Clima di forte tensione oggi nel quartiere Terrasanta-Libertà di Palermo, dove residenti e commercianti hanno organizzato un presidio spontaneo in via Generale Di Maria e via Almeyda per protestare contro l’avvio dei lavori per la nuova pista ciclabile. Secondo quanto denunciato dai cittadini, l’intervento sarebbe stato avviato senza alcun confronto preventivo con il territorio, generando forti preoccupazioni legate alla viabilità, alla riduzione dei parcheggi e alla sicurezza della zona, già fortemente congestionata dalla presenza di scuole, attività commerciali, teatri e cinema.
Nel corso della protesta i toni si sono accesi, anche a causa della prosecuzione degli interventi da parte della ditta incaricata. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per riportare la calma e monitorare la situazione. I residenti ribadiscono di non essere contrari in assoluto alla realizzazione delle piste ciclabili, considerate un’opportunità importante per la mobilità sostenibile, ma contestano il metodo adottato dall’amministrazione comunale, accusata di non avere informato né ascoltato chi vive quotidianamente il quartiere. Tra le criticità evidenziate dai cittadini: la drastica riduzione dei posti auto; il rischio di “colli di bottiglia” negli orari di ingresso e uscita delle scuole; la presenza di dissuasori ritenuti troppo ingombranti e pericolosi; le difficoltà di accesso per anziani, disabili e carrozzelle; i possibili danni alle attività commerciali della zona.
Durante il presidio è stata inoltre avviata una raccolta firme popolare per chiedere la sospensione dei lavori e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con residenti e commercianti, al fine di individuare soluzioni alternative che possano conciliare sostenibilità, sicurezza e vivibilità del quartiere. “Non è una protesta contro le piste ciclabili – spiegano i cittadini – ma contro l’assenza totale di dialogo con chi vive questo territorio ogni giorno”. Sul posto anche la consigliera comunale Sabrina Figuccia, che ha raccolto le istanze dei residenti chiedendo ascolto e confronto prima di procedere con interventi destinati ad avere un impatto significativo sulla vita del quartiere.




