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L'interrogatorio

Omicidio in via Sampolo, arrestato Francesco Cusumano: si è avvalso della facoltà di non rispondere

lunedì 6 Luglio 2026

E’ stato arrestato in flagranza di reato Francesco Cusumano, 38 anni, accusato di avere ucciso ieri mattina a coltellate Francesco Spataro, 53 anni, il coinquilino in un appartamento in via Sampolo a Palermo.

Nel corso dell’interrogatorio davanti al pm Cusumano si è avvalso della facoltà di non rispondere. I tre abitavano al secondo piano del civico 486. Mentre uno dei residenti era uscito a fare la spesa sarebbe nata una lite, l’ennesima degli ultimi giorni tra Cusumano e Spataro. Quest’ultimo è stato visto sanguinante nel pianerottolo davanti all’appartamento da alcuni vicini che hanno lanciato l’allarme. Cusumano si è barricato a casa e ha minacciato di fare saltare il palazzo aprendo il gas, prima di consegnarsi ai carabinieri dopo una lunga trattativa. Solo questa mattina l’Amg dopo avere fatto tutte le verifiche di sicurezza ha riaperto l’erogazione nel palazzo.

L’uomo di 38 anni accusato di avere ucciso Francesco Spataro in via Sampolo, era stato condannato in via definitiva a 3 anni e 10 mesi di reclusione per avere picchiato l’avvocato Antonio Lanfranchi commissario all’esame di abilitazione alla professione forense che lo aveva bocciato. Cusumano originario di Milazzo si era trasferito a Palermo nelle ultime settimane.
Lanfranchi era stato aggredito alle spalle e colpito con calci e pugni al volto ed era stato morso al naso. Il legale ha riportato trauma cranico e facciale, il naso rotto e fratture vertebrali. Per quanto riguarda il delitto in via Sampolo a Palermo Cusumano ha negato sue responsabilità.
Francesco Cusumano doveva essere in carcere. Su di lui, a quanto pare da febbraio scorso, pendeva un ordine di carcerazione della procura generale messinese per una condanna a 3 anni e 10 mesi per avere massacrato di botte a Messina l’avvocato Antonio Lanfranchi, commissario all’esame di abilitazione alla professione forense che lo aveva bocciato. Per i carabinieri era irreperibile.
Non è chiaro se a questa condanna si sarebbero sommate altre precedenti. Cusumano, originario di Milazzo, si era trasferito a Palermo nelle ultime settimane e si era tinto i capelli. L’ipotesi è che il trentottenne volesse sfuggire all’ordine di carcerazione nascondendosi.
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