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Messina, De Luca: “Ecco perchè abbiamo vinto. Metodo e strategia. Ora l’effetto domino”

lunedì 4 Luglio 2022

Non è stato un azzardo, ma una vittoria studiata, applicando metodo e matematica, analizzando le precedenti elezioni e guardando anche alle future.

Il modello Messina non è nato all’improvviso, ma è frutto di studio volto a trasformare le amministrative in regionali (a turno unico), e ora l’obiettivo è replicarlo alle regionali.

Ed il “metodo” utilizzato è stato illustrato oggi a Palazzo Zanca nel corso di una conferenza stampa alla presenza di Cateno De Luca, del sindaco Federico Basile, del vicesindaco Francesco Gallo e del presidente di Sicilia Vera Pippo Lombardo, con tanto di slide e grafici.

Abbiamo impostato tutto per ottenere la vittoria al primo turno- ha spiegato il presidente di Sicilia Vera Pippo Lombardo– L’idea è stata quella di pensare a vincere prima che inizi la campagna elettorale. Ci siamo riusciti con metodo anche scientifico. I numeri che Cateno De Luca ha dato anche prima dei sondaggi si sono poi effettivamente realizzati”.

C’è un lavoro di squadra dietro la campagna elettorale che peraltro a Messina è iniziata a febbraio, prima delle altre coalizioni e lo stesso sta accadendo per le regionali con Cateno De Luca in campo già da gennaio e con l’arma in più, da due settimane, della vittoria di Basile.

Siamo l’unica forza monocolore che ha vinto contro le coalizioni e con ampio margine- ha spiegato Federico Basile- Possiamo davvero parlare di una campagna elettorale storica. Non mi riferisco solo al risultato per il sindaco ma anche a quello delle liste. Al di là della lucida follia di Cateno c’è un metodo che certo non è quello di dire armiamoci e partiamo. Anzi, dirò di più. La mia è una vittoria storica ma anche l’amministrazione De Luca che ha governato 3 anni e mezzo senza un consigliere ed è stata riconfermata come non accadeva da 19 anni è un fatto altrettanto storico”.

Lo studio del contesto, della formazione delle liste (tante, comprese quelle di testimonianza) e un lavoro d’equipe. Figure fondamentali della squadra sono stati il vicesindaco Francesco Gallo, che ha rinunciato alla sua campagna elettorale da consigliere comunale, per stare notte e giorno con Basile e definire le strategie e Pippo Lombardo, “l’uomo delle carte”, grazie al quale in tutti questi anni Sicilia Vera non ha mai avuto alcun problema nella presentazione delle liste.

“Le campagne elettorali con Cateno De Luca sono stimolanti e divertenti perché non segue mai una linea standard….- ha commentato Gallo– Di Basile ho detto subito che aveva l’X factor, perché è riuscito a essere sempre se stesso, senza rinunciare mai alla sua storia, alle sue caratteristiche. Il punto di svolta è stata proprio l’accoppiata Basile/De Luca, perché i messinesi hanno dato un giudizio positivo sull’amministrazione uscente, sull’intera squadra ed è su questo che abbiamo puntato”.

E’ stato poi De Luca, grafici alla mano, a ripercorrere la strategia che ha puntato tutto sul primo turno, per evitare le insidie di un ballottaggio che già da aprile vedeva i due principali competitor, centrodestra e centrosinistra, alleati contro Basile. L’idea di puntare su tante liste è stata vincente, così come la scelta di un candidato sindaco poco noto politicamente e strettamente legato alla squadra che i messinesi, stando ai sondaggi, avevano ben visto al lavoro.

“A livello nazionale la nostra vittoria contro tutto il sistema è stata oscurata- ha commentato Cateno De Luca– In un colpo solo abbiamo fatto fuori i due poli, quindi ci temono e hanno fatto di tutto per sminuirla. Hanno detto che era dovuta alla scarsa affluenza. Ma a Messina abbiamo avuto il 55,54% di affluenza, cinque punti in più di Roma, Milano, Bologna e Genova nel 2021 e di Verona nel 2022. Da Messina adesso parte l’effetto domino”.

