Transizione energetica, risanamento dell’Ast e il futuro politico di Forza Italia: sono alcuni dei temi affrontati dalla deputata regionale azzurra e vicepresidente della Quarta Commissione, Bernadette Grasso. Nell’intervista rilasciata a questo giornale, la deputata fa il punto sui principali dossier ancora aperti, destinati a tornare al centro del dibattito politico dopo la pausa estiva. Quanto alle dinamiche interne al partito fondato dal Cavaliere, la deputata regionale non nasconde il malessere maturato dopo gli ultimi appuntamenti elettorali e sollecita una riflessione in vista delle Regionali. Parole che arrivano a pochi giorni dalle indiscrezioni su un suo possibile avvicinamento al partito di Cateno De Luca, già tempestivamente smentite. Una posizione ribadita anche a ilSicilia.it.
Bernadette Grasso, deputata regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Ambiente ha seguito da vicino diversi temi, tra cui quello della transizione energetica. Quali criticità sono emerse durante l’esame del disegno di legge stralcio?
“La transizione energetica è una delle partite più complesse che la Sicilia si trova ad affrontare. il lavoro in Commissione ha fatto emergere con chiarezza quanto sia delicato trovare un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio agricolo e paesaggistico”.
Quali sono i principali nodi ancora da sciogliere e da dove ripartirà il confronto a settembre?
“I nodi principali sono essenzialmente cinque. Il primo riguarda la percentuale di Superficie Agricola Utilizzabile da riconoscere come area idonea per gli impianti FER: il range tra lo 0,8% e il 3% della SAU è ancora oggetto di confronto serrato, perché incide direttamente sulla quantità di suolo agricolo che potrebbe essere sottratta alla produzione. Il secondo nodo riguarda le Comunità Energetiche, che non sono soggette agli stessi vincoli sulle aree idonee previsti per gli impianti tradizionali: bisogna trovare una soluzione che garantisca coerenza normativa ed eviti che si aprano varchi non regolamentati. Il terzo tema è la priorità istruttoria: occorre stabilire criteri chiari per determinare quali tipologie di procedimenti debbano avere precedenza nell’iter autorizzativo. Il quarto nodo riguarda l’obbligo di costruire sistemi di accumulo energetico — i cosiddetti BESS — per ogni impianto FER: c’è un dibattito aperto tra chi li ritiene indispensabili per la stabilità della rete e chi li considera un onere che rischia di scoraggiare gli investimenti. Infine, c’è la questione della VIA generalizzata per gli impianti BESS: applicarla in maniera indiscriminata potrebbe allungare enormemente i tempi, ma escluderla del tutto pone rischi di impatto ambientale non valutati. A settembre ripartiremo da questi punti aperti. Sarà un confronto tecnico e politico che richiede ascolto, equilibrio e visione di lungo periodo: la Sicilia deve governare la transizione energetica, non subirla”.
Tra i dossier affrontati dalla Quarta Commissione c’è anche quello dell’Ast. A che punto è il piano di risanamento dell’azienda?
“L’Ast presenta ancora diverse criticità, accumulate nel corso degli anni; il piano di risanamento attualmente in corso dovrà dimostrare la piena sostenibilità economica e finanziaria dell’azienda. Nel frattempo era indispensabile intervenire per garantire la continuità del servizio. I siciliani hanno diritto a un servizio efficiente e affidabile e continueremo a vigilare affinché il percorso di rilancio dell’Ast produca risultati tangibili”.
Sempre a proposito di AST, vi sono novità sul nuovo bando e quali sono le prospettive per garantire un servizio più efficiente?
“Ritengo molto importante la norma approvata dall’Assemblea regionale che consente di sbloccare le assunzioni degli autisti. Si tratta di un provvedimento necessario per colmare il grave deficit di personale che, fino ad oggi, ha inciso sulla regolarità delle corse e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini, soprattutto nelle aree interne. L’obiettivo è accompagnare il completamento del piano di risanamento con interventi concreti che consentano già da subito di rafforzare il trasporto pubblico regionale”.
Guardando al territorio messinese, qual è oggi lo stato di salute di Forza Italia? Gli ultimi appuntamenti elettorali non hanno premiato il partito. Da quali basi occorre ripartire in vista delle elezioni regionali del 2027?
