Domani ricorre il trentesimo anniversario della legge n. 109 del 7 marzo 1996, la norma che ha reso possibile il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Una legge di straordinario valore civile e istituzionale, che ha dato continuità all’impegno e all’intuizione di Pio La Torre, trasformando la confisca dei patrimoni mafiosi in una concreta occasione di riscatto per i territori, di lavoro regolare e di sviluppo sociale.
In questi trent’anni, il riutilizzo sociale dei beni confiscati ha reso possibile un’alternativa concreta al potere mafioso, restituendo alla collettività ciò che era stato sottratto con la violenza e trasformando beni e aziende confiscate in strumenti di cambiamento e attività produttive.
In questo percorso, Legacoop Sicilia, accanto a Libera, ha accompagnato e sostenuto esperienze cooperative importanti in Sicilia. Le cooperative di Libera Terra, insieme a realtà come Calcestruzzi Ericina Libera e Geotrans, sono esempi significativi, ma non esclusivi, di come i beni confiscati possano diventare strumenti di occupazione, dignità e sviluppo.
Filippo Parrino, Presidente di Legacoop Sicilia, e Francesco Citarda, Responsabile Legalità e Beni confiscati di Legacoop Sicilia, dichiarano congiuntamente: “La legge 109 del 1996 ha rappresentato una svolta fondamentale nel contrasto alle mafie e nella costruzione di un modello di giustizia sociale fondato sul riutilizzo dei beni confiscati. Ha dato continuità all’impegno di Pio La Torre e in questi trent’anni ha dimostrato tutto il suo valore concreto. Anche in Sicilia, grazie al lavoro condiviso con Libera e al protagonismo delle cooperative, è stato possibile affermare un modello diverso di sviluppo, fondato su lavoro, responsabilità sociale e cambiamento. Le esperienze di Libera Terra, della Calcestruzzi Ericina Libera e di Geotrans ne sono esempi importanti, ma non isolati. Attorno ai beni confiscati si è consolidata una rete ampia di esperienze cooperative che testimonia come sia possibile trasformare patrimoni sottratti alle mafie in opportunità concrete per le comunità. Oggi, anche alla luce delle modifiche normative che consentono l’assegnazione dei beni alle cooperative non sociali, purché a mutualità prevalente, c’è la possibilità di rafforzare ulteriormente questo percorso. La volontà di Legacoop Sicilia è quella di dare un contributo ancora maggiore, mettendo il sistema cooperativo nelle condizioni di partecipare con più forza alla valorizzazione sociale e produttiva dei beni confiscati. È un patrimonio che va difeso, consolidato e rilanciato”.
Nel trentesimo anniversario della legge 109/1996, Legacoop Sicilia rinnova il proprio impegno per sostenere il riutilizzo sociale dei beni confiscati come leva concreta di giustizia, sviluppo e cambiamento, a servizio di una Sicilia più libera, più giusta e più solidale.



