In Sicilia avanza il percorso per l’attivazione del 116117, il Numero Europeo Armonizzato pensato per intercettare i bisogni sanitari che non richiedono l’intervento immediato dell’emergenza territoriale. Con il decreto firmato dal neo assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, il progetto entra in una nuova fase.
L’ARNAS Civico assume il ruolo di “azienda capofila” per l’infrastruttura tecnologica del servizio, una funzione che riguarda entrambe le centrali operative, quella di Palermo e quella di Catania. Fabio Genco, direttore della Centrale Operativa 118 Palermo-Trapani, è indicato come responsabile sanitario del 116117.
Il nuovo numero dovrebbe offrire ai cittadini un punto di accesso per informazioni, orientamento e indirizzo verso la continuità assistenziale, la medicina territoriale e i servizi a bassa intensità clinica. Una parte delle richieste oggi assorbite da Pronto Soccorso e 118 potrebbe trovare risposta nei percorsi territoriali. Il 116117 dovrà quindi orientare i bisogni non urgenti e trasferire al servizio competente le chiamate che presentano carattere di emergenza, attraverso un’integrazione funzionale, tecnologica e organizzativa con il 118.
Le centrali
La Regione colloca le due centrali operative del 116117 nei poli di Palermo e Catania. La prima, destinata alla Sicilia occidentale, sarà presso il Presidio ospedaliero Civico dell’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo. La seconda, destinata alla Sicilia orientale, troverà sede presso l’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro di Catania.
Il decreto regionale del 7 maggio 2025 aveva già approvato il progetto di attivazione del nuovo numero, indicando le due sedi e autorizzando l’avvio della fase sperimentale di start up. Il nuovo provvedimento firmato da Caruso interviene invece sulla fase successiva, quella del completamento dell’infrastruttura tecnologica e delle dotazioni necessarie a rendere operative le centrali.
Le due centrali saranno collocate nelle stesse sedi delle centrali operative 118, per favorire l’integrazione organizzativa e tecnologica tra i servizi. Il progetto prevede però la separazione dei traffici fonia e dati, così da condividere alcune infrastrutture senza sovrapporre le funzioni. Il 118 continuerà a gestire l’emergenza sanitaria, mentre il 116117 dovrà orientare le richieste di cure non urgenti verso la rete territoriale, in raccordo con 112 e Centrali Operative Territoriali.
Le risorse
Per il completamento delle due centrali operative del 116117 il progetto prevede una copertura di 9.790.900 euro per il quadriennio 2026-2029. L’importo rientra nella linea progettuale finanziata complessivamente con 25.678.987 euro e riguarda le forniture e i servizi necessari all’attivazione delle due sedi.
La voce principale riguarda l’infrastruttura tecnologica, stimata in 6.895.000 euro oltre IVA, pari a 8.411.900 euro IVA compresa. A questa cifra si aggiungono 1.379.000 euro per somme a disposizione, tra imprevisti, sicurezza, spese tecniche, incentivi alle funzioni tecniche e altri costi collegati alla realizzazione del servizio. Il trasferimento delle somme resterà legato alla rendicontazione dei costi sostenuti dalle aziende sanitarie coinvolte.
Datacenter, telefonia e continuità operativa
Il progetto prevede l’ampliamento dei datacenter regionali di Palermo e Catania con rack dedicati al 116117, separati da quelli del 118. Nei datacenter dovranno trovare posto sistemi telefonici, apparati di rete locale, accesso internet e linee telefoniche con configurazione di utente protetto. Sono previsti anche registratori delle chiamate, infrastrutture hardware e software di base, sistemi di backup, sicurezza e manutenzione. Per l’ospitalità degli apparati nei datacenter, il progetto stima 850.000 euro in quattro anni. La voce comprende spazi attrezzati, sicurezza fisica, alimentazione ad alta affidabilità, gruppi elettrogeni, climatizzazione, sistemi antincendio e anti allagamento, Building Management System, presidio H24, accesso scortato e supporto remoto.
La componente telefonica prevede 1 milione di euro in quattro anni per le linee con configurazione di utente protetto. Ogni datacenter dovrà gestire 80 canali entranti verso il 116117. A questi si aggiungono 40 canali uscenti verso la continuità assistenziale o altri utenti e 30 canali bidirezionali per le chiamate generiche. Il sistema dovrà includere procedure di disaster recovery e trabocco. In questo modo una centrale potrà sostenere il traffico dell’altra in caso di guasto, malfunzionamento o aumento anomalo delle chiamate.
Il sistema telefonico viene stimato in 900.000 euro in quattro anni. Dovrà gestire tecnologia VoIP e ISDN, server fonia in alta affidabilità, gateway, monitoraggio, manutenzione e integrazione con il software applicativo. Sono previsti anche 50 agenti contact center e 200 cuffie, dotazioni necessarie per organizzare postazioni dedicate nelle centrali di Palermo e Catania.
