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La Procura apre un'inchiesta

Migranti, neonata morta per ipotermia a Lampedusa dopo lo sbarco

sabato 16 Maggio 2026

Una neonata è morta subito dopo lo sbarco a Lampedusa e durante il trasferimento verso il Poliambulatorio. Alle 4,30, dopo essere stati soccorsi dalla motovedetta V1307 della guardia di finanza, su molo Favarolo sono approdate 55 persone originarie di Camerun, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Fra loro anche sette donne e sei minori. La neonata è risultata essere in condizioni critiche e assieme alla mamma è stata trasferita al Poliambulatorio dove i medici ne hanno dichiarato il decesso. La piccola è morta per ipotermia.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta dopo la morte della neonata che è arrivata a Lampedusa inisieme alla madre. E’ stata disposta l’ispezione cadaverica che dovrà confermare l’ipotermia come causa del decesso. La madre sarà sentita per ricostruire i dettagli della traversata e come e quando la bimba ha iniziato a stare male. La salma sta per essere trasferita alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.

Tre, quattro, migranti dei 55 sbarcati durante la notte a Lampedusa avevano segni di violenza sulle braccia e sul dorso. E’ stato accertato dai medici, durante l’ordinario triage sanitario a cui vengono sottoposte direttamente su molo Favarolo tutte le persone che raggiungono l’isola. A confermarlo è Francesco D’Arca, responsabile del Poliambulatorio della maggiore delle Pelagie. Nel gruppo c’era anche una neonata che sarebbe morta di freddo. “Donne e uomini avevano segni di violenza subite prima del viaggio – conferma D’Arca – . La neonata aveva un mese di vita ed è morta per ipotermia. Quando è giunta al Poliambulatorio, il medico rianimatore ha fatto tutte le manovre necessarie che però non sono servite a nulla”.

Direttore hotspot: ‘Mamma e sorella della neonata morta stanno bene’

La mamma della neonata morta poco dopo lo sbarco sull’isola di Lampedusa, è giunta all’hotspot di contrada Imbriacola, insieme all’altra figlia, che ha circa due anni. Il team della Croce rossa italiana, che gestisce la struttura di accoglienza, sta offrendo supporto psicologico alla donna, che è in stato di shock per la perdita della figlia. “La mamma e la sorella sono qui in hotspot e stanno bene – spiega Imad Dalil, direttore hotspot – per loro e per le altre persone è stato attivato immediatamente il supporto psicologico e nelle prossime ore l’equipe sanitaria e psicosociale continuerà il suo lavoro”.
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