C’è chi accelera, chi rallenta e chi proprio non si muove. Insomma, non è stato un debutto sfavillante quello della variazione di bilancio all’Ars. Approvato poco più di un mese fa in giunta, il testo della manovrina è sbarcato oggi all’Assemblea segnalando già qualche ritardo e registrando la presenza di vecchie ruggini nell’aria che, in realtà, non sono mai andate via. In attesa di conoscere il numero totale degli emendamenti, le Commissioni di merito, o meglio dire non tutte, ne hanno fissato il termine per la presentazione. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo nel corso della giornata.
I lavori nella varie Commissioni
Il ritorno dalle vacanze è stato così segnato dalla variazione di bilancio. Un testo certamente vasto, dal valore complessivo di 221 milioni di euro, ma che impone responsabilità, considerando i capitoli inclusi, le questioni lasciate in sospeso e i temi dimenticati. Ci sarà spazio un po’ per tutto e tutti: 200 milioni saranno destinati alle richieste e alle iniziative parlamentari, altri 100 milioni rimarranno nella disponibilità dell’Assemblea.
La mattinata ha preso il via col piede giusto in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per questa sera, alle ore 20:00, e già domani si procederà alla votazione. Poco dopo la comunicazione è giunta anche dalla IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità, guidata dal presidente Giuseppe Carta. Qui i tempi si dilatano. Il termine per la presentazione degli emendamenti sarà infatti venerdì 11 settembre alle ore 12:00. In linea con la tabella di marcia la V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, presieduta da Fabrizio Ferrara, dove il termine per gli emendamenti è stato fissato per domani, mercoledì 9 alle ore 09:00. Bisognerà invece attendere la prossima settimana per la III Commissione Attività Produttive, presieduta da Gaspare Vitrano, dove la scadenza è stata calendarizzata per martedì 15 settembre alle ore 12:00. E la VI Commissione Salute? L’assenza del presidente Pippo Laccoto non ha permesso la convocazione in settimana e dunque tutto slittato alla prossima.
Questa mattina, però, c’è stato anche il tempo per un faccia a faccia in II Commissione Bilancio. Il presidente Dario Daidone avrebbe tentato di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti a lunedì 14 settembre. Una soluzione, in realtà, al dir poco impossibile osservando l’andazzo delle singole Commissioni di merito. La scadenza inevitabilmente slitterà. Per ulteriori dettagli, però, bisognerà attendere la conferenza dei capigruppo di martedì prossimo, 15 settembre.
Cosa farà Sala d’Ercole intanto?
La domanda sorge così spontanea: cosa farà intanto Sala d’Ercole?
Nell’attesa della conferenza dei capigruppo, essenziale per tracciare il percorso della variazione di bilancio, a margine dei lavori d’aula odierni si è svolta una rapida riunione per stabile i prossimi appuntamenti, almeno fino alla fine della prossima settimana. Tra i tanti motivi che hanno portato al rinvio, anche l’assenza del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Proprio l’esponente di Fratelli d’Italia avrà un ruolo essenziale. Il dialogo tra Governo e Parlamento, resta teso, con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ancora una volta bersaglio principale. A Galvagno il compito di fare da mediatore, come già avvenuto nel corso dell’ultima Legge di Stabilità e degli strumenti finanziari che l’hanno preceduta.
Ad aprire la seduta d’aula, semivuota, è stata la vicepresidente vicario Luisa Lantieri, che ha comunicato l’esito della capigruppo: Sala d’Ercole si riunirà domani per svolgere attività ispettiva e incardinare il disegno di legge sulla valorizzazione dei cimiteri monumentali; la discussione generale del ddl si svolgerà martedì 15 settembre, subito dopo l’attività ispettiva, il giorno dopo la votazione. Prorogato, inoltre, al 16 settembre il termine per l’esame del testo della manovrina nelle Commissioni di merito.
La variazione di bilancio è stata protagonista anche dell’apertura dei lavori. A sollevare il nuovo caso è stata la capogruppo di Controcorrente Jose Marano. Nessun componente del gruppo parlamentare, infatti, è membro della II Commissione Bilancio, dove si giocherà per l’appunto la partita più importante. Un elemento non di poco conto e che l’ex pentastellata aveva già evidenziato prima della pausa estiva al presidente Galvagno. “E’ problema che dipende dalla volontà politica del presidente. Serve il rinnovo delle Commissioni – ha dichiarato nel suo intervento Marano – Il presidente aveva risposto alla mia lettera che al ritorno dalla pausa estiva avrebbe posto il problema nella conferenza dei capigruppo. Così oggi non è stato. Controcorrente deve partecipare ai lavori alla pari degli altri partiti. E’ indispensabile che venga garantito il principio di rappresentatività. Non si può procedere all’analisi delle variazioni di bilancio se un gruppo parlamentare non può partecipare ai lavori della Commissione Bilancio. E non da uditori come mi era stato proposto. Noi dobbiamo partecipare“.




