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L'incontro

Nel centrodestra via ai casting per le Amministrative: Messina e Agrigento sotto la lente di ingrandimento

venerdì 13 Febbraio 2026

Si è svolto nella tarda mattina di oggi, dalle ore 12:00, in via Magliocco, a Palermo, il tavolo regionale del centrodestra. Dopo un primo rinvio, i segretari regionali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa, Noi Moderati e Democrazia Cristiana si sono incontrati nel capoluogo siciliano per tracciare un primo quadro sui profili che traineranno la coalizione nelle prossime elezioni amministrative previste in primavera.

La riunione durata circa tre ore e mezza ha visto la partecipazione di: Luca Sbardella (FdI), Marcello Caruso (FI), Nino Germanà (Lega), Fabio Mancuso (Grande Sicilia), Massimo Dell’Utri (Noi Moderati) e Totò Cascio (DC). Presenti, un po’ a sorpresa, anche il capogruppo all’Ars degli autonomisti Roberto Di Mauro e il vicepresidente in quota Carroccio, Luca Sammartino. “Questo incontro – hanno fatto sapere i rappresentanti dei partiti al termine – ha confermato la volontà e l’impegno di tutti i partiti per un percorso unitario in tutti i centri interessati dal voto, individuando candidature di alto profilo politico e amministrativo. Questo vale anche e ancor di più per Messina, dove il centrodestra deve dare una risposta di serietà e responsabilità alla gravissima scelta di lasciare quella comunità senza governo in un momento delicatissimo“. I segretari hanno convenuto di aggiornare alla prossima settimana i lavori, nella mattinata di venerdì 20 febbraio a Catania, per giungere all’individuazione dei candidati nelle singole realtà. Il tavolo regionale della prossima settimana sarà decisivo: si correrà insieme o divisi?

Occhi su Messina, Enna e Marsala: possibile sorpresa ad Agrigento

Degli oltre 60 Comuni chiamati alle urne l’attenzione sarebbe stata focalizzata sui centri superiori ai 15mila abitanti, dove si applicherà il proporzionale e bisognerà comporre le liste. Si tratta di circa una quindicina di Comuni. Al di sotto dei 15mila abitanti, infatti, si seguirà il sistema maggioritario e le liste saranno bloccate. Un’ampia discussione sarebbe state imbastita su Messina e Agrigento. 

La città dello Stretto ha anticipato il voto. Appena una settimana fa il sindaco Federico Basile ha annunciato in conferenza stampa le sue dimissioni, pronto per scendere nuovamente in campo. Lo scontro sarà duro, se da un lato il centrosinistra deve ancora organizzarsi, Cateno De Luca e Sud chiama Nord sono pronti a riprende il comando di Palazzo Zanca. Nel centrodestra sarebbe in corso il ballottaggio tra Marcello Scurria e Carlotta Previti.

Ad Agrigento, invece, non è ancora chiaro chi prenderà il testimone dall’uscente Francesco Miccichè. Fino a qualche giorno fa l’ipotesi che ognuno potesse prendere la propria strada appariva come qualcosa di più concreto di un’idea. Ad avere maggiori pretese sarebbe stata l’Mpa. Un colpo di scena potrebbe però realizzarsi: a scendere in campo, infatti, potrebbe essere il capogruppo all’Ars Roberto Di Mauro, ex assessore regionale.

Puzzle complesso ad Enna, dove la battaglia si prenuncia accesa tra Forza Italia (trainata dalla deputata regionale Luisa Lantieri) e l’Mpa (che trova la sua espressione nella giunta Schifani con l’assessore all’Energia Francesco Colianni). A sorpresa, però, sarebbe pronta ad avanzare un nome anche la Lega.

Gli azzurri saranno grandi protagonisti anche a Marsala, nel Trapanese, dove però persistono due fazioni. Il nome avanzato sarebbe quello di Enzo Sturiano, nella corrente del capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino, profilo, però, che non sarebbe condiviso con altre anime del partito, come l’ex assessore regionale Toni Scilla. Attenzione anche a Fratelli d’Italia, che vede all’interno della propria rosa di nomi Paolo Ruggieri. Un profilo che permetterebbe di superare le divisioni e che gli alleati avrebbero chiesto di “mettere a disposizione”.

Il quadro delle province

Alle urne saranno chiamati oltre 60 Comuni, tra cui tre capoluoghi di provincia: Enna, Agrigento e Messina, ultima in ordine cronologico dopo le dimissioni del sindaco Federico Basile (CLICCA QUI). Il focus sarà certamente su i tre grandi centri, ai quali si aggiunge Marsala, dove nella giornata di ieri tre assessori si sono dimessi dalla giunta del primo cittadino Massimo Grillo, pronto a ricandidarsi, per sostenere la corsa di Enzo Sturiano, in quota Forza Italia ed attuale presidente del Consiglio comunale.

L’obiettivo è quello di ricompattare il centrodestra ed evitare le spaccature e le divisioni andate in scena appena un anno fa in occasione delle provinciali, come accaduto soprattutto nelle province di Ragusa (per il quale andrà alle urne solo Ispica), Siracusa (che in primavera conta Augusta e Floridia) e di Caltanissetta (con i cittadini di Mussomeli, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco e Villalba chiamati alle urne).

C’è chi come i meloniani sarebbe pronto a fare un piccolo passo indietro, se necessario, su alcuni Comuni, con l’unica condizione di non permettere divergenze all’interno degli stessi partiti o appoggi (diretti o indiretti) al centrosinistra o a liste civiche. Una posizione simile è stata esposta anche dai democristiani, i cui commissari, nella mattinata di ieri hanno rievocato le spaccature emerse in occasione delle elezioni provinciali, con un focus sull’Agrigentino, scongiurando il medesimo epilogo (CLICCA QUI), e dove oggi, in realtà, le incertezze sul futuro sarebbero maggiori.

Insomma, un aspetto è chiaro. Lo schema proposto un anno fa non dovrà ripetersi, ma il tempo stringe e trovare la quadra non sarà semplice. Il rischio è infatti quello che le tensioni registrate a Sala d’Ercole possano bucare le mura di Palazzo dei Normanni, dove nella giornata di ieri la maggioranza ha escogitato un vero e proprio sgambetto ai danni di alcuni colleghi, lasciando così emergere nomi e cognomi dei franchi tiratori. Sulla graticola Mpa e FI (CLICCA QUI).

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