Pescara è solo un ricordo, una piccola macchia lungo il tortuoso cammino del campionato. A pochi giorni dallo scivolone in Abruzzo il Palermo riassapora i tre punti, affidandosi nelle mani dei suoi finlandesi e tornando alla vittoria. Davanti ai 25.849 tifosi tra gli spalti del Renzo Barbera la formazione di mister Inzaghi, seppur sudando sette camicie, supera 2-1 il Mantova nella ventottesima giornata di serie B. A segno Ranocchia, Pohjanpalo e Marras su rigore. Non si spezza dunque il filotto di trionfi tra le mura dell’impianto di viale del Fante, adesso giunto a nove. I siciliani salgono così adesso a quota 54 punti in classifica.
Rosa in campo con Joronen tra i pali e il trio Peda, Bani e Ceccaroni a comporre la linea difensiva. Il numero 13 torna dunque al comando, con la fascia da capitano al braccio. Un rientro che relega Magnani ancora in panchina. Linea di centrocampo confermatissima con Pierozzi e Augello quinti e Ranocchia e Segre al centro. Piccoli ritocchi in attacco con Le Douaron, preferito a Johnsen, al fianco di Palumbo alle spalle di Pohjanpalo.
Partenza frizzante per i padroni di casa, aggressivi e tenaci. I primi frutti arrivano subito. Al secondo minuto Augello serve in area per Pohjanpalo. A motore ancora freddo, però, il bomber finlandese, a tu per tu con Bardi, si lascia ipnotizzare. La risposta dell’estremo difensore è decisa, ma favorisce il numero 3, che questa volta allontana il proprio raggio d’azione, innescando il potente destro di Ranocchia dal limite dell’area: 1-0.
I primi cinque minuti sono di assoluto dominio, all’interno della metà campo biancorossa. Ma non basta, la partita prosegue e va avanti in un continuo crescendo esattamente come la determinazione della compagine di Modesto. Il cronometro segna il quarto d’ora quando il club di viale del Fante allenta le redini e concede fin troppo spazio ai lombardi, tanto da riuscire ad impensierire Joronen da alcuni calci piazzati guadagnati. Il Palermo rialzerà la testa solo al ventiquattresimo, con il colpo di testa di Ceccaroni, dritto verso lo specchio della porta, dagli sviluppi di una punizione.
L’equilibrio del match si spezza al trentaduesimo. Nel giro di appena quindici minuti Zuccon si lascia ammonire per ben due volte: rosso e Mantova in dieci uomini. In superiorità i siciliani tornano a giocare e far girare la palla con fluidità e appena sei minuti più tardi è nuovamente Ranocchia ad illuminare il Barbera. L’imbucata da maestro per Palumbo taglia come burro la difesa virgiliana. Questa volta, però, Pohjanpalo non si lascia intimidire e non spreca l’assist confezionato dal compagno ex Modena: 2-0.
Grande protagonista di giornata, indubbiamente, è la colonna vertebrale composta da Ranocchia e Palumbo. Onnipresenti in lungo e in largo, pronti a donare quel quid in più capace di rendere imprevedibile la manovra rosanero. Non solo tecnica, ma anche tanta corsa e soprattutto lavoro sporco, rubando palloni preziosi nella trequarti. Nel complesso ottima la prova di tutto il centrocampo. Una sfida che sa di riscatto soprattutto per Segre, bersaglio prediletto di Insigne nella trasferta abruzzese a Pescara. Tanta presenza e pochi palloni persi per Le Douaron, mentre non si è lasciata sorprendere questa volta la retroguardia, che riscopre la lucidità e l’attenzione latitanti all’Adriatico.
Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi opta subito per la prima sostituzione: dentro Blin, fuori Ranocchia. L’avvio è scoppiettante e il Palermo si mostra a tratti lezioso, affonda la lama, ma fatica a indovinare la zampata vincente per porre il sigillo definito e chiudere la pratica.
La prova dell’ex Lecce dura appena venti minuti. Al sessantacinquesimo, in piena confusione, in fase di costruzione, si imbriglia nel pressing di Trimboli. Sulla linea del rettangolo dell’area di rigore si lascia cadere bloccando la sfera con le mani. Per il direttore di gara è giallo, ma dopo la revisione al var il cartellino cambia colore. La decisione è netta: espulsione diretta e calcio di rigore. Dal dischetto Marras vs Joronen. Il neoentrato riesce però ad accorciare le distanze e riaprire le sorti della gara: 2-1. Il tecnico piacentino corre ai ripari: fuori Palumbo, dentro Gomes.
La risposta dei siciliani è positiva. Due i tentativi degni di nota. Il primo grazie ad un eccellente lavoro di Le Douaron lungo la corsia di destra, vanificato però per il ritardo di Pohjanpalo in area. Il secondo, pochi istanti dopo, è un destro a giro di Ceccaroni di pochissimo sopra la traversa. I segnali sono incoraggianti e arriva l’ora di rinfrescare l’attacco, con l’ingresso di Johnsen per un esausto Le Douaron.
Sul finale spazio anche per Magnani e Gyasi, al posto di Peda e Pierozzi, diffidato salterà la prossima. Ci provano i rosa, ma anche i virgiliani non mollano la corda e gli ultimi frangenti sono tutti a tinte biancorosse. Il club di viale del Fante, con un atteggiamento quasi arrendevole, in totale balia degli ospiti, si trascina fino al triplice fischio dell’arbitro. Quasi allo scadere del tempo la parata di Joronen che vale come un gol sulla conclusione ravvicinata di Cella. Al Barbera termina così 2-1.




