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Long Covid: ogni variante ha il suo e i sintomi sono diversi, lo conferma uno studio italiano

giovedì 7 Aprile 2022

Ogni variante ha il suo Long Covid e di conseguenza i sintomi cambiano a seconda del tipo di infezione contratta. Se nel 2020 si è sperimentata la perdita di olfatto per lunghi mesi, successivamente si sono moltiplicate le testimonianze di dolori, nebbia mentale, ansia e depressione.

Lo conferma uno studio italiano dell’Università di Firenze e Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, che verrà presentato al Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive, a Lisbona. La ricerca ha coinvolto 428 pazienti: 254 uomini e 174 donne trattati nell’ambulatorio post-Covid del Careggi tra il giugno 2020 e 2021, quando il virus originario e la variante Alfa erano predominanti.

I pazienti considerati erano stati dimessi dall’ospedale 4/12 settimane prima di presentarsi al servizio ambulatoriale per la visita e di completare quindi un questionario sui sintomi. Confrontando quelli delle persone che si sono ammalate nel 2020 (dominante la forma originale di Sars-CoV-2) con quelle infettate nel 2021, quando circolava maggiormente la variante Alfa, i ricercatori hanno trovato differenze significative: il secondo gruppo ha riscontrato maggiormente sintomi come il dolore muscolare, l’insonnia, il cervello annebbiato e l’ansia o depressione, diventando meno frequenti la perdita dell’olfatto, la difficoltà di deglutizione e i problemi all’udito.

Il 76% dei pazienti analizzati nello studio ha riportato almeno un sintomo persistente dopo la guarigione: tra i più comuni troviamo fiato corto e fatica cronica, problemi di sonno, alla vista e cervello annebbiato. Nelle donne inoltre è stata riscontrata una maggiore suscettibilità agli strascichi del virus, il doppio rispetto agli uomini: “Questo dato è stato riportato anche in altri studi, ma al momento non esiste una spiegazione univoca“, ha dichiarato all’Ansa il coordinatore della ricerca, Michele Spinicci, dell’Università di Firenze. I dati confermano quindi che oltre la metà delle persone infettate da Sars-CoV-2 sperimenta sintomi nella fase post acuta di Covid.

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