“A un siciliano tutto si può chiedere tranne di non essere autonomista. Siamo autonomisti nel midollo, siamo autonomisti consapevoli che questa scelta consacra nuove responsabilità alla classe dirigente regionale in un confronto, a volte anche di sana competizione con le esperienze di altre Regioni”. Così il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci in audizione davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali Camera e Senato, in relazione all’esame degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
Il ministro ha poi sottolineato che “richieste analoghe alle 4 “Regioni del nord possono essere avanzate anche da altre Regioni”.
“La Protezione civile rientra nell’ambito di applicazione della Costituzione, che regola l’autonomia differenziata. E’ una delle materie concorrenti con lo Stato che caratterizza le attività delle Regioni anche secondo il principio della sussidiarietà”, ha aggiunto il ministro Nello Musumeci.
“Da questo concetto discendono due considerazioni la prima è che l’applicazione dell’autonomia differenziata alla materia di Protezione civile rappresenta diretta attuazione del dettato costituzionale, in particolare della disciplina costituzionale introdotta dalla riforma del 2001 votata dal centrosinistra. La destra non partecipò alla votazione. La seconda considerazione è quella per cui l’autonomia differenziata non è obbligatoria, né imposta dallo Stato: essa forma oggetto di libera iniziativa regionale, cui deve corrispondere l’avvio di un dialogo a livello governativo nel rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale”, ha concluso.




