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Il caso

Palermo, fugge in scooter e travolge una donna: arrestato un giovane

martedì 22 Settembre 2026

Un controllo di routine a uno scooter nel centro cittadino, si è concluso con l’investimento di un pedone e l’arresto di un giovane.

​I fatti si sono verificati in via Enrico Albanese, dove una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri ha intimato l’alt a un ciclomotore privo di targa, con a bordo due giovani. Alla vista dei militari, il conducente ha accelerato dandosi a una rapida fuga a forte velocità per le vie limitrofe.

​Giunti in via Crispi, i due ragazzi hanno percorso un’area pedonale interdetta al traffico veicolare e delimitata da barriere in cemento. Nella corsa, lo scooter ha colpito una donna di 45 anni che stava passeggiando nella zona riservata ai pedoni. A causa dell’impatto, il mezzo è rovinato a terra insieme ai due occupanti.

​I Carabinieri, giunti immediatamente sul posto, sono riusciti a bloccare il passeggero, un ragazzo di 17 anni. Il guidatore è invece riuscito a risalire a bordo del ciclomotore e a riprendere la fuga.

​Le tempestive indagini avviate dal Nucleo Radiomobile hanno tuttavia consentito di stringere rapidamente il cerchio attorno al responsabile, un uomo di 24 anni, disoccupato e già sottoposto alla misura dell’affidamento in prova con obbligo di dimora notturna. Vistosi scoperto, il giovane si è presentato presso gli uffici dell’Arma indossando ancora gli stessi indumenti utilizzati durante la fuga.

​Il 24enne è stato tratto in arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, venendo posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Il passeggero minorenne di 17enne è stato invece deferito in stato di libertà alla Autorità Giudiziaria competente.

​La donna investita è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata presso l’Ospedale “Villa Sofia”. La vittima, rimasta sempre cosciente, si trova in discrete condizioni di salute e in attesa di concludere gli accertamenti sanitari.

È doveroso rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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