Numeri alla mano De Luca ha poi analizzato nei dettagli la vittoria di Basile, definito una sorta di “cavia per sperimentare il metodo in vista delle regionali. Ed ha funzionato“. Intanto un dato omogeneo nelle 6 circoscrizioni “sfatiamo il mito che siamo votati solo nei villaggi e i salotti ci snobbano…..

C’è stata una campagna elettorale che ha visto ad esempio i leader del centrodestra e del centrosinistra, in occasione delle convention a Messina, non attaccare i rivali ma puntare dritto solo a Basile e a De Luca.

Ho fatto un’operazione da manuale- si autocompiace De Luca– Ho capito che dovevamo trasformare le amministrative in un’elezione a turno unico, vincere al primo turno. Contro Basile sono stati schierati un turista politico come Croce e poi De Domenico che sul piano della comunicazione è stato carente e non solo. Solo Sturniolo è entrato nel merito dei problemi. Volevo dare una lezione ai soloni della politica è l’ho fatto analizzando i risultati del 2018 e puntando stavolta sulle liste di testimonianza”.

Guardando i grafici De Luca spiega qual è stato il valore aggiunto delle liste e a chi ha preso i voti. Non al centrodestra come comunemente si pensa, ma al centrosinistra (in particolare al M5S).

Nel 2018 nessuna delle sei liste a supporto di Cateno sindaco superò il 5%. Nel 2022 tre delle nove liste a sostegno di Basile hanno superato lo sbarramento. Sommando la percentuale delle escluse si arriva al 7,29% che ha fatto la differenza. Basile ha raggiunto infatti il 45,54%.

Devo ringraziare chi ha dato il suo contributo sapendo che era una battaglia difficile ma si è candidato lo stesso. Dall’analisi emerge poi che l’effetto del cosiddetto voto utile è stato devastante. Le liste a supporto di Sturniolo e Totaro infatti hanno raggiunto risultati minimi rispetto a tutte le aspettative”.

L’analisi è poi passata al confronto tra i dati del 2018 e quelli del 2022 rispetto alle coalizioni ed ai candidati sindaci.

I tre candidati sindaci che nel 2018 rappresentavano l’area del centrosinistra (Saitta per il Pd, Sciacca per il M5S, Accorinti per CMdB) raggiungevano il 46,04%. Nel 2022 il candidato sindaco del campo largo, Franco De Domenico ha registrato il 22,89%, perdendo quindi punti in percentuale. Tiene invece il centrodestra che nel 2018, con Bramanti ha ottenuto il 28% e con Croce il 12 giugno oltre il 27%.

E’ chiaro che Basile i voti li ha presi sicuramente al centrosinistra e lo si capisce guardando i dati delle coalizioni”.

La lista Accorinti nel 2018 prese il 9,3%, oggi, quattro anni dopo è scesa al 2,8% (Coalizione civica). Il M5S è passato dal 10% del 2018 al 4,25% del 2022. Le liste del Pd nel 2018 presero il 24%, scendendo al 15%.

“La coalizione di centrosinistra ha perso quindi meno 48% in quattro anni, quindi chi dice che prendo i voti al centrodestra sbaglia di grosso. conclude De Luca- La coalizione di centrodestra tiene rispetto al 2018 perché conta sul voto strutturato…….Adesso io ribadisco in vista delle regionali non farò nessun accordo. Avete fatto di tutto, a destra e a sinistra per fermarci. Ora non cercateci. I voti li prendo comunque da altri schieramenti. Tiro dritto”.

Dal 9 in poi e fino all’ultimo giorno girerà a tappeto la Sicilia per raccogliere adesioni e candidature nelle liste di testimonianza.

Nel mezzo ci sarà la presidenza del consiglio comunale, dal 13 luglio in poi, che lascerà a Natale al primo dei non eletti, Salvo Caruso. “Nel frattempo sarò sindaco di Sicilia”

 

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