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Le interviste de ilSicilia.it

Isnello (PA), la scuola diventa uno spazio di cultura e comunità: una giornata per immaginare il futuro delle Madonie 

mercoledì 21 Ottobre 2026
Marcello Catanzaro

Una scuola non è soltanto il luogo in cui si svolgono le lezioni, ma può diventare uno spazio di incontro, partecipazione e crescita collettiva, capace di dialogare con il territorio e contribuire al suo sviluppo.

È questo il tema principale da cui nasce “La scuola non è una scuola”, l’iniziativa in programma sabato 24 ottobre dalle ore 09:30 alla scuola “Luigi Pirandello” di Isnello, sulle Madonie, con una giornata dedicata al rapporto tra architettura, educazione e futuro delle comunità locali. 

Promosso e organizzato dal Comune di Isnello in collaborazione con AM3 Architetti Associati, l’evento è aperto a tutti e invita a riflettere sul modo in cui gli spazi scolastici vengono progettati e vissuti, ma anche sulle opportunità che possono offrire al di fuori delle attività didattiche. 

Il titolo suggerisce un cambio di prospettiva: guardare alla scuola oltre la sua funzione tradizionale, riconoscendola come parte integrante della vita di un paese. Gli edifici scolastici, infatti, possono diventare luoghi nei quali si costruiscono relazioni, si condividono esperienze e si rafforzano legami che coinvolgono l’intero territorio. 

Da qui l’idea di mettere in dialogo competenze ed esperienze differenti, coinvolgendo il mondo dell’architettura, quello dell’educazione, le istituzioni e le realtà locali. Il confronto partirà dagli ambienti destinati all’apprendimento per allargarsi al rapporto tra scuola e comunità, una questione particolarmente rilevante nei piccoli centri delle aree interne. 

 

Architettura e apprendimento: il progetto della nuova scuola 

La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, e della dirigente scolastica Anna Ragusa. Seguirà la presentazione del progetto a cura di Alberto Cusumano, dello studio AM3 Architetti Associati, e di Giulia Pentella, di SUMs architects stp soc. coop.

La nuova scuola di Isnello @foto Sergio Pirrone

Il programma proseguirà con la tavola rotonda “Cambiare gli spazi per cambiare la scuola?”, dedicata al rapporto tra progettazione degli ambienti ed esperienza educativa. Al centro del confronto ci sarà una domanda che riguarda direttamente studenti, insegnanti e famiglie: in che modo l’organizzazione degli spazi può incidere sull’apprendimento e sulla vita  quotidiana della scuola? 

La disposizione degli ambienti, la loro accessibilità e la possibilità di utilizzarli in modo flessibile sono aspetti che concorrono a definire la qualità dell’esperienza scolastica. Progettare una scuola, quindi, non significa occuparsi soltanto delle caratteristiche tecniche dell’edificio, ma anche immaginare come possa rispondere alle esigenze di chi lo frequenta e favorire nuove modalità di relazione. 

Moderata da Stefania Cordone, la tavola rotonda riunirà figure provenienti dal mondo dell’educazione e dell’architettura, offrendo l’occasione per approfondire il ruolo della progettazione nella costruzione di ambienti più funzionali e attenti alle persone. 

 

Il teatro come occasione di incontro con i giovani 

Salvo Piparo

A seguire è previsto l’intervento teatrale di Salvo Piparo, che affiancherà al dibattito un linguaggio espressivo capace di coinvolgere il pubblico attraverso l’arte e la narrazione. 

La presenza del teatro amplia il programma oltre la riflessione architettonica ed educativa, sottolineando il valore della cultura come strumento di partecipazione e incontro. Portare un’esperienza artistica all’interno di una giornata dedicata alla scuola significa anche riconoscere che i luoghi della formazione possono accogliere linguaggi diversi e diventare occasioni di scambio tra persone e generazioni. 

L’iniziativa propone così un dialogo tra progettazione, educazione e cultura, nel quale gli spazi acquistano significato anche attraverso le attività che ospitano e le relazioni che contribuiscono a costruire. 

 

Dalla scuola al territorio: il confronto sul futuro delle Madonie 

Nel pomeriggio il programma allargherà lo sguardo alle ricadute che l’istruzione e gli spazi educativi possono avere sul contesto sociale ed economico. Alle 14:40 è in calendario la tavola rotonda “Una scuola può cambiare il futuro di un territorio?”, dedicata al rapporto tra formazione, sviluppo locale e prospettive dei piccoli comuni. 

Marcello Catanzaro

Il confronto, con la partecipazione del sindaco di Isnello Marcello Catanzaro, insieme a rappresentanti delle istituzioni regionali, del mondo scolastico e di altre realtà impegnate nella cultura, nella progettazione e nello sviluppo locale. A moderare l’incontro sarà Roberto Corbia. 

La domanda al centro della discussione riguarda una questione decisiva per le Madonie: quale contributo può offrire la scuola al futuro dei territori caratterizzati dalla presenza di piccoli comuni? L’istruzione, oltre a rappresentare un servizio essenziale per gli studenti e le famiglie, può infatti incidere sulla vita sociale e culturale di una comunità, favorendo occasioni di partecipazione e collaborazione. 

In questo contesto, gli edifici scolastici e gli spazi pubblici possono assumere una funzione che supera le attività per cui sono stati originariamente concepiti. La scuola può diventare un punto di riferimento per le famiglie e un luogo di aggregazione, favorendo il dialogo tra istituzioni, associazioni e cittadini. 

Il confronto metterà quindi in relazione l’organizzazione dei servizi educativi con le politiche territoriali e le opportunità di sviluppo. Una riflessione che riguarda non soltanto gli edifici, ma anche le condizioni necessarie affinché i piccoli centri continuino a essere luoghi in cui vivere, studiare e costruire progetti per il futuro. 

