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Presto a Sala d'Ercole

Fal, disco verde in Commissione Bilancio: appello per destinare parte dei fondi alle infrastrutture

martedì 17 Febbraio 2026

Prende ufficialmente il via il percorso della cancellazione dei debiti della Regione nei confronti dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti. Questa mattina la II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, si è riunita per esaminare il disegno di legge di iniziativa governativa in materia di Fondo anticipazione liquidità (Fal), con il quale rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare nel bilancio della Regione. Sul piatto oltre 1,8 miliardi di euro pronti per essere sbloccati e messi in gioco.

Arrivato il disco verde, adesso il testo è atteso a Sala d’Ercole, dove dovrà essere approvato entro e non oltre il 28 febbraio. In II Commissione Bilancio è arrivato anche il via libera all’indirizzo delle risorse. Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate ha presentato delle osservazioni, poi sottoscritte da tutti i componenti delle Commissione, con parere positivo dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, in cui si raccomanda “il Governo a vincolare parte delle risorse del risultato di amministrazione per il completamento di grandi opere infrastrutturali regionali strategiche delle zone depresse, quali reti autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, opere di salvaguardia del territorio, con priorità per quelle opere che siano già in possesso di progetti cantierabili esecutivi e che già possiedano le caratteristiche dello stato di avanzamento per il progressivo completamento dell’opera“.

Cos’è il Fal

Il Fondo anticipazioni di liquidità è stato introdotto nel 2013 come strumento straordinario per consentire alle Regioni di accelerare il pagamento dei debiti sanitari pregressi. Pur avendo consentito di ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, il Fal ha inciso per anni sui bilanci delle Regioni, limitando l’effettiva possibilità di utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Nel 2025, dopo un confronto tra Governo e Regioni, la legge di Bilancio 2026 ha previsto la cancellazione degli oneri di restituzione, accompagnata da misure di compensazione e da limiti all’utilizzo dell’avanzo per garantire l’equilibrio della finanza pubblica. Dal rendiconto 2025, così, il Fal non sarà più accantonato nel risultato di amministrazione e non figurerà tra le poste del bilancio regionale, già a partire dal bilancio 2026-2028.

Un’opportunità per la Sicilia

Le disposizioni nazionali non dovranno essere adottate obbligatoriamente e ogni singola Regione, nei tempi massimi predefiniti, potrà decidere quale strada imboccare. Un’operazione importante che riguarda molto da vicino l’impostazione dei bilanci. Il debito delle Regioni verso lo Stato viene così scritto nell’avanzo vincolato, cioè in quella quota di avanzo non disponibile, dunque non spendibile, perché vincolato alla restituzione di un debito, per garantire che quest’ultimo venga restituito. Nel dettaglio, Stato e Cassa Depositi e Prestiti rinunciano ai crediti vantati verso le Regioni per le anticipazioni di liquidità che negli anni sono state concesse. Le Regioni cancellano dai loro rendiconti, dai loro bilanci, il debito restitutorio. Nel momento in cui lo Stato rinuncia al credito, la Regione “libera” le risorse dall’avanzo vincolato. La Regione ha un debito di Fondo anticipazione liquidità di 1,8 miliardi di euro circa verso lo Stato, cifra che per l’appunto verrebbe così liberata. In tal senso l’amministrazione regionale, invece del titolo di restituzione del prestito, si impegna così a versare al governo nazionale il titolo di maggiore contributo alla finanza pubblica dal 2026 fino al 2045. Per l’esercizio finanziario 2026 sono previsti 84 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2027 sono previsti 85 milioni di euro, mentre per l’esercizio finanziario 2028 86 milioni di euro (CLICCA QUI).

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