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Un linguaggio che dà voce al silenzio

Nasce la settima “Room of feeling” ad Erice (TP): la “Stanza dell’Errore”, un luogo protetto in cui mostrare le proprie fragilità

lunedì 19 Ottobre 2026

Tra le mura dell’Istituto Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice, la routine scolastica ha lasciato il posto a un momento di profonda e commovente riflessione. Durante i tre giorni di laboratorio intensivo che hanno portato alla creazione della settima “Stanza dei Sentimenti” (The Room of Feeling) in Sicilia, uno studente ha affidato alle parole scritte su uno schermo una domanda che è diventata immediatamente l’emblema dell’intera iniziativa: “Ma perché, quando crescete, smettete di ascoltarci? Perché cambiate?”.

Un quesito spontaneo che risuona come un appello accorato verso gli adulti, gli educatori, le istituzioni e la società nel suo complesso. Durante i momenti di confronto, davanti all’evidenza di quella frase, gli adulti presenti hanno cercato una risposta che non fosse retorica. “Noi non cambiamo in realtà, ci siamo corazzati”. Non c’è una distanza abissale tra le fragilità degli adulti e quelle dei ragazzi: entrambi i mondi vivono lo stesso identico disagio, ma col passare degli anni i grandi tendono a erigere barriere, a nascondere le proprie vulnerabilità sotto uno scudo protettivo. I giovani, al contrario, portano la pelle scoperta, esposta alle intemperie emotive della crescita. 

La settima stanza permanente dell’ascolto nasce proprio con l’obiettivo di spezzare questo isolamento, diventando la prima esperienza di questo tipo nella provincia di Trapani all’interno del percorso regionale delle nove stanze previste in tutta la Sicilia. 

 

Un linguaggio che dà voce al silenzio: l’arte di Igor Scalisi Palminteri 

A dare corpo, colore e forma al linguaggio emotivo di questa esperienza è l’artista e pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri. Reduce dalle due giornate degli Stati Generali dell’Istruzione tenutesi ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo — dove ha realizzato tre imponenti tele portando sul palco regionale il medesimo approccio laboratoriale —, Scalisi Palminteri ha guidato i ragazzi di Erice nella restituzione visiva delle loro emozioni. 

L’opera murale centrale della stanza raffigura un ragazzo nell’atto di gridare con tutte le sue forze dentro un megafono. Ma dal cono del megafono non escono urla di odio o protesta distruttiva: emerge un cuore, simbolo limpido e potente del bisogno primario di ogni essere umano, quello di essere amato, riconosciuto e compreso. 

Come racconta lo stesso Scalisi Palminteri: “Un ragazzo che strilla a un megafono il suo bisogno d’amore. E nonostante ci sia questa figura che urla, che parla forte, che esterna un bisogno, il suo bisogno di esistere, di farsi vedere, di farsi notare, di dire quello che ha dentro, il tema è l’ascolto. È la parola che più mi ha colpito tra quelle che sono uscite durante il laboratorio: ascolto. Ma secondo me l’ascolto ha una declinazione fondamentale, quella dell’aprirsi. Io posso ascoltare se mi apro. Come viene aperta questa scuola, questa aula che è diventata stanza, come è aperto The Room of Feeling: è quest’apertura dove entra ed esce un bisogno d’amore. Viene comunicato, viene detto, viene gridato, viene urlato al megafono, o in silenzio dentro questa stanza, nell’intimità, per timore”. 

E consegnando ufficialmente lo spazio alla comunità scolastica, l’artista ha rivolto agli studenti un augurìo e una consegna solenne: “Fate di questa stanza ciò per cui è stata dipinta, una stanza dei sentimenti”. 

 

Il senso profondo della prevenzione: il progetto @Lab_School 

La “Stanza dei Sentimenti” rappresenta una delle tappe fondamentali del programma regionale @Lab_School Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze, ideato e promosso dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana, finanziato con oltre 1,7 milioni di euro a valere sul fondo FSE+ 2021-2027. La gestione del programma è affidata alla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, guidata dall’Istituto Comprensivo “G.E. Rizzo” di Melilli diretto dalla professoressa Angela Fontana. 

La filosofia alla base del progetto muove da una consapevolezza pedagogica e umana profonda: un adolescente che porta al proprio interno un peso emotivo, un dolore non riconosciuto o un disagio privo di nome, incontrerà enormi difficoltà nell’apprendimento e nello studio, ben prima di manifestare eventuali problemi comportamentali in classe.

Se la scuola riduce la propria funzione alla mera trasmissione di nozioni didattiche, ignorando la dimensione emotiva dei suoi studenti, quel disagio non scompare magicamente. Al contrario, rischia di covare sotto la cenere, di accentuarsi e di cercare valvole di sfogo nocive, incrociando purtroppo, in molti casi, le strade delle dipendenze. 