 

Il playground, il murale e gli spazi aperti alla comunità 

Il playground – @foto Sergio Pirrone

Successivamente sarà prevista l’inaugurazione del playground, un nuovo spazio dedicato al gioco e alla socialità. Il progetto è finanziato dalla Regione Siciliana – Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità. 

L’apertura del playground si collega al tema della fruizione degli spazi al di fuori delle attività strettamente scolastiche. Le aree destinate al gioco e all’incontro possono offrire occasioni di relazione tra generazioni differenti e contribuire a rendere gli spazi condivisi parte della vita quotidiana del paese. 

L’intervento si inserisce così nella riflessione proposta dalla giornata, che guarda ai luoghi non soltanto per la loro funzione pratica, ma anche per le opportunità di incontro e partecipazione che possono offrire a chi vive il territorio. 

Il programma prevederà anche un momento conviviale, pensato per permettere ai partecipanti di incontrarsi al di fuori degli appuntamenti ufficiali.  Il pranzo condiviso offrirà uno spazio informale nel quale proseguire le conversazioni avviate durante i dibattiti e favorire la conoscenza tra persone con esperienze differenti. Accanto agli interventi e alle tavole rotonde, anche questi momenti possono contribuire allo scambio di idee e alla nascita di nuove relazioni. 

 

Isnello come laboratorio di idee per il futuro 

La giornata di sabato 24 ottobre riunendo architettura, educazione, teatro e confronto istituzionale pone una domanda comune: quale ruolo possono avere la scuola e gli spazi pubblici nella qualità della vita dei piccoli centri?

Il sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, approfondisce in un’intervista a ilSicilia.it il significato dell’iniziativa, il ruolo della scuola nello sviluppo delle Madonie e le prospettive per il futuro degli spazi educativi e pubblici. 

L’intervista  al sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro

 

– Qual è l’obiettivo principale dell’iniziativa La scuola non è una scuola? 

“L’iniziativa si propone di valorizzare la Scuola come spazio educativo e di crescita collettiva, uno spazio non soltanto rivolto agli alunni ma aperto alla Comunità a cui appartiene e al territorio nel quale si colloca. Oggi una scuola può rappresentare, certamente, un centro culturale ampio, dove diverse generazioni possono confrontarsi, interagendo reciprocamente. Nelle realtà interne una concezione dello spazio didattico inteso come luogo aperto e condiviso può generare migliori opportunità di crescita certamente culturale ma anche sociale”.

“Ed è così che la scuola di Isnello, oggi, coinvolge diverse generazioni. Oltre alle attività strettamente didattiche, infatti, vengono promosse numerose iniziative culturali, sportive e sociali. Grazie ad una virtuosa collaborazione tra le due Istituzioni, l’Amministrazione comunale e l’Istituto Scolastico, è stato possibile avviare un orto didattico, ricavare una aula verde esterna, attorno alla quale crescono alberi, piante e fiori che vengono curati da gruppi di volontari. I nostri nonni e le nostre nonne che dedicano parte del loro tempo alle nuove generazioni. E così che la mensa diventa anche apprendimento, conoscenza oltre che un pasto quotidiano sano e prelibato. Tante iniziative e tante attività condivise che creano Comunità”.

 

-Come possono la scuola e gli spazi pubblici contribuire al futuro delle Madonie? 

“Oggi è necessario ricreare luoghi di incontro. La frenesia dei nostri tempi, l’uso eccessivo degli smartphone, sta generando tante solitudini. Ognuno di noi rimane dentro la propria quotidianità, comunica tramite i propri dispositivi, la realtà che si confonde col mondo virtuale, al punto che appare difficile distinguere il vero dal falso. Ecco, in questo tempo così esagitato, gli spazi pubblici, le scuole, le piazze, i nostri borghi con la loro lentezza possono restituirci quel contatto con il vero, con la natura, con il mondo reale di cui abbiamo tanto bisogno”.  

 

-Quale ruolo può avere la scuola nel contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni? 

“Un modello di scuola aperta, coinvolgente, inclusiva, così come stiamo cercando di costruirla qui, in questo piccolo Comune delle Madonie, certamente restituisce una qualità della vita e dell’insegnamento molto elevati. Se a questo aggiungiamo una struttura che è anche bella, dotata di grandi spazi luminosi, colorati, perfettamente immersa nella natura, è chiaro che tutto questo rappresenta più di un motivo valido per fare crescere i propri figli in questi territori”.

“Accanto a questo occorre, tuttavia, rafforzare i servizi, senza i quali tutto diventa più difficile. Penso, per esempio, alle strade come pure alla mobilità. E anche su questo stiamo elaborando delle proposte molto interessanti che presenteremo a breve”.

 

-Quali risultati vi aspettate dalla giornata e come intendete dare continuità al confronto avviato?

“La giornata di Sabato sarà un importante momento di confronto, un avvio di un ragionamento che vorremmo continuasse negli anni e che abbia la scuola, la crescita collettiva e così lo sviluppo economico del nostro territorio come punti di riferimento. Oggi si avverte forte la necessità di promuovere momenti di partecipazione, occasioni sane di confronto attraverso i quali costruire il futuro dei nostri territori”.

“Ebbene, mettere in relazione le Istituzioni, tra di loro e con le varie componenti di una Comunità, restituire un senso nuovo agli spazi pubblici, alla Scuola quale comunità viva, valorizzare una vita lontano dal caos delle grandi città, significa, per l’appunto, provare a costruire un futuro per i nostri Territori. E noi ci stiamo provando”.

 

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