“Il risultato delle ultime elezioni amministrative di Messina impone una seria riflessione interna, che non può essere ulteriormente rinviata. Le responsabilità non possono essere attribuite a singole persone: riguardano un percorso che, negli ultimi anni, non ha saputo costruire un progetto politico realmente partecipato né una strategia comune capace di coinvolgere tutte le anime del partito.
Devo essere onesta fino in fondo. Anche in queste ultime elezioni provinciali di secondo livello mi sono ritrovata sola. Ne prendo atto con lucidità, senza rancore, ma senza nemmeno nascondermi dietro una facciata di ottimismo che non sarebbe sincera. Ho sempre lasciato parlare il cuore, e il cuore mi ha fatto andare avanti, mi ha fatto resistere, mi ha fatto stare in trincea. Ma la ragione mi dice che un percorso in solitudine — ancorché circondata da donne e uomini nelle istituzioni e nelle comunità di base che mi stimano e che stimo — rischia di diventare un ossimoro politico.
Perché ci sia una vera ripartenza servono condizioni precise, che oggi non si sono ancora pienamente determinate: un confronto interno reale, il riconoscimento del lavoro di chi amministra i territori e una direzione chiara e condivisa. Gli amministratori locali restano la struttura più solida presente in provincia di Messina — e nessuna ricostruzione può prescindere da loro. Sono valutazioni che ho già posto con chiarezza, e restano sul tavolo.
Forza Italia ha una storia e un patrimonio valoriale che non è rinnegabile né negoziabile. Non posso e non voglio essere il soggetto dei pro memoria nostalgici: voglio essere parte di un progetto vivo, credibile, capace di parlare ai cittadini. Il 2027 sarà un appuntamento decisivo. Le valutazioni si faranno nel merito, quando il quadro sarà più chiaro. Quello che posso dire oggi è che una storia come la nostra merita un progetto all’altezza”.
Lei è anche sindaco di Rocca di Capri Leone. Che bilancio traccia della stagione estiva tra eventi e manifestazioni?
“Un bilancio straordinariamente positivo, che va oltre le mie stesse aspettative. Questa estate Capri Leone ha dimostrato di saper competere con realtà ben più grandi in termini di attrattività e qualità dell’offerta.
Sicily Fud 2026 è stato l’evento di punta: tre serate con Ricchi e Poveri, Elettra Lamborghini e Samurai Jay hanno portato in piazza migliaia di persone da tutta la provincia e oltre. Una manifestazione che cresce ogni anno e che sta diventando un appuntamento fisso nel panorama degli eventi estivi siciliani. Il Mare Festival — Terra di Confine tra Terra e Mare — ha invece dimostrato che cultura, gastronomia e sostenibilità ambientale possono stare insieme con risultati eccellenti, grazie anche al supporto della Regione, del Fondo FEAMPA e del GAL Nebrodi Plus”.
Quali iniziative hanno dato i risultati migliori e quali sono le prospettive per valorizzare ulteriormente il territorio?
“Abbiamo intercettato risorse da investire sul territorio e stiamo continuando a pianificare. Le prospettive per il futuro sono quelle di consolidare questo percorso: Capri Leone non è solo un luogo dove si passa, ma un posto dove si sceglie di tornare. Vogliamo investire sulla destagionalizzazione — eventi non solo d’estate ma anche in primavera e autunno — e sulla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e naturalistiche del territorio. Il lavoro fatto in questi anni ci dice che la strada è quella giusta. Siamo parte del comprensorio delle Rocche del Crasto e, insieme agli altri Comuni del Distretto, stiamo costruendo una strategia condivisa che punta sulla promozione turistica, sulla valorizzazione delle nostre eccellenze e sulla realizzazione di progetti infrastrutturali capaci di rendere il territorio sempre più accessibile e competitivo. Credo che il futuro passi proprio da questo: fare rete, superare i confini comunali e presentarsi come un’unica grande destinazione, capace di offrire cultura, natura, mare, tradizioni ed enogastronomia. Solo lavorando insieme possiamo creare nuove opportunità di sviluppo e garantire una crescita duratura per tutto il comprensorio”.




