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Hiv: partita la sperimentazione del vaccino a mRna contro l’Aids, c’è una nuova speranza

lunedì 31 Gennaio 2022
hiv-aids

La tecnologia a mRna è ormai cosa nota, ma i suoi metodi d’impiego non si limitano esclusivamente al Covid: questa oggi rappresenta una risorsa per sviluppare vaccini contro numerosi agenti patogeni, tra cui l’Hiv. Ad oggi Moderna ha annunciato di aver iniziato a somministrare le prime dosi del vaccino a mRna contro l’Hiv nell’ambito dello studio Iavi G002, ancora nella fase 1.

Grazie alla collaborazione con l’organizzazione di ricerca scientifica no-profit International Aids Vaccine Initiative (Iavi), lo studio prevede la partecipazione poco più di cinquanta partecipanti di cui verrà valutata la risposta immunitaria e la sicurezza dopo la somministrazione.

Si chiama mRna-1644 ed è costituito da molecole di Rna messaggero che trasportano l’informazione necessaria nella produzione di nanoparticelle composte da copie di una proteina dell’involucro virale dell’Hiv modificate attraverso tecniche di ingegneria genetica. Il trial testerà l’ipotesi che la molecola di mRna sia in grado di indurre la risposta da parte dei linfociti B (cellule che producono gli anticorpi) e quindi creare anticorpi capaci di neutralizzare l’agente patogeno responsabile dell’Aids.

Nel 2021 sono stati presentati i primi risultati dello studio: il vaccino proteico aveva indotto la risposta dei linfociti B nel 97% dei riceventi. Contemporaneamente, Iavi annunciava che Moderna avrebbe partecipato rendendo disponibile la sua piattaforma di vaccini mRna per realizzare un vaccino costituito di Rna messaggero.

Alla nuova sperimentazione parteciperanno quindi 56 volontari adulti sani e sieronegativi. Di questi, 48 riceveranno una o due dosi di mRNA-1644 e a loro volta 32 di essi riceveranno anche la dose booster. Gli altri 8 volontari invece riceveranno solo quest’ultima. Tutti i partecipanti saranno successivamente monitorati per sei mesi.

Questo nuovo studio ha dato una grande speranza ai ricercatori, che si definiscono entusiasti di poter disporre di queste nuove tecnologie più efficaci e veloci di quelle fino a poco tempo fa impiegate nella ricerca contro l’Hiv.

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