Inchiesta “Hydra”, l’alleanza tra mafie in Lombardia: domani al via il processo a Milano
Redazione
mercoledì 18 Marzo 2026
Carcere San Vittore di Milano
Si aprirà domani mattina, nell’aula bunker davanti al carcere milanese di San Vittore, il processo con rito ordinario sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie, Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra, per fare affari in Lombardia, scaturito dalla maxi inchiesta “Hydra” della Dda di Milano e dei carabinieri del Nucleo investigativo. Indagine che ha già portato, il 12 gennaio, a 62 condanne, con rito abbreviato, per altrettanti imputati a pene fino a 16 anni di reclusione.
Carcere di Opera
Nel filone ordinario, a porte aperte, davanti ai giudici dell’ottava penale (collegio Balzarotti-Speretta-Fanales) sono imputati, tra gli altri, Paolo Aurelio Errante Parrino, parente di Matteo Messina Denaro, detenuto al 41bis e che sarebbe stato al vertice del mandamento di Cosa Nostra della provincia di Trapani, e Gioacchino Amico, presunto vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della Camorra del clan dei Senese. E ancora Santo Crea, presunto boss della ‘ndrangheta, e Giancarlo Vestiti, presunto “luogotenente” della camorra.
Domani la prima udienza dovrebbe essere dedicata alla costituzione delle parti. Già in abbreviato erano parti civili, tra gli altri, il Comune di Milano, quello di Varese, la Regione Lombardia, la Città metropolitana di Milano, ma anche due associazioni come Libera e WikiMafia.
Marcello Viola
Il procuratore Marcello Viola e i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane valuteranno se depositare, in caso si arrivi alla fase di ammissione prove, già domani i verbali di alcuni nuovi pentiti, dopo i tre che avevano già parlato a lungo nel corso dell’indagine e del processo abbreviato. O se attendare la riunione nel processo della posizione di Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, di recente estradato dalla Colombia e mandato a giudizio.
Tra i nuovi pentiti c’era anche Bernardo Pace, che era stato condannato a gennaio a oltre 14 anni, che un mese fa aveva iniziato a collaborare con due verbali e che due giorni fa si è suicidato nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove era stato trasferito dopo l’inizio della collaborazione.
A Milano, in ambienti investigativi e giudiziari, la morte di Bernardo Pace pare, allo stato, inspiegabile, perché non aveva mai manifestato l’intenzione di togliersi la vita. E perché, dopo che aveva iniziato a collaborare il 19 febbraio, aveva presentato istanza di scarcerazione al Riesame e attendeva la decisione. Era malato, ma avrebbe riferito che la sua volontà era quella di uscire per poter rivedere i familiari.
ra stato inserito nel programma di protezione, come gli altri pentiti. Aveva espresso le sue preoccupazioni, dopo l’inizio della collaborazione, ed era stato trasferito dal carcere di Opera a quello di Torino. Ad ogni modo, la Procura torinese sta indagando sulla sua morte. E’ stato trovato con un cavo stretto attorno al collo nel bagno della sua cella. Era solo nel piano riservato ai pentiti.
L’inchiesta “Hydra” era passata anche per una decisione del gip Tommaso Perna che nell’ottobre del 2023 aveva bocciato gran parte degli arresti, rigettando 142 istanze di misura cautelare su 153. Arresti poi, però, confermati dal Riesame e dalla Cassazione, col riconoscimento dell’accusa principale di associazione mafiosa come saldatura di esponenti delle tre mafie.
La pena più alta, 16 anni, del processo abbreviato, davanti al gup Emanuele Mancini, è stata inflitta a Massimo Rosi, considerato esponente di vertice della ‘ndrangheta. Degli 80 imputati in abbreviato 18 erano stati assolti. Nove hanno patteggiato. Undici, invece, sono stati prosciolti in udienza preliminare.
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