Condividi

Mani della mafia sulle scommesse sportive, cinque condanne a Palermo

lunedì 7 Febbraio 2022

La corte d’appello di Palermo ha condannato a pene comprese tra 4 e 11 anni cinque dei sette imputati del processo su infiltrazioni mafiose nel settore delle scommesse sportive istruito dalla Dda.

Due le assoluzioni. A 10 anni è stato condannato Salvatore Rubino, a 11 Francesco Paolo Maniscalco, a 9 Vincenzo Fiore, a 4 Girolamo Di Marzo, a 4 anni e 6 mesi Christian Tortora. Scagionati Elio e Maurizio Camilleri difesi dall’avvocato Raffaele Bonsignore. Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori aggravato dal favoreggiamento mafioso.

Il processo, celebrato in abbreviato, nasce da una indagine della Finanza che ha svelato gli interessi dei clan nel settore dei giochi e delle scommesse sportive ed ha svelato le complicità di alcuni imprenditori che avrebbero riciclato il denaro sporco per conto dei boss. L’indagine portò al sequestro di attività economiche economiche e beni per oltre 40 milioni. Personaggi chiave dell’inchiesta erano l’imprenditore Francesco Paolo Maniscalco, in passato condannato per mafia ed esponente della “famiglia” di Palermo Centro, e Salvatore Rubino che per conto dei clan avrebbe riciclato il denaro.

Gli inquirenti hanno ricostruito il modo in cui le cosche si infiltravano nell’economia “legale” controllando imprese, gestite occultamente da loro uomini di fiducia. Come Christian Tortora, difeso dagli avvocati Ninni e Giuseppe Reina, che, partecipando a bandi pubblici, avevano ottenuto le concessioni statali rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la raccolta di giochi e scommesse sportive.

A consentire l’espansione sul territorio della rete di agenzie scommesse e di corner gestiti dalle imprese vicine alla mafia sarebbero stati i clan di Porta Nuova e Pagliarelli. Quest’ultimo avrebbe garantito l’apertura di centri scommesse.

Dietro l’operazione c’era anche la cosca di Porta Nuova che reimpiegava i soldi guadagnati dagli investimenti nelle agenzie per mantenere gli affiliati mafiosi detenuti e per far avere un “vitalizio” ai familiari di Nicolò Ingarao, boss assassinato anni fa. Coinvolti nell’affare anche i “mandamenti” della Noce, di Brancaccio, di Santa Maria di Gesu’ e Belmonte Mezzagno e San Lorenzo, che avrebbero dato l’ok per l’apertura di centri scommesse nei loro territori. Le operazioni economiche sarebbero state pianificate nel corso di summit a cui avrebbero partecipato anche i massimi vertici del mandamento di Pagliarelli.

Negli anni, grazie alla loro abilità imprenditoriale e ai vantaggi derivanti dalla “vicinanza” alla mafia, gli indagati avrebbero acquisito la disponibilità di un numero sempre maggiore di licenze e concessioni per l’esercizio della raccolta delle scommesse, fino alla creazione di un impero economico costituito da imprese, formalmente intestate a prestanome compiacenti come Girolamo Di Marzo, che nel tempo sono arrivate a gestire volumi di gioco per circa 100 milioni di euro.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Ragusa, pista di atletica da 1,5 miliardi di lire nel degrado: mai utilizzata CLICCA PER IL VIDEO

L’ennesima cattedrale nel deserto. Ce l’avete segnalata voi, attraverso il numero WhatsApp 378.083 5993. È la pista di atletica di contrada da Montecalvo, a Vittoria, in provincia di Ragusa.

BarSicilia

Bar Sicilia, intervista esclusiva al Presidente dell’Ars Galvagno: “Cinque anni per cambiare la Sicilia” CLICCA PER IL VIDEO

Il protagonista della puntata speciale numero 216 di Bar Sicilia è Gaetano Galvagno. Il neo presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ci ha accolti a Palazzo dei Normanni e, intervistato dal direttore Marianna Grillo e dall’editore Maurizio Scaglione, ha molto parlato di politica, di obiettivi e impegni comuni per il futuro della Sicilia. Galvagno ha risposto anche…

La Buona Salute

La Buona Salute 60° puntata: Re.O.S. – Rete Oncologica Siciliana

La 60^ puntata de La Buona Salute è dedicata al progetto REOS, la rete oncologica siciliana, una realtà ormai concreta e una eccellenza siciliana per le patologie tumorali

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.