Non si fermano le proteste degli ex lavoratori Almaviva. Il futuro di 387 famiglie latita nel buio, stretto in una vertenza che sembra non avere fine. Dopo le promesse in occasione dell’ultima Finanziaria regionale, con l’avvio del nuovo anno, i sit-in sono proseguiti senza sosta. L’ultimo si è svolto questa mattina, davanti Palazzo d’Orléans, a distanza di circa due settimane dall’incontro con l’assessore alla Salute Daniela Faraoni. Le risposte non sarebbero state esaurenti, nonostante la firma del decreto che riguarda il progetto 116-117 (CLICCA QUI). I lavoratori sono così tornati in piazza per far sentire il proprio grido di allarme e chiedere un incontro urgente con il presidente della Regione Renato Schifani.
Le segreterie regionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc e Ugl Telecomunicazioni hanno denunciano “con fermezza l’inerzia e l’inadeguatezza delle risposte istituzionali sulla vertenza degli ex lavoratori Almaviva, che continua a rappresentare una delle emergenze occupazionali più gravi del territorio siciliano. A seguito dell’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori, emerge con chiarezza come, nonostante ripetuti incontri e mobilitazioni, la Regione Siciliana non sia stata in grado di produrre alcuna soluzione concreta. L’ultimo confronto, avvenuto l’11 marzo 2026 presso l’assessorato alla Salute con l’assessore Daniela Faraoni, si è rivelato l’ennesimo passaggio interlocutorio privo di esiti. Pur prendendo atto dell’adozione del decreto relativo al numero unico europeo 116-117 e dell’assegnazione delle risorse economiche per l’infrastruttura tecnologica, le OO.SS. evidenziano l’assenza di tempi certi per la ricollocazione occupazionali e di garanzie per il riassorbimento dell’intero bacino ex Almaviva. Nulla di concreto invece è emerso sull’altro progetto che potrebbe dare occupazione agli ex Almaviva, quello sulla digitalizzazione e dematerializzazione della pubblica amministrazione, progetti già in stato di avanzamento in altre Regioni d’Italia“.
Alla luce di quanto denunciato, le organizzazioni sindacali chiedono “un intervento diretto e risolutivo del presidente della Regione Siciliana, che fin dall’inizio è stato parte attiva di questa lunga vertenza, individuando le possibili soluzioni per le lavoratrici e i lavorati ex Almaviva che, da tre anni vivono gravi condizioni economiche e sociali. Queste famiglie hanno necessità di realizzazioni concrete dei progetti fino ad oggi solo dichiarati“.
La protesta non si ferma qui. Per martedì 31 marzo, alle ore 15:00 è già stato programmato un nuovo presidio, questa volta in piazza del Parlamento, questa volta poco prima dell’inizio della seduta d’aula all’Ars. I sindacati hanno inoltre annunciato che incontreranno il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno.