Il progetto prevede inoltre il vicariamento reciproco tra le due centrali. Palermo e Catania dovranno garantire continuità di servizio anche se una delle due sedi non potrà operare temporaneamente o dovrà affrontare un sovraccarico di chiamate. La continuità operativa viene quindi costruita attraverso telefonia, rete dati, sicurezza, manutenzione e capacità di subentro tra le due sedi
Postazioni, sicurezza e software
Le centrali di Palermo e Catania dovranno disporre di cablaggi dati per sala CED e postazioni di lavoro, apparati per la rete locale, registratori per i telefoni degli operatori e stazioni di energia. Sono previsti anche videosorveglianza, controllo accessi, workstation, monitor, maxischermi, stampanti e telefoni. Per il cablaggio dati delle centrali viene stimata una spesa di 300.000 euro in quattro anni. La voce comprende i collegamenti tra le sale CED del 116117 e quelle del 118, la certificazione delle tratte e la realizzazione dei punti rete necessari alle postazioni operative e agli apparati di supporto.
Ogni centrale dovrà avere almeno 25 postazioni di lavoro quadruple per gli operatori. A queste si aggiungeranno ulteriori punti rete per segreteria, monitor a parete, stampanti di rete e sistemi di controllo accessi. Il progetto prevede anche sistemi di energia in alta affidabilità, con potenza pari a 2×20 KW, batterie LFP o LiFePO4 e configurazioni che consentano la manutenzione senza interrompere il funzionamento delle postazioni operative. Questa dotazione servirà a garantire la continuità di lavoro delle centrali anche durante interventi tecnici o criticità elettriche.
Per la protezione degli ambienti tecnici, il progetto prevede videosorveglianza IP, telecamere interne, telecamere ibride con sensore ottico e termografico, registrazione ridondata, monitor 4K e controllo accessi con schede personali. Le attività di accesso dovranno confluire in log su server centralizzato installato nei datacenter, secondo una logica coerente con la gestione di infrastrutture che trattano flussi telefonici, dati operativi e continuità di servizio.
Le dotazioni comprendono inoltre workstation, monitor curvi per gli operatori, monitor a parete, PC dedicati ai maxischermi, stampanti multifunzione e telefoni IP. Il documento indica anche una voce per gli arredi, stimata in 150.000 euro, destinata alle sale operative, alle postazioni, agli ambienti di lavoro e agli spazi di supporto. La componente applicativa, invece, dovrà integrarsi con il sistema regionale del 118. Il progetto indica, appunto, licenze specifiche per Palermo e Catania, con una spesa presunta di 80.000 euro, e richiede una soluzione basata su architettura SOA, capace di dialogare con altri sistemi attraverso servizi web.
Il sistema dovrà comprendere servizi di accentramento guasti, manutenzione e outsourcing. Necessari per garantire gestione continuativa dell’infrastruttura, monitoraggio e interventi tecnici in caso di malfunzionamenti. Il progetto prevede inoltre alcune dotazioni informatiche presso la sede dell’assessorato regionale della Salute, nei locali dell’Area 2, per le attività di coordinamento e controllo del sistema 116117.
Il personale
La realizzazione del 116117 si intreccia anche con la vicenda degli ex lavoratori Almaviva. La vertenza arriva dopo mesi di proteste, interlocuzioni istituzionali e rinvii sulla ricollocazione del personale. La Regione aveva già indicato il progetto come possibile soluzione occupazionale per 130 ex dipendenti in esubero, da destinare alle attività di risposta telefonica, orientamento dell’utenza e gestione dei flussi informativi.
Nel marzo 2026, durante una delle fasi di confronto sulla vertenza, la Regione ha comunicato la firma del decreto collegato al progetto 116117. Ha comunicato anche l’assegnazione delle risorse al soggetto realizzatore per l’infrastruttura tecnologica necessaria all’avvio del servizio. Il passaggio segna un avanzamento tecnico-amministrativo. Non coincide però automaticamente con l’avvio operativo del numero né con l’immediato impiego del personale. Il funzionamento delle centrali richiederà formazione degli operatori, protocolli di risposta e integrazione con continuità assistenziale, medicina territoriale, COT e 118.
Il completamento del servizio
Il progetto esecutivo colloca la copertura economica nel quadriennio 2026-2029, ma non indica una data di attivazione del 116117. Il completamento del servizio dipenderà dalla conclusione degli interventi tecnici già previsti e dall’organizzazione della risposta, compresa la formazione degli operatori.
I ritardi registrati sino ad oggi sono dovuti principalmente alla questione Almaviva. La vertenza ha intrecciato l’avvio del 116117 con la ricollocazione del personale del call center. Il percorso sanitario e tecnologico, però, era già stato impostato dal Dipartimento per la Pianificazione Strategica dell’assessorato regionale della Salute. In quella fase il Dipartimento era guidato da Salvatore Iacolino.
Proprio Iacolino, che aveva seguito l’iter del nuovo numero sin dalle prime fasi, nei giorni scorsi ha richiamato la prosecuzione delle attività programmate. Il riferimento riguarda il provvedimento per l’attribuzione delle risorse economiche destinate al completamento dell’infrastruttura digitale, degli impianti tecnologici e degli arredi nelle centrali di Palermo e Catania. È il passaggio che dovrebbe consentire al progetto di entrare nella fase operativa, dopo una lunga fase di programmazione e di confronto sul personale.
Sulle tempistiche non c’è ancora una scadenza ufficiale. Le novità emerse nelle ultime ore e le valutazioni raccolte negli ambienti regionali indicano però l’obiettivo di procedere speditamente e arrivare al completamento entro l’anno, esclusi imprevisti, anticipando quanto più possibile l’avvio rispetto alla copertura finanziaria 2026-2029.



