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Mineo: "Vanno soddisfatte prima due condizioni"

Imposta di soggiorno a Palermo, Assohotel Confesercenti contro la cancellazione delle agevolazioni

venerdì 18 Settembre 2026
Piazza due Palme, Palermo, angolo via Roma
Piazza Due Palme

Levata di scudi del mondo delle strutture ricettive contro la rimozione delle agevolazioni previste nel regolamento sulla tassa di soggiorno di Palermo. E’ di qualche giorno fa la lettera con la quale il Capo Area del Controllo Analogo Roberto Pulizzi chiedeva all’assessorato al Bilancio di cancellare il quarto comma dell’articolo 11. Disposizione che, in sostanza, concedeva alle attività in questione una commissione del 10% a titolo di rimborso sulle spese pagate alle società interbancarie per l’incasso tramite carte di credito o bancomat.

Le perplessità delle sigle di categoria

Marco Mineo, presidente Assohotel Confesercenti Palermo

Secondo gli uffici infatti, tale previsione regolamentare “genera rilevanti criticità applicative e contabili, oltre a determinare una significativa riduzione delle entrate comunali“. Un minor incasso stimato in circa 1 milione di euro. Somma che il Comune di Palermo vorrebbe tornare a gestire. Una decisione giustificata sulla base di alcune sentenze della Corte dei Conti. Ma anche per un potenziale danno erariale dettato da un danno emergente ricollegabile alla perdita di liquidità e da un lucro cessante derivato dal mancato re-investimento delle risorse in altri campi.

Ma è proprio questo uno dei punti messo in discussione da Marco Mineo, presidente di Assohotel Confesercenti Palermo. “Il regolamento sull’imposta di soggiorno di Palermo è uno dei più all’avanguardia d’Italia – commenta  -. Non mi stupisce che gli uffici del Comune chiedano di toglierla. Mi stupisce invece il come mettano mano ad una tassa di scopo che non è nata solo per rimpinguare le casse del Comune, ma soprattutto per sostenere la promozione turistica“.

Imposta di soggiorno a Palermo, dati ed utilizzi

Secondo i dati forniti qualche giorno fa dall’assessore al Bilancio Brigida Alaimo, il Comune di Palermo ha riscosso nel 2026 quasi 5,9 milioni di euro a fronte dei quasi 6,4 milioni dichiarato, con un lookup per l’annualità corrente fissato intorno ai 12 milioni di euro. Un dato in crescita del 116% rispetto al 2023, con un attivo registrato intorno ai 30 milioni di euro. Somme a cui vanno aggiunte le attività di recupero portate avanti dall’Amministrazione Comunale attraverso la regolarizzazione spontanea, con un recupero di ulteriori 3 milioni di euro.

Risorse che avrebbero dovuto avere una specifica sezione d’investimento.  L’imposta di soggiorno, infatti, è da considerare come una tassa di scopo da destinare alla promozione turistica. Negli anni invece, questa voce di entrata ha avuto applicazioni diversificate. Nell’ultimo periodo, il Comune di Palermo ha deciso di investire soprattutto sulla riduzione degli aumenti sulla Tari. Ma gli usi sono stati davvero vari. “La tassa di soggiorno negli anni è stata impiegata in modi abbastanza fantasiosi – racconta Marco Mineo -. Durante la sindacatura Orlando ad esempio, fu utilizzata per coprire gli stipendi dei musicisti del Teatro Massimo. A volte invece gli investimenti sul decoro urbano sono stati intesi come promozione turistica. Le maglie si sono allargate tanto in questi anni“.

Le due condizioni poste da Assohotel Confesercenti

Motivi per i quali Assohotel Confesercenti vincola la cancellazione delle agevolazioni previste dal quarto comma dell’articolo 11 a due specifiche condizioni. “Auspichiamo che si evitino fughe in avanti. Serve un confronto fra l’Amministrazione e gli operatori economici. Stante così le cose, siamo contrari alla cancellazione delle agevolazioni. Tuttavia, ci sono due strade da prendere. Da una parte, vogliamo che una parte di questo milione di euro venga messo sulla promozione territoriale. Dall’altra bisogna facilitare l’ottenimento dell’agevolazione del 10% relativa al rifacimento degli esterni sulle strutture ricettive. Solo così potremmo compensare questa scelta burocratica“.

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