza della Protezione civile. Questo disegno di legge vuole colmare un vuoto”, ha dichiarato il deputato regionale Cateno De Luca.

Eventi eccezionali e danni diffusi

Il ciclone “Harry” ha interessato in modo particolare la fascia costiera siciliana, causando mareggiate, allagamenti, dissesti idrogeologici e l’interruzione di numerosi servizi pubblici essenziali. Strade, reti idriche e fognarie, impianti elettrici, edifici pubblici e privati hanno subito danni ingenti, mettendo in ginocchio diversi Comuni, molti dei quali già caratterizzati da una strutturale fragilità finanziaria.

A pochi giorni di distanza, la situazione è ulteriormente peggiorata con la frana che ha interessato il Comune di Niscemi, compromettendo la sicurezza di intere aree del centro abitato e costringendo numerose famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. Un evento distinto, ma inserito in un contesto territoriale già fortemente stressato, che ha reso evidente la vulnerabilità del suolo e l’urgenza di interventi strutturali.

Fondi nazionali insufficienti e risposta regionale

Il 26 gennaio la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, su richiesta della Regione Siciliana. Successivamente, con l’Ordinanza del Capo della Protezione Civile n. 1180 del 30 gennaio 2026, è stato nominato commissario delegato il Presidente della Regione Siciliana, stanziando però circa 33 milioni di euro, una cifra giudicata largamente insufficiente rispetto a una prima stima dei danni che supera i 2 miliardi di euro.

È proprio questo squilibrio tra l’entità dei danni e le risorse statali disponibili ad aver spinto i proponenti del disegno di legge a intervenire con una manovra regionale straordinaria, finalizzata a garantire copertura finanziaria immediata agli interventi di messa in sicurezza, ricostruzione e sostegno economico.

Due fondi straordinari per l’emergenza

Il cuore del provvedimento è rappresentato dall’istituzione di due fondi distinti. Il primo è il Fondo per i danni causati dal ciclone “Harry”, che prevede uno stanziamento complessivo di 1,79 miliardi di euro. Di questi 90 milioni di euro a carico del bilancio della Regione Siciliana, destinati principalmente al ripristino dei servizi pubblici essenziali e al sostegno diretto ai privati e 1,7 miliardi di euro provenienti dai fondi FSC 2021–2027, da destinare agli interventi strutturali di messa in sicurezza del territorio, ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.

Il secondo è il Fondo per la frana di Niscemi, con una dotazione complessiva di 310 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro a carico del bilancio regionale e  300 milioni di euro a valere sulle risorse FSC.
Oltre agli interventi di sicurezza e ricostruzione, per Niscemi è prevista anche la possibilità di acquistare alloggi, sia temporanei che permanenti, da destinare alle famiglie che hanno perso la propria abitazione o che non potranno più rientrarvi perché situate in aree perimetrate come non sicure.

Riprogrammazione dei fondi FSC: la leva finanziaria

“Non si tratta di togliere risorse allo sviluppo ma di riorientarle temporaneamente verso l’emergenza, per poi ripristinarle successivamente con l’avanzo di bilancio. Questo provvedimento è una proposta di responsabilità e di buon senso istituzionale. Chiediamo all’Assemblea Regionale Siciliana di discuterlo e approvarlo rapidamente”.

Elemento centrale e politicamente rilevante del disegno di legge è la riprogrammazione dei fondi FSC 2021–2027, già assegnati alla Regione Siciliana nell’ambito dell’Accordo di Coesione sottoscritto con il governo nel maggio 2024.

La norma consente infatti di individuare, attraverso il Dipartimento regionale della programmazione, gli interventi non ancora dotati di obbligazioni giuridicamente vincolanti al 31 dicembre 2025 o che non potranno acquisirle entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Le risorse destinate a tali interventi, spesso bloccati da ritardi progettuali o procedurali, verrebbero temporaneamente riallocate per affrontare l’emergenza, garantendo comunque la copertura finanziaria delle fasi di progettazione, così da non comprometterne definitivamente l’attuazione.
Il ripristino dei fondi FSC definanziati avverrà successivamente, utilizzando l’avanzo libero del bilancio regionale dopo l’approvazione del rendiconto 2024, oltre a eventuali ribassi d’asta e nuove programmazioni.

Tutte le risorse individuate confluiranno nella contabilità speciale intestata al Commissario delegato, consentendo una gestione più snella e rapida degli interventi, in deroga alle ordinarie procedure amministrative. Una scelta che mira a ridurre i tempi e a garantire risposte immediate a territori e cittadini colpiti.

Secondo i promotori, il disegno di legge rappresenta non solo una risposta all’emergenza contingente, ma anche un atto di responsabilità istituzionale, volto a evitare che eventi climatici estremi e dissesti idrogeologici si traducano in crisi strutturali irreversibili per i Comuni siciliani.
L’assemblea regionale è ora chiamata a esaminare un provvedimento che, per dimensione finanziaria e impatto sul territorio, potrebbe segnare un punto di svolta nella politica regionale di gestione del rischio, della protezione civile e della ricostruzione post-calamità.

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