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L'intervista

Parco Naxos-Taormina, Carmelo Bennardo torna alla guida dell’ente: “La pressione turistica può convivere con la tutela”

venerdì 30 Gennaio 2026
Parco Archeologico Naxos Taormina

Un ritorno che nasce da esigenze di continuità amministrativa e tecnica. Carmelo Bennardo è il nuovo direttore del Parco archeologico di Naxos Taormina, incarico conferito dal Dipartimento regionale dei Beni culturali. Un unico dirigente per i due poli archeologici più importanti della Sicilia orientale.

Per Bennardo si tratta di un ritorno visto che aveva già ricoperto lo stesso ruolo tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Il nuovo incarico si aggiunge a quello di Direttore del Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai, passando per Villa Caronia, il Museo naturalistico di Isola Bella, le aree archeologiche di Francavilla di Sicilia, Palazzo Ciampoli, Monte Tauro, Castello Schisò e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio Siculo.

“È una nomina che nasce dall’accordo tra il dirigente generale e l’assessore”, spiega Bennardo. Una scelta che si inserisce in un contesto di instabilità gestionale visto che il Parco è, infatti, privo di una guida stabile da oltre quindici mesi, dopo il pensionamento di Gabriella Tigano e una serie di avvicendamenti temporanei.

Le priorità: sicurezza e interventi strutturali

Fin dal primo giorno di lavoro, Bennardo ha incontrato i tecnici del Parco per individuare le priorità operative. “Le urgenze assolute riguardano per adesso il Teatro Antico – chiarisce –. Lo studio del teatro, il progetto delle scene, l’adeguamento degli impianti a LED e il sistema di videosorveglianza. Sono interventi che stiamo già mettendo a terra, per poi dare un’attenzione specifica anche all’area di Naxos”. Un focus particolare sarà infatti dedicato al restauro della scena. “Lo scorso anno sono stati effettuati lavori sulla parte occidentale del fondo-scena – aggiunge – adesso procederemo con l’intervento sull’ante-scena”.

Turismo record e tutela del patrimonio

Nel 2025 il Parco archeologico di Naxos Taormina ha superato 1 milione e 170 mila visitatori, con oltre un milione concentrati sul solo Teatro Antico, confermandosi come il sito culturale più visitato della Sicilia, davanti anche alla Valle dei Templi di Agrigento. Un risultato che fotografa il ruolo centrale del Parco all’interno del sistema turistico regionale e che si intreccia con l’attrattività internazionale di Taormina.

Un’affluenza così elevata pone inevitabilmente il tema del rapporto tra tutela e fruizione. “La pressione turistica può e deve convivere con la tutela del patrimonio – sottolinea Bennardo –. I visitatori seguono già un percorso strutturato, pensato per garantire sia la fruizione sia la protezione del bene. Continueremo su questa linea, rafforzandola con interventi mirati“.

Rispetto ai numeri record, il direttore ridimensiona il ruolo della governance diretta del Parco: “L’incoming turistico non dipende da noi. I flussi arrivano perché esiste Taormina e, di riflesso, il Parco diventa una tappa naturale del percorso. È un connubio che funziona visto che Taormina e cultura insieme rappresentano un’offerta estremamente forte e indubbiamente molto competitiva sul mercato turistico”.

Ricerca archeologica e collaborazione con scuole e università

Sul fronte della ricerca, Bennardo chiede tempo per una ricognizione completa ma indica già una direzione precisa. Avvieremo ricerche e convenzioni con le università. Parliamo di archeologia, rilievo archeologico e anche di studi sullo stato di conservazione del teatro. Sono infatti previste inoltre collaborazioni con l’Università di Messina e l’Università di Catania, per progetti che spaziano dall’archeologia all’architettura, dal rilievo alla catalogazione digitale dei reperti, fino agli studi sulla conservazione e sui sistemi di rappresentazione”

Tra gli obiettivi annunciati anche il coinvolgimento quindi delle nuove generazioni. “Vogliamo attrarre i giovani attraverso progetti di studio e scavi archeologici didattici afferma –. A Naxos individueremo un’area da destinare a uno scavo guidato, in convenzione con le scuole di Taormina e Giardini Naxos, tenendo conto anche delle esigenze logistiche, come il trasporto degli studenti”, conclude.

Fondi europei: “Serve progettazione”

Più complesso il capitolo dei finanziamenti, in particolare quelli europei. Secondo Bennardo, il tema non è solo intercettare risorse, ma arrivare preparati ai bandi. “Ad oggi, purtroppo, intercettare fondi europei significa confrontarsi con procedure che, in larga parte, sono già chiuse – spiega –. La programmazione PO FESR 2021-2027 è in una fase avanzata e il Parco, al momento, non dispone di progetti pronti da candidare”. 

Una criticità che il nuovo dirigente individua come priorità da affrontare nel breve periodo. “Da quest’anno lavoreremo alla costruzione di un pacchetto di progettazioni – aggiunge – per farci trovare pronti quando si apriranno nuove linee di finanziamento. L’obiettivo è non perdere altre occasioni e poterci inserire tempestivamente nei futuri bandi“.

Una strategia che punta a superare la gestione emergenziale anche sul fronte delle risorse: “Quando sarà il momento giusto, saremo pronti a cogliere l’opportunità e a investire con decisione”, conclude Bennardo.

I rapporti con la Regione

Infine, il rapporto con il Dipartimento regionale dei Beni culturali. “Il mio legame con il Dipartimento è costante – conclude Bennardo –. Ogni settimana relaziono l’assessore e il dirigente generale sulle attività, non solo di Taormina e Siracusa ma anche di Palermo, dove seguo diversi incarichi. Il dialogo istituzionale è continuo.

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