“L’unico indirizzo è fare in modo che quest’opera si realizzi”. L’assessore regionale della Saluta Marcello Caruso sintetizza così il senso della riunione sul nuovo Policlinico di Palermo, tenutasi ieri, 27 maggio 2026, nella sede dell’assessorato di piazza Ottavio Ziino.
Al tavolo, insieme all’assessore, si sono seduti il rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri, il direttore generale del Policlinico “Paolo Giaccone” Maria Grazia Furnari, il sindaco Roberto Lagalla, e i componenti tecnici coinvolti nel progetto.
L’assessore, richiamando tutti gli enti coinvolti alla stessa responsabilità, ha sottolineato che: “Il confronto, pur tecnico e interlocutorio, assume un peso politico rilevante, perché arriva in una fase in cui il progetto deve trovare un punto di equilibrio tra tempi, finanziamento, area di intervento, parcheggi e assetti istituzionali”.
“Ci siamo visti e ci siamo aggiornati alla prossima settimana, cercando di trovare le migliori condizioni per portare a compimento un’opera su cui tutti abbiamo grandissima attenzione. Si sono rinsaldati ancora una volta i punti che ognuno deve garantire. La Regione in questa fase esercita una funzione di vigilanza. Il procedimento resta in capo al Policlinico. Il nostro compito è quello di verificare che vengano mantenute tutte le condizioni affinché il finanziamento possa essere portato a compimento. Il proponimento da parte di tutti è lo stesso“.
Progetto e fondi
Il nuovo Policlinico poggia su un investimento da 348 milioni di euro, finanziato con le risorse ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria. Secondo il Policlinico “Paolo Giaccone”, l’area individuata si estende per 80 mila metri quadrati accanto al campus di viale delle Scienze, vicino agli svincoli autostradali. La Regione ha indicato la realizzazione di un edificio unico di quattro piani fuori terra, su una superficie complessiva di 80 mila metri quadrati, con l’obiettivo di offrire ambienti più idonei, sicuri e accoglienti per utenti e operatori. Le schede progettuali richiamano anche una capacità prevista di 470 posti letto.
La vicenda finanziaria, però, arriva da una storia più lunga. Nel luglio 2024 la Regione ha firmato con Invitalia la convenzione per la gestione delle gare di quattro interventi sanitari a Palermo: il nuovo Policlinico, il Polo pediatrico, il Polo oncoematologico Palermo Nord e la ristrutturazione del padiglione A dell’ospedale Cervello, per un valore complessivo di 747,7 milioni di euro. In quella ripartizione, 348 milioni risultano destinati proprio al nuovo Policlinico.
Dentro questa riprogrammazione resta anche il precedente politico legato all’Arnas Civico. Dopo le polemiche sul definanziamento di alcuni interventi previsti per l’Arnas Civico, il presidente della Regione Renato Schifani, nel luglio del 2024, rivendicò l’accordo con Invitalia per i nuovi ospedali palermitani e assicurò che il Civico sarebbe stato riqualificato attraverso una riprogrammazione delle risorse.
I passaggi tecnici ancora aperti
Il passaggio più evidente, almeno dalle dichiarazioni raccolte al termine della riunione, riguarda i parcheggi. Lo conferma il rettore Midiri, che collega proprio a questo punto la ricerca di una soluzione condivisa. Ma la questione, più che limitarsi agli stalli per le auto, sembra toccare il rapporto tra l’area individuata per il nuovo Policlinico, le competenze del Comune, gli spazi dell’Università e gli eventuali vincoli tecnici o urbanistici da superare prima di trasformare il finanziamento in un percorso operativo pienamente definito.

“Sembra che stiamo trovando delle soluzioni. C’è un problema di parcheggi, ma stiamo valutando diverse ipotesi e speriamo di arrivare a una proposta condivisa. Non parliamo di perdita dei fondi, sono moderatamente ottimista. Non ci sarà un nuovo RUP, resta in carico la RUP del Policlinico. Forse sceglieremo un comitato tecnico scientifico di supporto per facilitare tutta l’operazione”, ha dichiarato.
Il confronto della prossima settimana servirà a capire se il tema dei parcheggi sia davvero l’unico passaggio da sciogliere. Oppure se, dietro quella criticità, ci sia una partita più ampia. Di certo, la riunione in assessorato non ha chiuso il percorso. Ha fissato un nuovo aggiornamento, chiamato a chiarire chi dovrà fare cosa e con quali tempi.
Sul tavolo resta anche il passaggio dalla copertura finanziaria alla progettazione appaltabile. Negli interventi di edilizia sanitaria finanziati con risorse ex articolo 20, i tempi della progettazione e dell’aggiudicazione rappresentano una parte decisiva del percorso, perché la copertura economica deve tradursi in atti tecnici idonei alla gara. Se si collega la decorrenza all’Accordo di programma Stato Regione del 12 dicembre 2024, risultano già trascorsi circa 17 mesi. Anche per questo il prossimo confronto potrà chiarire tempi, responsabilità e strumenti di supporto.