In questo contesto, la prevenzione assume un valore educativo e didattico a tutti gli effetti. Strumenti come l’arte figurativa, il cinema, il teatro, lo sport e la media education divengono i canali espressivi privilegiati con cui intercettare il malessere giovanile prima che si trasformi in una ferita profonda o in una condotta a rischio. L’Assessore regionale Mimmo Turano ha ribadito come questo impianto progettuale costituisca un pilastro portante della strategia promossa dal Governo Schifani a contrasto delle dipendenze giovanili, in continuità con l’approvazione della legge anti-crack del 2024, preannunciando l’intenzione di sostenere il percorso anche per una terza annualità. 

 

La situazione nel territorio trapanese: dispersione scolastica e l’ombra del crack 

L’inaugurazione della stanza ad Erice si inserisce in un contesto territoriale complesso, caratterizzato da forti contrasti e da problemi impegnativi. I dati relativi alla scuola secondaria di secondo grado indicano che la provincia di Trapani registra ancora l’indice di dispersione scolastica più elevato di tutta la Sicilia, attestandosi al 5,99% a fronte di una media regionale del 4,54%.

Tuttavia, la lettura dei dati forniti dall’ultimo monitoraggio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2024/25 rivela un trend di netto e incoraggiante miglioramento rispetto al 6,78% registrato nell’anno precedente. 

Su questo aspetto si è espresso Davide Nugnes, dirigente dell’Ufficio XI – Ambito Territoriale di Trapani dell’USR Sicilia: “Rispetto alla situazione della provincia di Trapani sappiamo che le percentuali di ragazzi che si allontanano dalla scuola, e parliamo sia di dispersione implicita che esplicita, fortunatamente stanno migliorando. Quindi la provincia di Trapani è ricca di occasioni. Diminuisce il numero dei ragazzi che vengono attratti verso altri contesti, purtroppo legati anche alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti”.

Davide Nugnes

“Questo grazie a interventi come quello finanziato a livello regionale dalla Rete SHE SALUS, e al prezioso contributo della scuola capofila della provincia, l’Istituto Florio di Erice, con la preside Mandina. Durante tutto l’anno, ed è già la seconda annualità, riusciamo a raggiungere tantissimi ragazzi delle scuole superiori della provincia. La provincia di Trapani, inoltre, è una delle poche della regione in cui tutte le scuole hanno aderito alla rete: per noi è un grande vanto”, conclude. 

Se sul versante della dispersione scolastica si intravedono importanti segnali di speranza, il quadro relativo al consumo di sostanze stupefacenti presenta elementi di viva preoccupazione. I dati forniti dai cinque Ser.D. dell’Asp di Trapani (distribuiti tra Trapani-Pantelleria, Alcamo, Castelvetrano, Marsala e Mazara del Vallo) evidenziano che nel corso del 2025 le persone prese in carico per tossicodipendenza sono state oltre 1.500.

Nel 2026, con l’anno ancora solare in corso, i dati sul consumo di crack hanno già superato la soglia complessiva dell’intero anno precedente, registrando 365 casi rispetto ai 347 del 2025. Risulta particolarmente drammatico l’incremento nella fascia giovanile tra i 15 e i 19 anni, dove i pazienti in trattamento sono saliti a 16 (rispetto ai 10 totali del 2025).

A ciò si aggiungono i rilievi della Relazione annuale al Parlamento, che segnalano un aumento della presenza di cannabis nelle acque reflue urbane del capoluogo trapanese. 

 

“La Stanza dell’Errore”: uno spazio fisico restituito e autogestito 

Il valore della “Room of Feeling” risiede anche nella capacità di accogliere la vulnerabilità. Durante gli incontri preparatori e le sessioni di dialogo, la parola scelta e condivisa da studenti ed educatori per definire l’anima di questo luogo è stata “Ascolto”. Ma questa stanza è stata subito battezzata anche come la “Stanza dell’Errore Possibile”: un luogo protetto in cui non si teme di mostrare le proprie fragilità, di ammettere uno sbaglio o di chiedere aiuto, perché si tratta di un ambiente completamente privo di giudizio, fondato sul rispetto e sul confronto tra pari. 

Questa stanza nasce dal recupero concreto e materiale di un’area dell’istituto che per anni era rimasta sottratta alla vita scolastica. Come ha spiegato con orgoglio la dirigente scolastica Pina Mandina: “Abbiamo riaperto un blocco, una sezione della scuola che era preclusa agli studenti da più di cinque anni. È stata messa in sicurezza, e abbiamo accelerato tantissimo i lavori perché potesse accogliere questa stanza e diventare, insieme all’area della biblioteca, un piccolo laboratorio attivo, uno spazio autogestito da destinare alle studentesse e agli studenti non soltanto della mia scuola, ma del territorio di Trapani”. 

