La grande festa al Barbera è servita. E’ un esordio sfavillante quello del Palermo, rientrato in Sicilia dopo il lungo itinerario dentro e fuori i confini italiani, in attesa del lungo cammino, ormai all’orizzonte, del campionato di serie B. Superato a pieni voti, seppur con qualche scivolone di troppo nel secondo tempo, il test contro il Lecce di Eusebio Di Francesco, sconfitto 2-0, colpito e affondato dalle reti di Vavassori e Pohjanpalo, a segno entrambi nel primo tempo. Avvolti dal caloroso abbraccio degli oltre 33mila tifosi presenti, i rosanero superano i trentaduesimi della Coppa Italia Frecciarossa 2026-2027, strappando il pass per i sedicesimi, dove affronteranno il Mantova, vincente a sorpresa 0-2 nella gara di ieri contro la Lazio.
A tre mesi di distanza la squadra di Pippo Inzaghi è tornata a calpestare il prato verde dell’impianto di viale del Fante. L’amaro successo insufficiente contro il Catanzaro è alle spalle. Dopo il ritiro a Santa Cristina in Valgardena e la tournée in Australia il nuovo Palermo formato 2026-2027 prende forma. Tante conferme rispetto alla passata stagione, qualche innesto e aspettative altissime. Il primo incontro ufficiale si è rivelato così un vero e proprio banco di prova in vista del campionato, previsto domenica 23 agosto, sempre tra le mura domestiche, contro la rinnovata Juve Stabia.
I rosa sfoggiano subito il nuovo abito cucito fin dalle prime battute in Trentino, un 4-2-3-1 frutto di un percorso già iniziato nel corso del finale di stagione:. Joronen tra i pali; Ceccaroni e Peda, titolare last minute al posto di Magnani, per lui stop durante il riscaldamento, centrali in difesa, supportati sugli esterni da Augello e Pierozzi; resta saldo l’asse di centrocampo composto da Ranocchia e capitan Segre; in attacco Johnsen, Palumbo e la novità Vavassori alle spalle di Pohjanpalo.
La fortuna non sembra accompagnare l’avvio stagionale dei rosanero. Dopo Magnani, infatti, al quinto minuto di gioco out anche un altro titolarissimo. Un innocuo scontro di gioco con Pierozzi, su spinta di N’Dri, si rivela fatale. L’atterraggio sulla spalla destra è troppo duro per Joronen, costretto a lasciare dolorante il campo e passare il testimone a Fortin. I palermitani non si scoraggiano e alzano i ritmi. Le gambe saranno ancora pesanti, ma il piglio sembra quello giusto: pressing alto e lotta continua su ogni pallone. Su questa scia nasce la prima occasione del match. All’ottavo minuto ottimo lavoro di Palumbo e Segre in avanti. Pohjanpalo, però, non sfrutta il ghiotto rigore in movimento perdendo fin troppo tempo. E anche il successivo tentativo del numero 8 non va a buon fine.
Il tabellino si sblocca al quarto d’ora. Una magia a centrocampo si rivela un ottimo suggerimento lungo la corsia mancina per Segre, Johnsen tenta il tiro, ma è rimessa laterale. Lo schema funziona. Peda spizzica di testa per l’inserimento di Vavassori: 1-0. Il vantaggio infuoca l’atmosfera e accende gli spalti. I padroni di casa gestiscono bene il possesso palla, occupando gli spazi, tenendo a bada i salentini. Alla mezz’ora gli ospiti si svegliano e assediano l’area rosanero. Il primo brivido lo regala Geubbels. Poi è il turno del pallonetto, in fuorigioco, di Tiago Gabriel, che scavalca Fortin, ma salvato sulla linea da Pierozzi. Il Barbera resta col fiato sospeso anche in occasione della leggerezza di Augello su Coulibaly. La sfera attraversa tutta l’area piccola, ma Geubbels arriva in ritardo, lasciando sfilare sul fondo. Il Palermo esce dal momento di impasse al quarantesimo, preso per mano dal duo nordico: Johnsen inventa, Pohjanpalo, questa volta senza fronzoli, finalizza per il 2-0. Al termine dei sette minuti di recupero cala il sipario sulla prima frazione.
Al rientro dagli spogliatoi il reparto offensivo cambia look: fuori Palumbo e Pohjanpalo, dentro Hernani e Le Douaron. La ripresa dei siciliani non è brillante. Qualche guizzo di prestigio del norvegese, ma troppe sbavature e spazi concessi alla compagine di Di Francesco. La chance più pericolosa nasce su grave errore di Ranocchia sulla trequarti. Stulic accarezza la rete, ma a negargli la gioia è Peda, autore di una chiusura di spessore. Poco dopo è Pierozzi a intervenire su Geubbels, protagonista a stretto giro con un velenoso colpo di testa.
La porta di Fortin è un muro. Al sessantesimo il Lecce spreca una clamorosa doppia occasione: il difensore polacco si oppone ancora sulla linea a Geubbels, poi è il giovane portiere a dire di no a N’Dri, facendosi perdonare le uscite poco convincenti del primo tempo. Tra un mugugno e l’altro di mister Inzaghi arriva il tempo di rimescolare ancora le carte in avanti: fuori Johnsen, dentro Strefezza. I rosa si riaffacciano dalle parti di Falcone al sessantaseiesimo con la botta dalla distanza di Segre respinta dall’estremo difensore avversario. Il numero 14 si rilancia anche sulla conclusione dal limite di Laerke, spedendo in angolo. Al settantasettesimo esordio anche per Estevez, subentrato al posto di Ranocchia.
I siciliani tirano il freno a meno e puntano al contenimento, sprecando poche energie. La panchina risponde presente. I neo acquisti lasciano il segno, sfoggiando personalità e qualità. Un buon segnale per quello che nella passata stagione è stato definito un tallone d’Achille del Palermo. Al termine dei cinque minuti di minuti al Barbera termina così 2-0.




