A dieci giorni dall’ora X è arrivato il momento dei bilanci. Il 2026 verrà ricordato come la chiusura di un ciclo, la fine del Pnrr. Non sempre la Sicilia è stata menzionate tra le eccellenze per la spesa che ruota intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ciò non esclude però delle eccezioni. Tra i territori virtuosi ne spicca uno nella provincia di Messina: Milazzo. Il Comune, da poche settimane reduce dalle elezioni amministrative che hanno riconfermato il primo cittadino Pippo Midili, segna numeri significativi e non di poco conto.
Intervistato da ilSicilia.it, il sindaco ha tracciato un quadro di quella che è la situazione attuale. “Abbiamo avuto l’opportunità di avere dei finanziamenti importanti soprattutto sulle infrastrutture. Milazzo ha completato per prima una struttura importante come una scuola elementare che è stata totalmente demolita e ricostruita attraverso i fondi del Pnrr. Siamo felicissimi di questo perché è stata la prima scuola in tutta la Sicilia ad essere totalmente completata“.
Ma qual è lo stato dell’arte dei finanziamenti e delle opere? “Oggi siamo quasi all’85%, alcune sono state completate, altre sono in fase di completamento. Ritengo che in Sicilia siamo tra i Comuni meglio messi in assoluto rispetto alla spesa che è stata sostenuta sui fondi del Pnrr. Credo che alla scadenza per quanto riguarda la rendicontazione ci vedrà al 100%“.
“Avevamo un patrimonio che si era andato depauperando nel corso del tempo, un po’come tutte le città siciliane, soprattutto il patrimonio comunale aveva perso ricchezza. Oggi siamo riusciti a rivitalizzarlo e attraverso gli interventi che sono stati effettuati, che continuano ad essere effettuati, abbiamo un aumento di valore rispetto al patrimonio immobiliare del Comune di Milazzo di circa 75 milioni di euro“. Ha spigato Midili, che ha aggiunto: “La città offre dei servizi che non c’erano e lo fa attraverso delle strutture proprie, senza costi aggiuntivi al termine della realizzazione, e lo faccia in una maniera moderna, con un sistema assolutamente ecosostenibile, arricchendo anche l’economia locale perché in circolo sono andati dei finanziamenti che hanno prodotto anche il lavoro“.




