“Presenterò un’interrogazione parlamentare per fare piena luce sulle nomine nei Consigli di amministrazione degli IACP siciliani. Quanto sta emergendo è estremamente grave e merita un immediato approfondimento, perché si ha la sensazione che ancora una volta si stiano piegando le regole agli interessi della politica, trasformando enti che dovrebbero essere al servizio dei cittadini in strumenti di spartizione delle poltrone”.
Lo afferma il vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’ARS, Mario Giambona, annunciando un’iniziativa parlamentare sulle procedure di nomina dei componenti dei Consigli di amministrazione degli Istituti autonomi case popolari.
“La legge parla chiaro: i CDA degli IACP non devono essere composti soltanto da persone gradite alla maggioranza di turno – continua -. La normativa prevede la presenza di rappresentanti delle associazioni dei proprietari e degli inquilini, chiamati a rappresentare le esigenze dei territori e di chi vive quotidianamente i problemi legati al diritto alla casa”.
“Si resta interdetti leggendo le delibere con cui sono state comunicate le composizioni dei CDA di nove dei dieci IACP siciliani. La legge regionale prevede che uno dei componenti sia proposto dalle associazioni maggiormente rappresentative degli inquilini, ma tra i nominativi scelti non figurano rappresentanti riconducibili alle organizzazioni che da anni operano nel settore e che avevano trasmesso i curricula richiesti dall’Assessorato”.
Giambona ricorda che la questione è stata già sollevata dalle associazioni di categoria durante i lavori della IV Commissione dell’ARS. “Sunia Cgil, Sicet Cisl e Uniat Uil, insieme alle associazioni dei proprietari, hanno denunciato pubblicamente queste anomalie e chiesto l’accesso agli atti per verificare la correttezza delle procedure. È una segnalazione seria che avrebbe dovuto indurre il Governo regionale a fare chiarezza. Invece si è andati avanti come se nulla fosse”, e aggiunge che “è inaccettabile che il vero requisito per accedere a questi incarichi sembri essere l’appartenenza politica e non la rappresentatività prevista dalla legge. Gli IACP svolgono una funzione sociale fondamentale e hanno bisogno di organismi capaci di ascoltare le esigenze di inquilini, famiglie e territori, non di rispondere agli equilibri della maggioranza”.
“Con l’interrogazione parlamentare chiederò al Governo regionale di chiarire i criteri seguiti nelle nomine e le ragioni per cui non è stata garantita la partecipazione dei soggetti individuati dalla normativa – conclude -. Le regole esistono per essere rispettate, non per essere aggirate ogni volta che rappresentano un ostacolo al gioco delle poltrone”.