Pina Mandina

Nelle intenzioni della dirigenza, questo spazio polifunzionale potrà trasformarsi nel centro dell’espressività giovanile: dall’allestimento di una redazione giornalistica studentesca alla realizzazione di podcast, dalla creazione di gruppi di cittadinanza attiva fino allo sviluppo di veri e propri laboratori ideati e gestiti direttamente dalla comunità scolastica.

Il primo atto simbolico ed operativo annunciato dalla preside Mandina è stato l’affidamento diretto delle chiavi al rappresentante degli studenti, il quale porterà in Consulta la proposta di garantire l’apertura della struttura anche nelle ore pomeridiane. 

 

La “Zona Grigia” del disagio e la memoria storica del territorio 

L’esigenza di intercettare tempestivamente la sofferenza emotiva dei giovani trova riscontro quotidiano nelle testimonianze degli operatori che lavorano sul campo. Nel territorio trapanese opera fin dagli anni Ottanta la Comunità Saman (oggi integrata nel Gruppo Anteo), presente con un centro di accoglienza e due strutture residenziali a Marsala e ad Erice, le quali dall’inizio del 2026 hanno accolto e preso in carico 90 persone con problematiche legate alle dipendenze. 

Gianni Di Malta, referente regionale della Comunità, ha raccontato come proprio la mattina dell’inaugurazione gli operatori abbiano ricevuto la telefonata disperata della madre di un ragazzino di soli tredici anni e mezzo, cresciuto in un contesto familiare benestante e già scivolato nella trappola della dipendenza.

Marzia Lombardo, educatrice e responsabile del Centro di accoglienza del gruppo Saman-Anteo, ha posto quesiti cruciali sull’invisibilità del soffrire: “Perché un ragazzo di 11, 12, 13 anni arriva a fare uso di sostanze? Che cosa è successo prima? Che cosa non abbiamo visto? Tante situazioni sono meno evidenti, restano in una zona grigia che riguarda anche famiglie e contesti apparentemente insospettabili: ragazzi che vanno a scuola, che fanno sport, che hanno una famiglia, che all’esterno sembrano stare bene, ma dentro vivono una sofferenza che nessuno riesce a intercettare”.

“Per questo dovremmo riuscire ad arrivare prima, e per arrivare prima dobbiamo imparare ad ascoltare. Un ragazzo che seguivo, una volta conquistata la fiducia, mi ha detto: “ma tu lo sai che nessuno mi aveva mai chiesto come sto?, conclude Lombardo. 

L’esperienza educativa e preventiva si arricchirà ulteriormente attraverso i percorsi di competenze trasversali e orientamento (PCTO) promossi dalla Rete SALUS, grazie ai quali gli studenti delle scuole superiori della provincia avranno la possibilità di frequentare il Centro di accoglienza.

Un luogo dal valore civile altissimo, giacché la struttura ha sede all’interno di un bene confiscato alla mafia, precisamente al boss Vincenzo Virga, riconosciuto mandante dell’omicidio del fondatore della comunità, Mauro Rostagno. 

 

La cerimonia d’inaugurazione e il cammino del progetto in Sicilia 

La mattinata inaugurale, moderata dalla dirigente Pina Mandina, ha visto la partecipazione corale di referenti istituzionali, tecnici e rappresentanti del mondo sociale.

ono intervenuti Antonio Macaluso in rappresentanza del progetto “The Room of Feeling” di Igor Scalisi Palminteri e per la sezione di media education curata da IncontroSenso; per l’Ufficio XI – Ambito Territoriale di Trapani dell’USR Sicilia sono presenziati il professor Francesco Ciulla (referente territoriale per l’Educazione fisica e sportiva), la dottoressa Maria Stefania Lombardo (esperta psicopedagogista dell’Osservatorio sulla Dispersione Scolastica per il Distretto 50), l’assistente sociale Mariangela Licata (Équipe multidisciplinare) e la dottoressa Silvana Giacalone (coordinatrice dei servizi distrettuali); per la Comunità Saman-Anteo sono stati presenti Gianni e Giorgia Di Malta. 

La “Stanza dei Sentimenti” di Erice rappresenta la settima tappa di un cammino destinato a toccare tutte e nove le province siciliane entro il mese di novembre.

L’inaugurazione non segna un punto di arrivo o un traguardo formale, ma l’avvio di un’antenna territoriale permanente: un presidio attivo capace di mettere in rete e in dialogo costante la scuola, le famiglie, i servizi sanitari e le istituzioni locali.

Il viaggio di “The Room of Feeling” proseguirà subito dopo con l’ottava tappa a Caltanissetta (26-28 ottobre) e con la nona ad Enna (10-12 novembre), per poi giungere all’evento regionale conclusivo in programma nel mese di dicembre.

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