In un momento cruciale per l’economia rurale italiana e siciliana, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e la Coldiretti hanno siglato un importante protocollo d’Intesa, finalizzato in primis a valorizzare le produzioni e promuoverle con modelli alimentari sostenibili.
Firmato a Roma il 22 gennaio, l’accordo rappresenta una collaborazione strutturale tra i comuni e il mondo agricolo, con occhio di riguardo per le regioni come la Sicilia, dove l’agricoltura gioca un ruolo centrale nell’identità territoriale e nell’economia locale. Dal livello nazionale a quello regionale, i principi che vengono fissati con questo protocollo sono assolutamente validi nella nostra regione.
Dai mercati contadini nei centri urbani alle mense scolastiche. L’intesa riconosce all’agricoltura un valore multifunzionale, dalla tutela del paesaggio alla promozione della salute e della coesione sociale, che si concentra su diversi pilastri chiave.
Particolare attenzione è rivolta alla normativa in materia di tassa sui rifiuti (Tari), in considerazione delle peculiarità dell’attività delle imprese agricole e degli scarti prodotti. Tra gli assi principali del protocollo figura la ristorazione collettiva, con l’impegno ad aumentare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e da filiere corte. L’alleanza mette al centro il cibo, la salute dei cittadini consumatori e la tutela dei territori, riconoscendo la funzione sociale ed economica dell’agricoltura italiana.
Modello di collaborazione che può diventare un riferimento anche a livello legislativo, poichè dimostra che la pubblica amministrazione può essere un alleato concreto per lo sviluppo delle imprese e del territorio.
Educazione alimentare: difendere la salute e la verità
Accanto alle mense, il Protocollo dedica un capitolo all’educazione alimentare, con iniziative rivolte soprattutto ai più giovani per promuovere corretti stili di vita, valorizzare la Dieta Mediterranea e contrastare la diffusione dei prodotti ultra-formulati, tema su cui Coldiretti ha più volte lanciato l’allarme. Le attività comprendono percorsi didattici, laboratori e progetti territoriali che rafforzeranno il rapporto tra scuola, famiglie e produttori agricoli.
Tutto è legato alla comunicazione del prodotto territoriale, è questo il punto chiave.
“Dalle nostre ricerche di mercato realizzate abbiamo riscontrato che solo il 38% delle persone ritiene adeguatamente informato rispetto al cibo di disposizione all’interno delle mense e l’86% chiede ovviamente più alimenti freschi e di stagione“, aggiunge il presidente di Coldiretti. “Il concetto del ‘mangiare sano’ è sicuramente sanità di mente ma anche di corpo e dall’altra parte vorremmo evitare che i cibi multiprocessati invadano le diete dei più giovani“.
Sul tema delle mense e soprattutto dell’educazione alimentare il segretario generale di Anci Sicilia Mario Alvano, si sofferma maggiormente, considerandolo un tema delicato “è importante insegnare stili alimentari salutari ai bambini attraverso la possibilità di incidere su un menù di qualità nelle mense scolastiche, che diventa anche una garanzia di salute. Sappiamo benissimo che non sempre, soprattutto in contesti disagiati, per questioni culturali e di carattere economico, c’è la possibilità di dare un’alimentazione corretta e sana ai propri figli”.
Il fatto che i bambini, almeno fino a una certa età, possano mangiare nelle mense scolastiche è un tema fonadamentale, “se queste sono caratterizzate dall’utilizzo di prodotti di prossimità, di agricoltura biologica e sani, incentrati sulla dieta mediterranea, questa è una garanzia fondamentale. E’ anche un potente strumento per prevenire disturbi alimentari“.
Una sana alimentazione è la migliore strategia di prevenzione. “E’ una questione che riguarda anche il sistema sanitario e lo sviluppo delle produzioni locali, tutti quei mercati e quelle attività che consentono ai nostri produttori locali di poter vendere i prodotti e trovare anche un mercato attento“.
In Sicilia soprattutto i mercati sono molto diffusi, “noi di Anci incideremo da questo punto di vista per rafforzare questo tipo di legame positivo“.
