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Il testo all'Ars

La Regione è pronta a sbloccare 1,8 miliardi: cos’è il Fal e quando saranno disponibili i fondi

venerdì 13 Febbraio 2026
regione siciliana palazzo d'orleans
Palazzo d'Orléans

Nuova opportunità in vista per le casse della Regione Siciliana. Se da un lato la corsa per tamponare i danni causati, lo scorso gennaio, dalla tragica frana di Niscemi e dal ciclone Harry non si ferma, dall’altro l’Isola scorge all’orizzonte importanti possibilità di investimenti. Tra i diversi punti all’ordine del giorno della riunione di giunta di martedì scorso, svolta a Palazzo d’Orleans, mentre all’Ars andava in scena il via libera alla rappresentanza di genere al 40% all’interno delle giunte comunali, spunta, su proposta dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, anche la cancellazione dei debiti della Regione nei confronti dello Stato e della Cassa Depositi e Prestiti. Sul piatto oltre 1,8 miliardi di euro.

Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Il disegno di legge di iniziativa governativa in materia di Fondo anticipazione liquidità (Fal), con il quale rendere disponibili gli avanzi di gestione da riversare nel bilancio della Regione, nelle ultime ore è stato trasmesso in II Commissione Bilancio ed è stato già calendarizzato per la seduta di martedì 17 febbraio alle ore 10:00. La misura, però, ha delle scadenze ben precise e dovrà essere approvato da Sala d’Ercole entro e non oltre il 28 febbraio.

Ma cos’è il Fal? Il Fondo anticipazioni di liquidità è stato introdotto nel 2013 come strumento straordinario per consentire alle Regioni di accelerare il pagamento dei debiti sanitari pregressi. Pur avendo consentito di ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, il Fal ha inciso per anni sui bilanci delle Regioni, limitando l’effettiva possibilità di utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Nel 2025, dopo un confronto tra Governo e Regioni, la legge di Bilancio 2026 ha previsto la cancellazione degli oneri di restituzione, accompagnata da misure di compensazione e da limiti all’utilizzo dell’avanzo per garantire l’equilibrio della finanza pubblica. Dal rendiconto 2025, così, il Fal non sarà più accantonato nel risultato di amministrazione e non figurerà tra le poste del bilancio regionale, già a partire dal bilancio 2026-2028.

Le disposizioni nazionali non dovranno essere adottate obbligatoriamente e ogni singola Regione, nei tempi massimi predefiniti, potrà decidere quale strada imboccare. Un’operazione importante che riguarda molto da vicino l’impostazione dei bilanci. Il debito delle Regioni verso lo Stato viene così scritto nell’avanzo vincolato, cioè in quella quota di avanzo non disponibile, dunque non spendibile, perché vincolato alla restituzione di un debito, per garantire che quest’ultimo venga restituito. Nel dettaglio, Stato e Cassa Depositi e Prestiti rinunciano ai crediti vantati verso le Regioni per le anticipazioni di liquidità che negli anni sono state concesse. Le Regioni cancellano dai loro rendiconti, dai loro bilanci, il debito restitutorio. Nel momento in cui lo Stato rinuncia al credito, la Regione “libera” le risorse dall’avanzo vincolato. La Regione ha un debito di Fondo anticipazione liquidità di 1,8 miliardi di euro circa verso lo Stato, cifra che per l’appunto verrebbe così liberata. In tal senso l’amministrazione regionale, invece del titolo di restituzione del prestito, si impegna così a versare al governo nazionale il titolo di maggiore contributo alla finanza pubblica dal 2026 fino al 2045. Per l’esercizio finanziario 2026 sono previsti 84 milioni di euro, per l’esercizio finanziario 2027 sono previsti 85 milioni di euro, mentre per l’esercizio finanziario 2028 86 milioni di euro.

Soldi, però, che non saranno disponibili nell’immediato presente. Tutto, ancora una volta, gira intorno alle parifiche dei rendiconti. Dopo il giudizio della Corte dei Conti giunto circa dieci giorni fa sul rendiconto del 2020, ponendo così fine ad una partita lunga quattro anni (CLICCA QUI), la Sicilia attende ancora l’ok sui rendiconti successivi. A fine marzo toccherà al rendiconto del 2021. Poi sarà la volta del rendiconto 2022 e del 2023. Qualora tutto dovesse andare per il verso giusto intorno al mese di luglio potrebbe arrivare anche il via libera al rendiconto 2024, che permetterebbe così di utilizzare l’avanzo di amministrazione pari a 2,3 miliardi di euro. 

Insomma, tra l’1,8 miliardi provenienti dalla cancellazione dei debiti con lo Stato e la Cassa Depositi e Prestiti e i 2,3 miliardi di avanzo la fine del 2026 potrebbe rivelarsi particolarmente ricco per la Sicilia.

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