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Mafia, il blitz di Tommaso Natale a Palermo | NOMI E FOTO

mercoledì 21 Luglio 2021

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Utilizzavano gli incendi per chi non accettava le regole di Giulio Caporrimo. Molto più che in altri mandamenti palermitani, il fuoco era il sistema prediletto dal boss per riportare gli imprenditori a miti consigli. Questo è uno degli aspetti criminali emersi nell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Palermo che questa mattina hanno eseguito otto misure cautelari nei confronti dei nuovi boss del mandamento di Tommaso Natale.

I carabinieri hanno accertato tre roghi dolosi appiccati dagli uomini del boss, ma ci sono almeno altri cinque episodi che potrebbero essere riconducibili al clan. Il primo incendio è quello dell’Icon club di Sferracavallo, in cui i Caporrimo, padre e figlio, con Francesco Ventimiglia volevano farsi cedere la gestione del locale dal proprietario. Un secondo incendio è scoppiato in un cantiere per la realizzazione dell’impianto fognario di Sferracavallo per ottenere diversi lavori in subappalto. Un terzo rogo ha avuto come vittima una società di costruzioni a cui il clan ha incendiato il furgone per questioni legate al mancato pagamento del pizzo.

Questi i nomi degli arrestati nell’operazione Bivio 2 dei carabinieri: Vincenzo Billeci, 52 anni, Giulio Caporrimo, 52 anni, Francesco Caporrimo, 27 anni, Antonino Ciaramitaro, 29 anni, Fabio Gloria, 46 anni, Vincenzo Taormina, 49 anni, Giuseppe Vassallo, 56 anni; ai domiciliari, Fabio Ventimiglia, 44 anni.

Con l’operazione ‘Bivio2’ i carabinieri di Palermo completano un intervento sullo storico mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale (che si estende dai quartieri nord della città fino al golfo d Carini)“. Lo ha detto il generale di Brigata Arturo Guarino, comandante provinciale carabinieri di Palermo, in merito all’operazione che oggi ha portato all’arresto di 8 persone accusate di fare parte del mandamento mafioso.

In dieci anni – aggiunge – sono sette le operazioni dell’Arma contro questa struttura di Cosa nostra, della quale seguiamo le gerarchie criminali e le attività sul territorio. Ancora una volta i figli dei boss che subentrano ai padri arrestati, ancora una volta la documentazione di estorsioni e della violenza che esse portano, soprattutto nel settore edilizio. Ma desidero ringraziare i due imprenditori che hanno denunciato, segno di quella fiducia nella giustizia che cerchiamo di sostenere con tutto il nostro impegno“.

 

 

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