“Non lasciateci soli“. E’ questo l’appello mosso da Giuseppe Cinquerrui. Imprenditore originario di Niscemi che, in questi giorni, sta guardando con occhio attento a quanto sta succedendo nel suo comune di nascita. Qui, infatti, il ciclone Harry ha impattato con maggiore veemenza, creando un fronte franoso di circa quattro chilometri di lunghezza e che, nel suo punto massimo, raggiunge 300 metri di larghezza.
Il racconto della devastazione causata dal ciclone Harry
In un’intervista rilasciata alla redazione de ilSicilia.it, l’imprenditore siciliano racconta come ha vissuto i giorni della tempesta. “I nonni di mia moglie e i miei zii sono rimasti sfollati. Chi ha potuto, si è trasferito da parenti o amici. Per gli altri, il Comune ha messo a disposizione la palestra del paese per tamponare l’emergenza. Mia mamma ha la casa a circa 300 metri dal fronte franoso. Ma anche se non è stata coinvolta direttamente dall’evento, sta subendo tanti disagi così come tutti gli abitanti del paese. A causa dello slittamento, è rimasto danneggiato l’impianto di metano. Per fortuna c’è l’elettricità“.
L’interesse delle istituzioni
I principali rappresentanti del Governo Regionale e Nazionale, premier Giorgia Meloni compresa, hanno effettuato sopralluogo sul territorio. La promessa è quella di interventi celeri e che riescano a compensare i gravi danni subiti dalla popolazione. “Il fatto che le istituzioni siano venute a Niscemi fa ben sperare – sottolinea Giuseppe Cinquerrui -. Certo, i cento milioni messi a disposizioni per le tre regioni colpite dal ciclone Harry sono spiccioli. Solo la Sicilia ha un miliardo e mezzo di danni. Chiaramente ci vorranno altri fondi. Sono contento che la presidente Meloni sia venuta in Sicilia di persona. Almeno si è potuta rendere conto di quanto era grande l’emergenza“.
Il messaggio agli haters sui social
Un evento di proporzioni imponenti, di cui sta parlando tutto il Paese. Tuttavia, alcuni haters non hanno frenato la lingua neppure di fronte ad una tragedia come quella occorsa a Niscemi. Fatto su cui sofferma l’attenzione di Giuseppe Cinquerrui. “Già in alcuni scritti del ‘700 e dell’800 si parlava di terreno argilloso. Guardando al passato recente, penso alla frana del 1997 o a quella del 2016. E’ chiaro che stiamo parlando di un territorio che presenta criticità. Bisogna intervenire in tal senso. Non capisco i commenti di alcune persone del Nord Italia che attaccano chi ha perso la casa. Se non c’è solidarietà nazionale in momenti come questo, quando ci deve essere? Quanti paese del Nord sono stati costruiti in territori a rischi idrogeologico? Basta fare una ricerca e si trovano casi di allagamenti o di crolli. Qualcuno, prima di parlare, dovrebbe riflettere ed evitare di dire certe idiozie“.
Il futuro e le speranze di rinascita
La testa è già proiettata al futuro. Bisognerà ricostruire. Bisognerà farlo in fretta. Non solo a Niscemi, ma in tutti i territori colpiti dal ciclone Harry. Fatto su cui l’imprenditore siciliano rivolge un chiaro appello alle istituzioni. “Non ci lascino da soli. Questa frana deve essere l’occasione per far rinascere questo territorio. La città di Niscemi lo merita. Abbiamo una produzione di carciofi importante e sviluppata a livello internazionale. Io stesso ho fondato un brand su questo business. E’ un’area che ha dato tanto all’agricoltura. Si può pensare di trasformare Niscemi in un centro d’interesse, in un punto di resilienza. Il paese deve essere ricostruito. Se dalla frana si riuscisse a far rinascere il paese, sarebbe un segnale per tutta l’Europa. Bisogna fare le cose per bene. Non bisogna agire da “politici” ma da statisti, pensando alle future generazioni“.




