Il Palermo manca ancora una volta l’appuntamento con i tre punti contro le big. Così come all’andata, termina in pareggio lo scontro diretto contro il Modena. Reti inviolate allo stadio Braglia, davanti al muro degli oltre tremila tifosi rosanero accorsi per assistere alla ventunesima giornata di campionato di serie B.
Per i siciliani arriva il nono risultato utile consecutivo, ma resta l’amaro in bocca. Gli uomini di Inzaghi pagano le discutibili scelte inziali legate alla formazione titolare, stravolta negli interpreti, e sono così costretti ad accontentarsi del terzo pareggio di fila in trasferta, dopo quelli di Avellino e Mantova. Insomma, ennesima occasione sprecata, soprattutto osservando i risultati di giornata, con Frosinone, Venezia e Monza tutte vincenti. Il secondo posto, equivalente alla promozione diretta, occupato dai lagunari, ora dista sei punti.
Meno tecnica e più fisicità. Il tecnico piacentino opta su maggior gamba e corsa a centrocampo, provando a rimpolpare il reparto. Tra i pali Joronen e difesa a tre con Peda, Bani e Ceccaroni. Pierozzi e Augello quinti, rispettivamente a destra e a sinistra. Sono proprio in mezzo al campo le principali novità, con Ranocchia e Gomes, che ritorna titolare dal primo minuto dopo l’ultima volta che risale a fine ottobre, nel match casalingo contro il Monza. Si abbassa invece sulla trequarti, al fianco di Palumbo, Segre, alle spalle di Pohjanpalo.
Match con molto tatticismo e poco spettacolo. L’avvio al Braglia è attendista e di studio per entrambe le compagini, con gli emiliani più aggressivi a ridosso dell’area di rigore, senza però spingere il piede sull’acceleratore. L’approccio dei siciliani non è dinamico come di consueto, mantenendo sempre a debita distanza gli uomini di Sottil, nonostante le pungenti iniziative dei due centrocampisti gialloblu, Massolin e Santoro, tra i maggiori protagonisti della sfida di oggi.
Le occasioni si contano sulle dita di una mano. Per vedere il primo tiro in porta bisognerà attendere il quarto d’ora di gioco. A tentare la conclusioni da circa trenta metri è proprio Santoro, ma il potente destro si stampa sulla traversa. Circa dodici minuti dopo, a replicare il delizioso gesto tecnico è Ranocchia, questa volta dagli sviluppi di un corner. Azione fotocopia, il mancino del numero 10 è una parabola perfetta, costretta però a fare i conti con i rifletti di Chichizola, che smanaccia via il pallone da sotto la traversa.
L’attacco del club di viale del Fante si rivela fin troppo sterile, quasi incompiuto. Segre paga le scelte della vigilia. Fuori ruolo e spesso in ritardo, fatica a trovare la bussola. Un disorientamento che influisce anche su Pohjanpalo, scollegato dai compagni, solo e costretto a ricoprire un’area più vasta, e su Palumbo. Il numero 5 non si tira indietro quando è chiamato in causa, ma la troppa frenesia limita l’efficacia delle sue scelte e delle sue giocate. Tra chi deve ancora trovare la propria dimensione c’è anche Gomes. Una prestazione non malvagia, ma ancora lontane dalle reali potenzialità fulminanti del francese. Prosegue, invece, la crescita esponenziale di Ranocchia. Il numero 10 è il principale canalizzatore della squadra di Inzaghi: che abbia finalmente trovato il giusto abito?
Tra i duelli più interessanti quelli lungo le fasce: Zampano-Pierozzi e Zanimacchia-Augello. A destra l’avversario è tra i più ostici per il numero 27, capace di alzare la testa in attacco, ma in difficoltà nella fase difensiva, con l’ex Venezia che riesce spesso ad avere la meglio, soprattutto a ridosso dell’area di rigore rosanero, trovando spesso il cross. Più duro e complesso è il match del numero 3, non in forma smagliante e autore di tocchi sporchi e imprecisi.
I ritmi non si intensificano neanche dopo la mezz’ora e, dopo appena un minuto di recupero, cala il sipario sul primo tempo, con il tabellino congelato sullo 0-0. Al rientro degli spogliatoi Inzaghi stupisce, invertendo le posizioni di Segre e Gomes. Una scelta che paga a centrocampo, con il Palermo più presente e pronto a giocarsela in mezzo al campo con i canarini, ma non in avanti, dove il vuoto resta e appare quasi incolmabile. Una condizione che non permette ai rosa di sfruttare il calo di intensità del Modena.
Ma a riaccendere il match al sessantesimo sono proprio i padroni di casa con la fiammata di Gerli dal limite dell’area, respinta magistralmente da Joronen. Due minuti più tardi arriva il primo cambio: fuori Gomes e dentro Gyasi. I rosa si accendono: Pierozzi innesca Ranocchia defilato sulla destra, che con un gran numero, mette in mezzo per l’ex Empoli; nella mischia il pallone giunge tra i piedi di Palumbo, che non sbaglia il rigore il movimento. La gioia del gol dura appena un attimo. Dopo una lunga revisione al var la rete viene annullata dal direttore di gara per fallo in attacco del numero 11 su Chichizola.
Nuova sostituzione al settantasettesimo, con Bereszynski al posto di Peda. Doppio cambio cinque minuti dopo: fuori Pohjanpalo e Palumbo, dentro Corona e Le Douaron. L’ultima occasione è però di Ranocchia, su punizione all’ottantacinquesimo. I sei minuti di recupero scorrono via velocemente senza grosse emozioni. Al Braglia termina 0-0.



