“Mentre la Sicilia brucia, con circa 800 incendi registrati negli ultimi quattro giorni, la Regione continua a lasciare fermi 94 agenti del Corpo forestale già formati e per i quali sono disponibili le risorse economiche necessarie all’immissione in servizio. È uno scandalo che non possiamo accettare”.
Lo afferma Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, intervenendo sull’emergenza incendi che sta interessando l’Isola.
“Quella che stiamo vivendo – spiega Giambona – è una situazione di emergenza nella quale emergono ancora una volta carenze e lacune di ogni ordine e grado nel sistema regionale di prevenzione, monitoraggio e intervento. In questo quadro è incomprensibile che la Regione non riesca a utilizzare 94 agenti già formati e pronti a entrare in servizio”.
“Il paradosso – aggiunge – è che a bloccare l’assunzione è un enorme cortocircuito amministrativo legato alla mancata approvazione del rendiconto regionale. Una condizione che appare ancora più grave se rapportata alla drammatica situazione che il territorio siciliano sta vivendo”.
“Per questo – annuncia – presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo regionale di chiarire quali siano le ragioni che impediscono l’immissione in servizio dei 94 agenti forestali già formati e quali iniziative intenda assumere per superare immediatamente questo blocco”.
“In una fase emergenziale, lasciare inutilizzato personale già formato è una scelta che il governo regionale deve spiegare ai siciliani – conclude Giambona –. Ci chiediamo quali debbano essere le priorità di questo governo regionale. Di fronte alla devastazione del patrimonio ambientale e ai rischi per cittadini e comunità, non è possibile che 94 agenti forestali rimangano fermi per un problema amministrativo. È un ritardo ingiustificabile ed è l’ennesima dimostrazione di un governo regionale che troppo spesso sembra dimenticare le emergenze e le vere priorità della Sicilia, concentrandosi invece sui giochi di potere e sulle dinamiche interne ai partiti”.





