Finalmente pubblicato l’atteso aggiornamento della Circolare esplicativa prot. 17548. L’aggiornamento, anticipato dal direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione in una conferenza online organizzata dall’Anci Sicilia, conferma in linea generale le procedure previgenti, ma soprattutto ottempera a quanto previsto con l’approvazione della Finanziaria Regionale, ossia all’incremento delle ore che la Regione finanzierà a beneficio di tutti i soggetti da stabilizzare o già stabilizzati ai sensi dell’art. 10 della legge regionale 1/2024.
Infatti, da ora in poi, tutti gli Enti avranno la possibilità di contrattualizzare o adeguare i precedenti contratti fino a 24 ore per questa categoria.
“Una norma voluta e accolta favorevolmente da tutte le parti sociali e anche dalla nostra organizzazione sindacale ma che ci soddisfa solo in parte. Saremo soddisfatti, – dice il segretario regionale Uil-Fpl, Totò Sampino – quando tutti i dipendenti pubblici siciliani avranno i contratti a 36 ore settimanali, garantendo servizi ai cittadini efficaci ed efficienti”.
Anche Vito Sardo e Mario Mingrino, di Uil-Fpl coordinamento part-time e ASU, – “vedono il bicchiere mezzo vuoto. Infatti, se da un lato riconoscono l’importanza di questo incremento orario, non possono non ricordare che il bacino degli Asu o ex Asu, nella sua totalità, necessità di maggiore, urgente e risolutiva attenzione dalla classe politica”.
“Pensiamo – continuano – ai lavoratori del privato sociale, che devono essere trasferiti, urgentemente, in Enti con capacità assunzionali per essere stabilizzati, così come ai lavoratori ASU degli Enti in difficoltà economiche, per i quali sono necessarie opportune deroghe, come avvenuto per analoghe categorie; pensiamo anche a chi ha avuto un contratto ai sensi della legge regionale 8/2017 come al comune di Enna, di Erice, di Barcellona P.G. ed in altre decine di Enti: sono dipendenti, vero, ma part-time con stipendi che a volte non superano 700/800 euro”.
“La UIL-FPL – concludono – lavorerà per dare dignità lavorativa a tutto il bacino, così come sta prestando attenzione, affinché le procedure di stabilizzazione degli Asu utilizzati dai Beni culturali non subiscano inutili ritardi”.