Tari: chiarezza e trasparenza per imprese e amministrazioni
Un passaggio importante perché unisce due realtà che operano quotidianamente al servizio delle comunità come gli agricoltori e i Comuni. Un accordo che permetterà allo stesso modo di sostenere e facilitare l’attività delle aziende anche su temi normativi come la questione della Tari. Dove il ruolo dei sindaci è fondamentale, non per introdurre regole ma per garantire una corretta applicazione delle norme, soprattutto in un contesto in cui la gestione della Tari varia da territorio a territorio.
Una corretta interpretazione evita contenziosi e spese legali, migliora il servizio e rafforza la fiducia delle imprese. La pubblica amministrazione deve essere percepita come un supporto alle attività produttive, non come un ostacolo. Il tema riguarda anche altri ambiti in cui i comuni possono fare la differenza, come le licenze e la riqualificazione di fabbricati dismessi. Recuperare questi immobili significa valorizzare il territorio e creare opportunità economiche, ad esempio attraverso attività ricettive.
Questo modello di collaborazione può diventare un riferimento anche a livello legislativo, perché dimostra che la pubblica amministrazione può essere un alleato concreto per lo sviluppo delle imprese e del territorio.
Turismo e territorio: valorizzare le aree interne
L’accordo si apre anche al turismo, un settore in cui l’Italia è leader mondiale. Enoturismo, oleoturismo, turismo brassicolo e ippoturismo sono leve strategiche per far conoscere le aree interne, non solo le mete tradizionali, ma anche montagna e collina. È una forma di tutela culturale e identitaria che rafforza il valore dell’agroalimentare italiano nel mondo. In questo contesto, l’attenzione alla disabilità è un elemento centrale. L’ippoturismo e l’ipoterapia, grazie alla collaborazione con servizi sociali e assessorati, possono diventare strumenti concreti di inclusione e di sostegno alle fasce più fragili.
Con questo accordo, precisa Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, si lavora per portare più prodotti locali e di qualità nelle mense pubbliche, per rafforzare l’educazione alimentare dei giovani e per contrastare modelli alimentari basati su prodotti ultra-formulati privi di valore nutrizionale. Insieme si possono offrire nuovi servizi ai cittadini e contribuire a costruire comunità più sane, consapevoli e resilienti.
Si aggiunge Michele Conti, delegato nazionale Anci per l’agricoltura. Tutto fordato per consolidare il forte legame tra enti locali, comunità e mondo dell’agricoltura. Un impegno riconosciuto già nel novembre scorso con la sottoscrizione della ‘Carta di Pisa’ che assegna ai Comuni il compito di salvaguardare le tradizioni produttive, tutelare la qualità alimentare e la valorizzazione delle identità locali, in un’ottica di collaborazione stabile con MASAF e con l’intera filiera agroalimentare, alla luce del riconoscimento dello scorso dicembre della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco.
I Comuni sono un soggetto fondamentale per promuovere nel migliore dei modi la filiera corta che connetta agricoltori del territorio e consumatori. Ma hanno un ruolo centrale anche sul piano della conservazione del paesaggio e della tutela ambientale e culturale, garantendo così che il paesaggio agricolo italiano non venga abbandonato o consumato impropriamente.
Il Protocollo, quindi, prevede il sostegno alla diffusione dei Mercati di Campagna Amica, anche attraverso l’individuazione di strutture comunali idonee. In molti centri minori questi mercati svolgono un ruolo essenziale per contrastare la desertificazione commerciale e secondo Noto Sondaggi l’86% dei cittadini vorrebbe un farmers market nel proprio quartiere.
L’intesa interviene dunque su filiere corte, turismo rurale e tutela del suolo agricolo, riconoscendo la valenza economica e identitaria delle produzioni locali e promuovendo forme di welfare di prossimità attraverso l’agricoltura sociale, che oggi offre servizi a migliaia di persone con fragilità. Particolare attenzione viene infine dedicata all’imprenditorialità giovanile e femminile, considerata motore di innovazione e rigenerazione territoriale.
“E’ sicuramente è un passaggio epocale per parlare di Made in Italy, di stagionalità, di distintività e soprattutto di qualità di prodotti che mettiamo sulle tavole“, conclude Francesco Ferreri. “In modo che anche le nuove generazioni, all’interno dei comuni si possa sensibilizzare questo tema. Oltre al grande ruolo che ha l’agricoltura che è anche quello di preservare il paesaggio e di coltivare i terreni per evitare situazioni che poi diventano difficili da gestire“.




