Tra regioni che affrontano la scarsità d’acqua e altre che sono colpite da inondazioni, dalla Commissione europea, Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo ha illustrato la revisione di medio termine dei fondi di Sviluppo regionale e del Fondo di coesione.

La Sicilia si trova in prima linea quando si parla di siccità. L’acqua che scarseggia e che lascia a secco i rubinetti di casa, che inaridisce i campi e le colture. L’emergenza siccità è ormai diventata quotidianità. Non è un mistero che l’Isola abbia bisogno di rivedere le azioni che mirano a debellare questo tipo di criticità, e Fitto nella sua mini-riforma propone modifiche mirate al fondo europeo di sviluppo regionale e ai regolamenti del fondo di coesione.
Delle modifiche che mirano ad offrire maggiori possibilità agli stati membri dell’Unione europea di indirizzare i finanziamenti verso alcune delle priorità emergenti. Non tarda ad arrivare la riflessione di Ruggero Razza, l’eurodeputato di FdI, sui suoi social, “da Strasburgo arrivano compiti per casa anche in Sicilia“.
“Una comunicazione agli Stati di come fare in modo di non perdere le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, un’opportunità, l’ultima, che riguarda anche la nostra regione, con delle novità sulle quali mi auguro si voglio da subito iniziare a riflettere“.
La la tempistica è un punto cruciale. Gli stati membri e le regioni che vogliono sfruttare questa opportunità devono presentare le modifiche ai programmi entro due mesi dall’entrata in vigore della legislazione rivista.
Il processo di riprogrammazione dovrebbe essere completato entro la fine del 2025, consentendo l’attuazione di programmi aggiornati a partire dal 2026.
“In Sicilia siamo sui fondi europei per lo sviluppo regionale a una spesa che non raggiunge il 5%, quindi possiamo provare a cogliere questa opportunità“, continua Razza.
Ma quali sono i settori sui quali bisogna intervenire?
Un aspetto non marginale per la nostra regione è l’acqua. Si potranno riprogrammare le risorse per gestire in maniera più efficace l’acqua e mettere a disposizione un sistema idrico che vada incontro alle esigenze dei cittadini, degli agricoltori e delle imprese.
Un approccio innovativo ai fondi di coesione, azioni a misura di territorio.
La situazione su Palermo e Trapani, soprattutto è da attenzionare perché i serbatoi si sono riempiti soltanto in parte, non tutti. Sta continuando a piovere, ma questi serbatoi non sono molto pieni. Ci troviamo al momento in una fase di valutazione della situazione per capire cosa ci aspetta questa estate. Lo stesso Nicola Dell’Acqua, commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica ha commentato la situazione: “Ho una visione pessimistica, il Meridione e le Isole hanno per i bacini una situazione peggiore dell’anno scorso, la prossima estate sarà particolarmente dura“.
Si propongono, quindi, cambiamenti per incoraggiare gli investimenti nella resilienza idrica, tra cui la digitalizzazione delle infrastrutture idriche e la mitigazione degli impatti della siccità e della desertificazione.
Altre delle azioni sulle quali lavorare sono destinate alle piccole e medie imprese, sarà possibile avere dei nuovi programmi di investimento che possano consentire di realizzare una maggiore competitività per la Sicilia e quindi per l’Italia.
E infine, un focus sulle case, sugli alloggi sociali, riformare gli istituti autonomi ‘case popolari’ mettendo dentro una grande agenzia della casa la possibilità di realizzare nei prossimi anni un grande investimento sull’housing sociale sostenuto dai fondi di coesione.
“Sono tre azioni da compiere in tempi rapidi. per cui l’invito, l’auspicio da Strasburgo è che non si voglia perdere questa opportunità“.