Nasce la “Scuola di Pace e di Fraternità”, una proposta formativa con la quale la Chiesa diocesana intende rispondere alla prima “urgenza” segnalata dal documento di sintesi finale del Cammino sinodale delle Chiese in Italia. Da venerdì 20 marzo la diocesi di Monreale da il via ad una serie di incontri e lavoratori in contemporanea in tre zone pastorali della diocesi a Monreale, Partinico e Corleone.
“Le Chiese in Italia sentono forte l’urgenza di promuovere ad ogni livello scelte e percorsi di pace“, citando le parole del Vescovo Monsignor Gualtiero Isacchi. Dal quale nasce l’iniziativa che assieme all’Arcidiocesi di Monreale, e attraverso l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, intende dare una risposta concreta attraverso un percorso di formazione, confronto e proposte operative rivolto in modo particolare ai giovani.
Queste le parole di Don Angelo Inzerillo, parroco della Maria SS delle Grazie in Villagrazia di Carini che della parrocchia San Giuseppe alla Stazione, e Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro di Monreale.
Qual è la mission? “Quella di farci ricominciare a parlare di pace e di tutto ciò che da essa consegue nella nostra vita, a cominciare dai ragazzi, i giovani, e perché no, anche gli adulti. Alla luce di quello che succede nel mondo, che altro non è se non la proiezione di quello che è il disagio della nostra vita personale. Forse dobbiamo fermarci, forse dobbiamo pensare e riflettere, forse dobbiamo recuperare dei valori che potrebbero essere centrali e fondamentali per il vivere civile e il bene comune.
È una mission che non ha barriere, che non si limita solo esclusivamente al perimetro della comunità ecclesiale, ma che è rivolta a tutti“.
La proposta, infatti, è rivolta ai giovani dai 16 anni in su, senza escludere la partecipazione degli adulti con i quali si intende instaurare un proficuo dialogo intergenerazionale.
“Il nostro Cammino Sinodale ci ha consegnato una missione precisa, ovvero quella di non restare spettatori di fronte alle fatiche del mondo, ma diventare artigiani di una “cultura dell’incontro”. Siamo chiamati a uscire dai nostri spazi abituali per ascoltare le ferite del territorio e trasformare le parrocchie in veri laboratori di fraternità”.
La direzione delle Scuole è affidata ai giovani stessi che accompagneranno e coordineranno i vari appuntamenti. Ad essi si affiancheranno alcuni professori che, in base agli argomenti trattati, si alterneranno nelle tre sedi della Scuola. L’occasione per instaurare un dialogo volto al cambiamento per un futuro migliore. Il futuro della terra dipende dalla nostra capacità di sognare la pace e di costruirla “artigianalmente” ogni giorno.
La pace non è solo assenza di guerra, ma è un’opera che richiede coraggio, creatività e, soprattutto, l’impegno di camminare insieme è la sintesi di questi insegnamenti di Papa Francesco e del concetto di camminare insieme.
Camminare insieme. E’ questo il cuore del Cammino Sinodale.
“La pace non è un traguardo statico né la semplice tregua dai conflitti, è un’opera viva che esige coraggio, una creatività instancabile e la ferma volontà di camminare insieme“.





