Il Palermo chiude in bellezza il 2025. Termina 1-0 il match contro il Padova, valido per la diciottesima giornata del campionato di serie B. A mettere il sigillo Pohjanpalo, giunto al dodicesimo centro stagionale.
Ad un passo dal giro di boa, i rosanero aggiungono così altri tre punti fondamentali in ottica classifica, salendo a quota 33. I siciliani sono adesso al quarto posto inanellando il sesto risultato utile consecutivo, ritrovando la vittoria dopo il pari di Avellino. Prosegue anche la striscia di successi casalinghi tra le mura del Renzo Barbera, con la quarta vittoria consecutiva.
Ennesima panchina per Brunori. Nessun saluto finale con i propri tifosi. L’italo-brasiliano al termine dei novanta minuti è stato omaggiato con uno striscione dalla curva nord “Comunque vada grazie Brunori”.
Il tecnico piacentino corre ai ripari, in piena emergenza difensiva. Squalificati Bani e Diakitè, infortunato Bereszynski e recuperato sul filo di lana Pierozzi, gli uomini sono contati. Ridisegnata così la linea a tre davanti a Joronen: Veroli, Peda e Ceccaroni. Ritorno da titolare per Gyasi, quinto a destra, mentre a sinistra confermato Augello. Segre-Ranocchia coppia cuore pulsante del centrocampo, con Palumbo e Le Douaron alle spalle di Pohjanpalo.
Partenza dai ritmi blandi e dalle frequenze basse. Primo quarto d’ora di confusione per i padroni di casa, che faticano a trovare la bussola, soprattutto negli ultimi venti metri. Un equilibrio da trovare in particolar modo tra le retrovie. Veroli parte da centrale, alternando la posizione con Peda, sul versante di destra. Inzaghi punta invece sulla solidità e sulla compattezza della rodata corsia mancina, blindando Ceccaroni.
Il primo brivido del match lo regala Pohjanpalo. Al quindicesimo minuto, dagli sviluppi di una punizione, il finlandese, da posizione defilata, prova l’incornata vincente, mettendo nel mirino il secondo palo. Scavalcato Sorrentino, ci Perrotta pensa a congelare il tabellino, salvando il pallone sulla linea. I veneti rispondono appena quattro minuti più tardi, con la botta di Bortolussi respinta da Joronen. La gara si sblocca solo al trentottesimo. Ceccaroni e Palumbo tessono le trame in area e su assist dell’ex Modena il numero 20 non si lascia scappare la ghiotta occasione, solo e dimenticato dalla retroguardia ospite, imbucando in rete: 1-0.
Il club di viale del Fante alza la freccia ed effettua il sorpasso, ma soffre i tanti e necessari rimaneggiamenti. Non brilla il ritorno dal primo minuto di Gyasi, ancora appesantito dai due mesi fermo ai box. In fase calante, invece, rispetto alle ultime uscite Palumbo. Il numero 5 non entra nel pieno dei meccanismi di gioco, spesso in ritardo o anticipato dagli avversari. Sbavature compensate a centrocampo, grazie alle buone prestazioni di Segre e Ranocchia, efficaci nelle chiusure, pronti a mettere ordine e a far ripartire i compagni.
Il sipario cala sul primo tempo con la grande chance tra i piedi di Fusi, che al quarantatreesimo, però di lascia ipnotizzare da Joronen che con i piedi nega la rete del pareggio. Al rientro dagli spogliatoi il Palermo protegge il vantaggio e nonostante il Padova provi ad alzare la testa e ad uscire dal guscio, il match non decolla.
Inzaghi tenta di dare nuova linfa e al sessantesimo arriva il primo cambio: dentro l’ex Vasic, fuori Le Douaron. Battuta d’arresto per il francese. Per il numero 21 prova opaca e nervosa, incapace di lasciare il segno. Cinque minuti dopo spazio anche a Gomes e Pierozzi, al posto di Palumbo e Gyasi. La rotta non si inverte. L’impatto dei neoentrati è positivo, ma gli spunti non bastano. Così, alla soglia dell’ottantesimo, Buonaiuto su punizione tenta la pennellata, ma è ancora una volta il portiere finlandese ad alzare le barricate. All’ottantaquattresimo ultimo giro di sostituzioni: dentro Blin e Giovane per Ranocchia e Ceccaroni. Terminati gli slot, ennesima panchina per Brunori. Nessun ultimo saluto dunque per l’italo-brasiliano e i tifosi. Dopo cinque stagioni in maglia rosanero ed ultimi mesi turbolenti, il numero 9 sarebbe pronto a lasciare il capoluogo siciliano, confermando le voci di mercato che vedrebbero il (ormai ex?) capitano in direzione Genova. Sfuma il raddoppio sul finale con Sorrentino bravo a negare la gioia del gol a Gomes. Al triplice fischio finale è 1-0 al Barbera.




