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La prima amichevole

Il Palermo riparte dal 4-2-3-1, termina 8-0 contro il Gherdëina

mercoledì 15 Luglio 2026

A quasi due mesi di distanza il Palermo di Pippo Inzaghi torna in campo. Lasciata ormai alle spalle la cocente delusione per l’eliminazione ai playoff e l’addio, per l’ennesimo anno, alla corsa vero la serie A, il club di viale del Fante si prepara al riscatto. In ritiro a Santa Cristina in Valgardena, in Trentino, fino al 30 giugno, in questi primi cinque giorni, il tecnico piacentino ha rimesso subito in riga i suoi ragazzi. L’obiettivo? Donare un nuovo abito alla squadra. E’ una prima risposta, seppur ancora troppo acerba, è già arrivata.

Termina 6-0 la prima amichevole dei rosanero contro il Gherdëina, formazione dilettantistica che nella passata stagione ha militato nel girone unico di Eccellenza Trentino-Alto Adige, chiudendo in ultima posizione e retrocedendo in Promozione. Proprio nel terreno di gioco del centro sportivo Mulin da Coi, luogo in cui si sono svolti gli allenamenti, il Palermo ha messo in pratica i diktat impartiti e gli schemi provati in questi primissimi giorni, a partire dal 4-2-3-1.

Il modulo, oltre ad essere stato impegnato già nel passato da mister Inzaghi, non nasce a caso, ma da una sperimentazione già avviata nell’ultima parte dello scorso campionato. La compagine siciliana ha così visto dal primo minuto: Joronen in porta; capitan Bani e Magnani centrali di difesa, completata da Augello e Cassandro sulla fascia, rispettivamente a sinistra e a destra; Estevez e Gomes a comporre il duo a centrocampo; terzetto d’attacco composto da Le Douaron e Johnsen esterni ed Hernani centrale, alle spalle di Pohjanpalo.

Subito esordio per i tre acquisti, gli unici ad oggi, di questa sessione di calciomercato. Sin dai primi minuti è evidente la predilezione per i cross dalle corsie laterali, soprattutto dalle parti di Augello. Buone impressioni anche da parte di Cassandro. Da rodare e migliorare la gestione per le vie centrali. Bene Estevez e in rispolvero Gomes. Hernani detta i tempi, con ottime prospettive per il futuro. La manovra rosa si arricchisce così di qualità, in attesa di veder giocare insieme l’ex Monza con Palumbo e Ranocchia, imprescindibili lo scorso anno. Ma per questo ci sarà tempo. Tra le soluzioni più cercate la ripartenza di prima, mentre all’occhio balza la diversa occupazione, più densa, degli spazi all’interno dell’area di rigore avversaria. Nonostante la propensione offensiva, non sono mancate le incursioni da parte dei due centrali, Bani e Magnani, pilastri della retroguardia rosanero.

Ruolo fondamentale all’interno dell’undici è ricoperto dai due esterni d’attacco. Non a caso il primo gol arriva proprio da Johnsen, tra i più attivi e pimpanti. Il norvegese sblocca il tabellino al ventitreesimo, dopo un errore difensivo e il pallone intercettato dal sempre vigile Pohjanpalo. A seguire la doppietta di Le Douaron, a segno al ventisettesimo e appena dieci minuti più tardi. Lo schema è pressocché il medesimo, con il francese bravo a finalizzare dopo il suggerimento di Augello. Superata la soglia del quarantesimo si aggiunge anche la doppietta di Pohjanpalo, valida per il momentaneo 5-0.

La seconda frazione, confermato il 4-2-3-1, si apre con un’importante rotazione: Nespola in porta; Peda e Ceccaroni centrali in difesa, con Pierozzi sulla destra e Avena a sinistra; centrocampo con il duo SegreRanocchia; in attacco Vasic, Palumbo, Gyasi e Anghileri.

Non perde tempo a mettersi in luce il giovane classe 2008, tra i sette aggregati dalla primavera, che nella passata stagione si è distinto con otto gol in quattordici presenze. Al cinquantunesimo arriva la sua prima rete, su assist millimetrico di Pierozzi. Numero 27 presente anche in occasione del 7-0 targato Vasic, in rovesciata, al settantaseiesimo. A chiudere il cerchio, al novantesimo, Ranocchia su rigore: 8-0.

Prossimo appuntamento sabato 18 luglio, alle ore 16:00, al Mulin da Coi, contro i tedeschi del Ingolstadt, militanti in terza categoria.

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