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L'incontro con la Regione

Sit-in ex lavoratori Almaviva davanti Palazzo d’Orleans: “Basta promesse, vogliamo fatti” CLICCA PER LE FOTO

martedì 3 Marzo 2026
Sit in protesta lavoratori Almaviva a Palazzo d'Orleans

Basta passerelle. La Regione faccia quello che ha promesso“. Gli ex lavoratori Almaviva tornano ad alzare la voce, questa volta con un sit-in davanti Palazzo d’Orleans. 

Il sit-in

La protesta nasce con l’obiettivo di scuotere le istituzioni regionali dopo i tanti appelli inascoltati. Un vero e proprio disastro sociale, con 389 famiglie in attesa di risposte concrete. I lavoratori rivendicano così i sette mesi di rinvii, il progetto di dematerializzazione ancora in stato embrionale e i progetti “fantasma. In tal senso, infatti, il 116-117 resta ancora un’utopia in Sicilia, in ritardo rispetto alla altre Regione italiane.

Ma non finisce qui. Mercoledì 11 si terrà un nuovo presidio sotto la sede dell’assessorato alla Salute.

Eppure dei segnali incoraggianti erano giunti in occasione dell’ultima Finanziaria. In quella circostanza gli ex Almaviva avevano protestato sotto Palazzo dei Normanni, incontrando i deputati Adriano Varrica (M5S) e Mario Giambona (PD) e successivamente il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Uno spiraglio si era aperto, non di certo una soluzione definitiva, con l’inclusione e il coinvolgimento nell’implementazione delle infrastrutture digitali, prevista dall’articolo riguardante l’abbattimento delle liste d’attesa, tra i più discussi e dibattuti della legge di Stabilità (CLICCA QUI).

Poi, a metà gennaio, la richiesta urgente di riconvocare un tavolo di confronto sulla vertenza Almaviva Contact a Palazzo d’Orleans. Nessun atto formale o comunicazione ufficiale risultano oggi in stato di avanzamento rispetto agli impegni assunti, nonostante la promessa di un avvio imminente delle delibere di giunta, con il coinvolgimento oltre che della presidenza della Regione anche degli assessorati alla Sanità, al Lavoro e alle Attività Produttive, per l’attivazione del servizio 116-117, attraverso l’utilizzo delle risorse già disponibili, e per il via libera al progetto di digitalizzazione.

L’incontro con la Regione

In mattinata le organizzazioni sindacali, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni, che hanno indetto la giornata di mobilitazione permanente, sono state ricevute dal vicario del capo di gabinetto della Presidenza, Pietro Miosi, alla presenza del capo di gabinetto dell’assessore alla Salute Giuseppe Sgroi e Lorenzo Ruisi dell’assessorato alle Attività Produttive. Quest’ultimo ha confermato l’impegno dell’assessorato nel corso di tutta la vertenza per la realizzazione dei progetti 116-117 e dematerializzazione. Sgroi ha invece comunicato che il decreto è in fase di firma, anche se è stato rinviato alla prossima settimana l’incontro che si sarebbe dovuto svolgere oggi con l’azienda competente per il completamento della struttura tecnica. Miosi ha concluso rassicurando che effettuerà delle verifiche sul processo del progetto di digitalizzazione e aggiornerà le sigle sindacali sulla vertenza.

Maggio: “Progetti imbrigliati nei gangli della burocrazia”

Di fatto su entrambi i progetti persistono ritardi e incertezze  Entro dieci giorni è atteso il decreto dell’assessorato alla Salute per l’affidamento all’impresa dei lavori di completamento dell’infrastruttura informatica del progetto 116-117. Restano tuttavia ancora ignoti i tempi per l’effettiva operatività della struttura e, di conseguenza, per l’avvio delle assunzioni dei lavoratori“. Ha commentato il segretario generale Slc Cgil Palermo Fabio Maggio. 

Sul progetto di dematerializzazione delle cartelle sanitarie “permane una situazione di totale incertezza: allo stato attuale non emergono indicazioni chiare né sul cronoprogramma né sulle modalità di attuazione“.

Entrambi i progetti “risultano ancora imbrigliati nei gangli della burocrazia, senza scadenze definite. Una situazione – conclude Maggio – che desta forte preoccupazione, soprattutto per i lavoratori attualmente in Naspi, per i quali il tempo scorre inesorabile senza garanzie sul futuro occupazionale“. Il tavolo ha ribadito con forza “che la risoluzione della vertenza deve essere totale e che bisogna lavorare attivamente sul progetto di digitalizzazione per assicurare la piena occupabilità di tutti i lavoratori ex Almaviva“.

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