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La ventitreesima giornata

Il Palermo sfata anche il tabù rimonta contro l’Empoli, ritorno al Barbera amaro per l’ex Dionisi 

sabato 7 Febbraio 2026

Mister Inzaghi sfata anche l’ultimo tabù. Dopo ben oltre un anno e mezzo, il Palermo torna a vincere in rimonta. Termina con uno scoppiettante 3-2 il match valido per la ventitreesima giornata di campionato di serie B contro l’Empoli. A timbrare il tabellino l’autogol di Fulignati, su conclusione di Gyasi, e la doppietta di Pohjanpalo.

Ritorno dunque amaro per l’ex tecnico Dionisi, sommerso dai fischi dei 24.975 tifosi oggi presenti al Renzo Barbera. Per i siciliani arriva così il sesto successo casalingo di fila e l’undicesimo utile consecutivo. I rosanero sono adesso a quota 44 punti in classifica, al terzo posto, pari con il Monza, attualmente con una partita in meno. Si avvicina così la zona promozione e il secondo posto, grazie anche allo scontro diretto tra Frosinone e Venezia, vinto questo pomeriggio dai lagunari. I ciociari distano ora solo due lunghezze.

Undici titolare con Joronen tra i pali. In attesa del pieno recupero di Magnani, accolto dai calorosi appalusi del pubblico palermitano nel pre gara, resta confermato il blocco Peda, Bani e Ceccaroni. Invariata la linea di centrocampo, con Pierozzi e Augello quinti, rispettivamente a destra e a sinistra, e il duo Segre-Ranocchia al centro. Sciolte le riserve sul sostituto di Palumbo. A spuntarla, nel ballottaggio a tre fra Gyasi, Vasic e il neo acquisto Johnsen, alla fine, è stato il numero 11. Le Douaron a completare la trequarti, alle spalle di Pohjanpalo.

Il match non si apre nel migliore dei modi per il club di viale del Fante. Il giro palla si tinge a tinte rosanero, ma alla prima occasione utile gli ospiti sfuggono dalle grinfie, sfruttando al massimo il primo corner della partita al quinto minuto. Regna la confusione in area e ad intercettare la sfera è Guarino, che con una zampata beffa tutti, segnando la rete dello 0-1. 

Una sberla in pieno volto per gli uomini del tecnico piacentino che, spiazzati, faticano a ritrovare un proprio equilibrio, imprecisi e in ritardo sui lanci lunghi e sulle seconde palle. I toscani hanno anche una corsia prediletta, dilagando soprattutto sulla fascia destra occupata da Pierozzi e da Peda. Se i rosa sono in affanno, a mettere una pezza è Joronen. Il portiere finlandese a stretto giro di posta, a ridosso del ventesimo minuto, respinge prima il tiro dal limite di Nasti, smarcatosi con agilità lungo le vie centrali, e intervenite faccia a faccia su Ghion.

Il Palermo spinge sulla sinistra, affidandosi all’esperienza di Augello e Gyasi, ma l’ex Empoli, arrivato in estate, non riesce mai a sfondare e bucare il muro delle maglie azzurre, in ombra come i compagni di reparto. Una lampadina si accende al ventiquattresimo. Il triangolo Pohjanpalo-Le Douaron-Gyasi questa volta funziona e proprio il numero 11 si fa trovare pronto per l’imbucata vincente. La sfera, però, colpisce il palo e rimbalza sulla schiena di Fulignati, mettendo a segno il momentaneo pareggio dell’1-1. 

Il tabellino torna a sorridere, ma le sorti del match non mutano. I padroni di casa riacquistano fiducia, ma il pressing della squadra di Dionisi prende il sopravvento. Non a caso, a regalare l’ultima chance del primo tempo è il rigore in movimento di Nasti, al trentaseiesimo, spedito alle stelle. Nota di demerito oggi per la retroguardia palermitana, spesso impreparata e colta in sorpresa dagli assalti dei vari Nasti, Shpendi e Degli Innocenti. Crolla così il record di clean sheet consecutivi tra le mura del Barbera. Gli avversari che hanno varcato la soglia dell’impianto di viale del Fante, infatti, non segnavano dal 28 ottobre, con il tris calato dal Monza.

Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi ricorre alla prima sostituzione: fuori l’ammonito Ceccaroni, dentro Magnani. Il sipario sulla seconda frazione di gioco si apre con un clamoroso colpo di scena. I tifosi rosanero restano congelati sotto la pioggia battente: l’incornata di Peda resta sul filo di lana e il pallone resta sulla linea senza oltrepassarla. Il gioco riparte dopo lunghe contestazioni, ma con nuove consapevolezze.

Sulla scia dell’entusiasmo, al cinquantacinquesimo, c’è spazio anche per l’ultimo arrivato Johnsen, subentrato al posto di Gyasi. Due minuti più tardi i rosa alzano la freccia ed effettuano il sorpasso. Augello piazza al centro, Le Douaron spizzica e impiatta per Pohjanpalo. Il finlandese non se lo lascia ripetere due volte e, alla prima occasione utile davanti alla porta di Fulignati, non si lascia incantare: 2-1. 

L’Empoli perde di brillantezza e velocità, ma il Palermo non graffia, accarezzando il tentativo di chiude i conti sessantasettesimo, su punizione con Ranocchia. Gli ospiti si rimettono così in carreggiata con la freschezza dei neoentrati e al settantatreesimo è Ebuhei ad approfittare dell’ennesimo momento di confusione confezionando la rete del 2-2.  

La reazione della compagine siciliani è priva di aggressività e poco convinta. Da annotare solo il tiro dalla distanza di Pohjanpalo e il possibile tocco di braccio di Ebuhei, rivisto al var. Inzaghi interviene chirurgicamente e all’ottantaduesimo effettua il doppio cambio: Vasic e Gomes per Le Douaron e Segre. I rosa si riaccendono come per magia. Augello sonda il terreno sfidando Fulignati, ma la risposta dell’estremo difensore è attenta e reattiva. Il rigore è nell’aria e dagli sviluppi dell’angolo conquistato, all’ottantaquattresimo, Bani strappa il penalty, su fallo di Ceesay. Dal dischetto Pohjanpalo consolida il primato nella classifica marcatori: 3-2.

Sul finale spazio anche per Blin, al posto di un eccellente Ranocchia. Seppur autore di qualche sbavatura di troppo, il numero 10 resta perno del centrocampo, certificando la crescita costante in un ruolo ormai totalmente nelle sue corde.

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